Difesa ordinata e due guizzi di classe Nicola: «Con l’identità è più facile»

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Il Genoa che prima che della sosta viaggiava a vele spiegate si tira fuori dalle secche e scorge la salvezza in un lontano orizzonte. Il suo percorso sarà inevitabilmente ancora solcato da tempeste e irto di scogli difficili da superare, già giovedì si delinea una delicata trasferta nella Torino granata, ma un primo naufragio è stato scansato.

Contro la Spal ultima in classifica il Grifone aveva un solo risultato a disposizione e la necessità di andare all’arrembaggio. Le bocche da fuoco sono salite da due a tre, e la difesa allargata da tre uomini a quattro: 4-3-2-1, con Falque e Pandev (foto Instagram Genoa) alle spalle di Pinamonti, Biraschi e Masiello terzini, Zapata e Goldaniga nel cuore del reparto arretrato.

Ai romagnoli, praticamente già condannati alla retrocessione ma mai remissivi, non sono stati concessi spazi sino al 90’, quando si sono finalmente resi pericolosi su un calcio d’angolo. I rossoblù, pur essendo e mostrandosi superiori, hanno avuto difficoltà a trovare la porta avversaria. Lo scarto avrebbe potuto essere ben più ampio. Fondamentali per creare occasioni le sponde di Pinamonti, anche se le reti, una per tempo, al 24’ e al 52’, sono arrivate da una conclusione defilata di Pandev, abilissimo nel trovare l’angolo e nell’ammaestrare un pallone servitogli da Falque, e da una punizione magistrale di Lasse Schöne. Al 36’ lo spagnolo ha sbagliato un rigore procurato da Cassata, calciando senza sufficiente forza o angolazione.

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