Fognini: dopo l’operazione, le ATP Finals?

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Fabio Fognini è lo sportivo ligure dell'anno 2018
Fabio Fognini è lo sportivo ligure dell'anno 2018

Si era chiamato fuori da ogni ansia agonistica e ne aveva approfittato per rimettersi perfettamente in sesto, sottoponendosi a un’operazione chirurgica a entrambe le caviglie, che gli avevano spesso dato problemi.

Fabio Fognini si era tirato fuori da tutte le speculazioni sulla ripresa del circuito professionistico dando la sensazione di prendersela calma, un po’ alla Roger Federer: si riprenderà quando si riprenderà, io nel frattempo sistemo i miei problemi fisici e approfitto per stare un po’ con la mia famiglia. Una famiglia che dal 23 dicembre del 2019 si è allargata, con la piccola Farah che fa compagnia a Federico, i due gioielli di mamma Flavia.

La decisione dell’Atp di rivedere eccezionalmente i criteri che regolano il ranking, allargando agli ultimi 22 mesi (anziché le ultime 52 settimane) il periodo all’interno dei quale valorizzare i propri migliori 18 risultati lo ributta nella mischia: è sempre n.11 del mondo e può legittimamente aspirare a qualificarsi per la prima volta alle Atp Finals, ultima edizione a Londra prima del quinquennio italiano a Torino. L’evento che mette in campo i migliori 8 del mondo a fine anno.

Fognini può infatti “tenere buoni” tutti i migliori risultati del 2019, compresa la vittoria all’Atp Masters 1000 di Monte-Carlo, i quarti a Montreal a Shanghai. Ma può guadagnare punti a Madrid, Roma, dove si è fermato al terzo turno, come a Parigi, dove aveva raggiunto gli ottavi. E poi sul successivo sintetico indoor, potrebbe sparare tutte le cartucce.

Dunque l’annata in sospeso può diventare la grande occasione per aggiungere un altro traguardo storico alla conquista della top 10, raggiunta lo scorso anno, il primo vissuto pienamente con Corrado Barazzutti nel proprio angolo, il capitano di Davis che è diventato coach dell’azzurro più carismatico dell’ultimo decennio, dopo aver allenato Francesca Schiavone proprio in quel 2010 in cui andò a prendersi al Roland Garros il primo Slam femminile azzurro della storia.

Corrado in questi giorni è in vacanza in Puglia, a pochi chilometri da Fabio, che si gode l’estate nella terra di Flavia, della famiglia Pennetta. L’ex n.7 del mondo, e capitano vincitore di 4 Fed Cup, sta facendo una sorta di conto alla rovescia.

“Domenica prossima scadranno i 40 giorni dall’operazione che Fabio ha sostenuto ad entrambe le caviglie – ci spiega – Da lunedì ricomincerò ad allenarlo con tutte le attenzioni.  Ricominceremo con una serie di allenamenti graduali che saranno ovviamente concordati con il suo fisioterapista e con il medico che l’ha operato. In base a come reagirà potremmo intensificare più o meno queste allenamenti. L’obbiettivo è metterlo in condizione di poter competere nei primi tornei sulla terra battuta”.

Fabio Fognini dopo l’operazione alle caviglie

Fognini è stato operato ad entrambe le caviglie in artroscopia: doveva togliere frammenti di calcificazione, più grandi nella caviglia destra.

L’intervento si è svolto a fine maggio presso la clinica Domus Nova di Ravenna ed è stato eseguito dal dottor Francesco Lijoi, il primo chirurgo ortopedico italiano ad essersi cimentato nella chirurgia artroscopica della parte posteriore della caviglia.

L’intervento è riuscito perfettamente: chiediamo a Barazzutti se non ci sarebbe per Fabio la possibilità di cimentarsi già da metà agosto nei tornei americani sul “duro”.

“No, non ci sono i tempi. E poi, se vuoi la mia opinione, neanche si giocherà in America.  La situazione mi pare troppo grave e non credo che migliorerà in tempi brevi.  Dato che negli USA non fanno alcun tipo di lock down, e non lo vogliono neanche fare, presumo che il numero dei contagi sarà sempre molto alto e quindi, secondo me, finirà che rinunceranno al torneo.  Mi risulta che comunque una decisione verrà presa tra il 13 e il 15 di questo mese”.

Le classifiche riviste sembrano pensate proprio per limitare i danni nel caso in cui non si possa giocare negli Stati Uniti. O che in tanti rinuncino ad affrontare il viaggio. Che cosa ne pensi?

“Andare negli States in questo momento è molto complicato. In Europa ti muovi. Puoi anche andare in macchina se vuoi, senza alcun tipo di rischio.  L’America ha anche la frontiera chiusa. Si parla di organizzare dei charter, è una complicazione assurda. La mia sensazione è che i giocatori non ci vogliano andare (lo stesso Djokovic ieri si è dotto molto dubbioso n.d.r). È troppo pericoloso giocare in un Paese dove lasciano il coronavirus circoli tranquillamente.  E poi, se ti ammali lì… addio. O comunque… arrivederci”.

Corrado Barazzutti festeggia con Fabio Fognini e il dottor Parra dopo il usccesso dell’Italia sulla Gran Bretagna nel 2014.

Dunque l’obbiettivo è decisamente la ripresa sulla la terra battuta?

“Come ti dicevo, per Fabio la trasferta americana sarebbe comunque esclusa perché non ci sono i tempi per poterla preparare e arrivare competitivi.  Ci alleneremo e ci prepareremo per la stagione sulla terra sperando che si possa giocare come previsto a Madrid, Roma e Parigi. Per poi magari proseguire la con stagione europea indoor, fino alle ATP Finals. Vedremo se il virus consentirà di portare avanti questo programma. Quello che posso dire di sicuro è che adesso Fabio sta bene. Ha accelerato la guarigione. Insomma tutto è a posto. Da lunedì si riparte. Con prudenza, sotto controllo dei medici ma con molta fiducia”.

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