Agli albori della Targa d’oro

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È stato uno dei più grandi colpitori italiani. Albino Cuneo, 88 anni il prossimo 20 agosto, nativo di Chiavari, nonostante abbia conquistato la ribalta nazionale all’età di 21 anni, ha attraversato un periodo assai lungo contraddistinto da epiche imprese boccistiche a tutti i livelli, comprese le tre vittorie nella Targa d’oro di Alassio, competizione cui è particolarmente affezionato come dimostra la sua costante presenza, anche di recente, sugli spalti.

BOCCE FRANTUMATE – “Al contrario di molti giocatori – esordisce Cuneo –, ho iniziato a mettermi in luce nelle gare più importanti, in età adulta con il cartellino di categoria Promozione, a partire da quella internazionale di Bordighera, e in seguito quelle di Alassio, di Saint Etienne e del Torneo di San Pietro a Genova. Di quell’inizio di carriera ricordo che molti mi cercavano perchè frantumavo le bocce avversarie e si interrogavano sulla mia bocciata e sul mio stile molto personale. Infatti, dopo aver lanciato la boccia, tendevo a rallentare la corsa anziché proseguirla. Al successo alassino sono arrivato dopo aver vinto il titolo italiano a coppie nel ’54. E qui devo aprire una parentesi: quelli iniziali sono stati anni per me entusiasmanti. Con la maglia della Chiavarese ho vinto la prima Targa d’Oro insieme a Pinara Bruzzone, Giobatta Sambuceti e Ugo Meli, nella terza edizione, quella del 1956. Il mio debutto alassino avvenne l’anno prima, con Dadda Vaccaro, Rieou Minucci e Cavallin Topazio”.

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