Gabbiadini la illude, Dzeko la castiga: chance persa con la Roma

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L’illusione è durata un’ora, prima che in bocca affiorasse un retrogusto amarissimo. Per mezza gara la Sampdoria è stata addirittura superiore ad una Roma inguardabile, ma alla distanza il divario di valori è emerso. Mentre i blucerchiati calavano progressivamente, anche per via di qualche cambio di formazione rivelatosi infelice, la Lupa ritrovava denti guzzi grazie agli innesti di due elementi imprescinibili come Pellegrini e Cristante, lasciati inopinatamente in panchina ad inizio gara.
Sia chiaro, la seconda sconfitta consecutiva era nell’aria e non suscita sorpresa. Anzi, i 45 minuti egregi disputata incoraggiano a credere addirittura ad una salvezza anticipata, ma certe carenze esistevamo e non sono scomparse all’Olimpico.
I ritorni di di Ekdal, Tonelli e Gabbiadini hanno innervato positivamente l’assetto base, ma non va ignorato che nella fase iniziale di match la Roma ha pagato la disabitudine all’agonismo che i blucerchiati avevano scontato nel pessimo primo tempo di San Siro. La Samp ha saputo sfruttare con Gabbiadini un errore piramidale di Diawara in appoggio ma forse ha peccato di superficialità in qualche altra circostanza favorevole che, se sfruttata a dovere, avrebbe consentito di ipotecare il successo. Va altresì riconosciuto che anche nel momento migliore degli ospiti, i cspitolini si erano visti annullare il gol del pari per una discutibile applicazione delle nuove regole sui tocchi di mano e avevano bombardato il reattivo Audero (restituito alla migliore condizione dopo mesi di incertezze)da ogni posizione.
Il palo centrato dalla Roma nella ripresa su punizione rendeva legittimo il sorpasso nel punteggio, favorito anche dall’assoluta modestia dei ricambi blucerchiati. Va apprezzato complessivamente il pressing alto attuato lungamente dalla banda di Ranieri, abile anche in rifinitura. Il colpo del ko però è mancato per un’eccessiva leggerezza in zona gol e in fase difensiva la squadra ha lasciato sempre a deaiderare. Vero che l’uno-due giallorosso è stato firmato da un fuoriclasse assoluto come Dzeko, calciatore immenso, ma Yoshida in entrambe le situazioni se l’è lasciato sfuggire alle spalle come un novellino: e nessuno dei due “lob” partiti dalla trequarti erano apparsi inarrestabili. Ranieri, autore di una minirivoluzione rispetto a San Siro, ha ricevuto risposte apprezzabili da Augello (rilievo di Murru a sinistra) e dai titolari rilanciati, che hanno reso più corposa lamanovra e anche la tenuta, specialmente a centrocampo. Quanto basta per imbarcare nel viaggio di ritorno la sensazione di essere usciti dal tunnel della crisi (ad onta dei due ko di fila) e di non apparire – tutt’altro – inferiori a Lecce e Genoa, le altre due formazioni alla disperata ricerca del quart’ultimo posto. D’altronde, in una stagione così travagliata, non esistono altri obiettivi più prestigiosi, e se sfruttata a dovere, la prossima sfida, a Marassi contro il tranquillo Bologna, potrebbe regalare una bella fetta di tranquillità.

Pierluigi Gambino

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