Cinquant’anni fa Italia-Germania 4-3

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Quella notte di mezzo secolo fa la “partida del siglo” andò in scena nel monumentale stadio Azteca di Città del Messico, dove una targa celebra quei centoventi minuti in cui è racchiusa tutta la bellezza e l’epica del calcio.

La ricordiamo come fosse ora, si giocava a mezzanotte (ora italiana) e la diretta sul Telefunken in bianconero non mi vedeva sul divano, visto che papà e mamma mi avevano detto di andare a letto vista l’ora…. Ma nella cameretta non riuscivo a prendere sonno, malato come ero (e sono…) di calcio , quando mi ero appisolato mi svegliò l’urlo proveniente dalla sala e dai palazzi vicini a festeggiare il gol di Boninsegna, il “Bonimba” nerazzurro, che dopo uno scambio con Riva aveva trafitto con una gran rasoiata dal limite Sepp Maier, portiere teutonico. Dalla cameretta mi giungeva la voce di Nando Martellini e quella dei miei che nel tinello seguivano l’incontro, cercai di riaddormentarmi per ubbidire ma prima della fine del tempo mi alzai e spuntai in fondo al corridoio per condividere con loro quella che sarebbe diventata più che una partita di calcio un vero e proprio romanzo.

Inizia la ripresa e puntuale arriva la staffetta tra Mazzola e Rivera, i tedeschi  in bianco con i risvolti neri, trascinati da Franz Beckenbauer, classico regista arretrato che quella sera gioca con la spalla ed il braccio fasciati da un bendaggio, assediano continuamente la porta davanti ad Albertosi,  il tecnico Schoen rinforza un attacco che può già contare su Seeler e Gerd Muller, capocannoniere del torneo, con Held e Libuda e le mischie davanti al nostro portiere si susseguono , Seeler si picchia con tutti ma Burgnich e Rosato sono clienti difficili e rognosi, Overath coglie una traversa, “Faccia d’angelo” Rosato salva sulla linea, Albertosi si immola in un paio d occasioni…. Scade il novantesimo, il fortino resiste, Martellini invoca il triplice fischio di Yamasaki, un peruviano tesserato dalla federazione messicana ma dal cognome giapponese… ma il fischio non arriva, da sinistra un cross piove calibrato all’altezza del dischetto dove si materializza il biondo Karl Heinz Schnellinger, terzino del Milan, che in spaccata inchioda Albertosi e ci raggela sul divano di casa nella calda notte di un giugno genovese….

E qui inizia un’altra partita, saltano gli schemi, i “crucchi” si catapultano all’attacco, passano pochi minuti del primo tempo supplementare quando Poletti, entrato per l’infortunato Rosato, pasticcia su una palla morta insieme ad Albertosi , si inserisce Gerd Muller e la sfera sfila lentamente, varcando la linea bianca… Sembra finita, Rivera scodella in area e l’attaccante Held pasticcia a sua volta ed apparecchia una palla invitante per Tarcisio, quel Burgnich che al pari di Schnellinger non varca quasi mai la propria metà campo, il terzino friulano non si fa pregare ed incornicia la sua splendida partita infilando per il due a due.

E prima della fine dei primi quindici minuti di extra time arriva anche il momento di “Rombo di tuono”: Gigi Riva amministra un servizio del compagno di squadra cagliaritano Domenghini, evita con un movimento classico Berti Vogts, si allarga ed esplode il sinistro che va a morire nell’angolo basso alla sinistra di Maier: 3-2, con il bomber che si abbandona all’abbraccio dei compagni.

I tedeschi sembrano k.o. ma è solo un’impressione, Seeler non ci sta e sgomita e protesta e trascina, su corner di Libuda da sinistra ci arriva, lui piccolo ma con le molle sotto i piedi, con la capoccia , Muller prolunga , Rivera sul palo non riesce a respingere e la sfera si infila tra il corpo dell’ “abatino” ed il montante, sul quale Gianni si attorciglia sconsolato, con Ricky Albertosi che se potesse lo prenderebbe per il collo…

Ma il calcio come la vita toglie e restituisce, si riprende a centrocampo, Facchetti fa viaggiare sull’out di sinistra l’inesauribile Bonimba che vince il duello in velocità con Schultz, mette in mezzo e nel cuore dell’area arriva proprio lui, il Gianni alessandrino, che freddamente infila in controtempo Maier per il gol del trionfo… “Vinciamo, vinciamo, vinciamo!!!” è la voce sconosciuta che entra nel microfono di Martellini che alle due passate di una notte tanto italiana decreta il trionfo di una nazionale che ci fa tornare a letto dopo l’abbraccio di papà e mamma, stanchi, sudati e felici di essere stati anche noi protagonisti di quella che resterà per sempre Italia-Germania 4-3, la “partida del siglo”.

Marco Ferrera

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