Gaia Ravaioli: è genovese una delle biker più forti del mondo

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E’ una vera e propria “stella” della Mtb. Gaia Ravaioli ha coronato un 2019 da favola conquistando il titolo mondiale nella Wembo 24h in Brasile. Un titolo iridato che mancava da tempo all’Italia.

La biker genovese ha percorso 406 km, equivalenti a 14 giri, nel tempo di 24h 17′ 50”. Un grande successo dopo il titolo mondiale della 24H Solo che aveva conquistato nell’edizione disputata proprio in Italia.

Il 2020 è stato un anno davvero atipico. Per tutti. Per tutto lo sport. Ma rivivere con Gaia le imprese degli scorsi anni è un toccasana, in attesa di poter riprendere. Magari proprio con il prossimo Mondiale di novembre in Australia.

“Sono specializzata nelle discipline di Cross Country Marathon e Endurance – racconta a LiguriaSport.com Gaia Ravaioli – ma ho un background un po’ atipico. Dagli 11 anni fino ai 17 ho praticato atletica agonistica. Amavo la velocità, correvo i 400 ma anche gli 800 e non ero male nel lancio del martello. Purtroppo, come accade a molti adolescenti, mi sono imbattuta in una brutta bestia: i disturbi alimentari”.

Racconta le sue difficoltà, Gaia, e come ne è uscita. Un messaggio formidabile per tutti i ragazzi di oggi. “Mi sono allontanata dai campi di atletica e anche dalla normale vita di un adolescente. Dopo diversi anni sono uscita dal tunnel ed ho incontrato Alessandro, che è diventato mio marito. E’ con lui che è iniziata la passione della Mtb. Volevamo trovare un’attività da svolgere insieme nel weekend. Abbiamo tirato fuori le bici dai garage, che probabilmente vi sostavano immobili da anni e da lì tutto ha avuto inizio”.

Nasce così la carriera di Gaia che ha ritrovato lo spirito agonista e soprattutto la voglia di andare oltre i propri limiti. “Le prime gare nel 2013 furono tutte molto amatoriali. Mi divertivo un mondo ed ero davvero curiosa di vedere dove sarei arrivata. Nel giro di cinque anni mi sono ritrovata a correre come atleta elite, con una convocazione nella nazionale italiana marathon e la vittoria di un mondiale 24H Solo Wembo alle spalle”.

Parallelamente il marito Alessandro inventa e sviluppa prodotti per la Mtb che a partire dal 2017 vengono acquistati e distribuiti da grandi aziende del settore ciclo e moto. “Questi sette anni sono stati ricchi di gioie, di vittorie ma anche di sconfitte. Tanti bocconi amari che hanno portato entrambi a rafforzarci, crescere e soprattutto arricchirci di esperienze”.

Uno sguardo al futuro non può mancare. Gaia e Alessandro hanno lavorato sodo anche nei mesi più duri dell’emergenza covid-19. Adesso la biker genovese sogna di tornare in campo. “A breve vi sarà la conferma o meno da parte della Federazione Ciclistica Italiana dei campionati nazionali di Marathon e di alcune importanti manifestazioni che sono slittate ad Agosto. Spero di potervi prendere parte. Mi sto preparando a questi appuntamenti, così come per il Campionato 24H Wembo che speriamo si possa svolgere in Australia, a Novembre”.

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