Genoa e Sampdoria: i calendari ai raggi X

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Ribadendo la fervida speranza di portare a termine sul campo il campionato, così da evitare di calarsi nel ginepraio dei playoff o, peggio ancora, degli algoritmi, è doveroso analizzare il cammino verso la salvezza che attende le due formazioni genovesi. Una premessa: giocare a spalti vuoti – come dimostrato recentemente in Germania – non stravolge più di tanto la classifica. Con o senza il pubblico vociante, le più forti quasi sempre impongono le loro superiori qualità. Ci sono, però, alcune eccezioni, figlie del calendario. Chiaro che la Samp avrebbe di gran lunga preferito disputare il derby di ritorno con due terzi di pubblico amico, dopo aver patito il relativo handicap ambientale nella sfida di andata. Ed è altresì scontato che il Grifo, atteso da sette partite casalinghe (stracittadina esclusa) a Marassi, avrà un danno – specialmente negli scontri diretti – dalla mancanza di tifosi sulle scalee del Ferraris. Il calore dei supporters, infatti, a volte condiziona gli atleti avversari e quasi sempre gli arbitri, in specie quelli più inesperti.

Ora tuffiamoci nella disamina dei rispettivi calendari. La Samp, come noto, partirà da San Siro con il recupero di fronte all’Inter. Gara improba, ma chissà che l’esordio dopo una lunga sosta non evidenzi qualche granello di sabbia negli ingranaggi della macchina da punti nerazzurra: di sicuro, sbrigare la pratica subito, con la Beneamata reduce da una o due partite in Coppa Italia, può rivelarsi vantaggioso. Archiviata l’appendice, ecco la trasferta all’Olimpico giallorosso con inizio alle 21.45, orario assolutamente inedito. Ben più importante sar à il trittico degli incontri successivi: a Marassi con un Bologna relativamente ambizioso, nella tana infuocata della rivale diretta Lecce (fortunatamente in tarda serata, così da sopportare meglio la tremenda calura) e ancora sul terreno amico contro la retrocedenda Spal. Al termine del mini-ciclo, capiremo parecchio riguardo al futuro di Quagliarella e compagni: obbligatorio ottenere un pingue bottino, badando principalmente ad uscire indenni dalla trappola salentina. Meno tranquillizzanti i successivi impegni: durissimo quello di Bergamo, importante e insidioso quello di Udine, prima che la gara casalinga contro un Cagliari sulla carta tranquillo offra un’altra ghiotta opportunità di risalita. Il viaggio a Parma dipenderà molto dalla contingente classifica dei crociati ed anche dalla capacità dei doriani di non pensare troppo all’imminente stracittadina. Il tris conclusivo sarà condizionato dalle esigenze degli avversari di turno: la Juve potrebbe giocarsi il tricolore ma anche presentarsi con lo scudetto in tasca, il Milan (a Marassi) sarà forse tagliato fuori da ogni discorso e, per finire, il Brescia (a Mompiano) quasi certamente scenderà in campo con uno spirito vacanziero.

Tutto sommato, il calendario non appare un nemico della Samp, che deve soprattutto guardare a se stessa. Ranieri ha l’arduo compito di riportare ad un accettabile livello atletico quei giocatori che – complice la positività al virus – hanno trascorso il lungo lockdown senza la minima preparazione. Scorrendo velocemente la rosa a disposizione balza agli occhi l’abbondanza di alternative a centrocampo, ca talizzando la possibilità di alternare i moduli con o senza il rifinitore. In retroguardia, aspettando il convalescente Ferrari, i centrali di ruolo sono contati e in avanti occorre che Bonazzoli e Lagumina, i soli rincalzi, offrano un apporto sostanzioso quando chiamati in causa, tenendo presente che i 37 anni di Quagliarella renderanno obbligatorio un frequente turn-over.

Ed eccoci al Genoa, che – ricordiamolo – rispetto ai blucerchiati è indietro di una lunghezza… e mezza, considerato l’esito del derby di andata. L’avvio col Parma in notturna è da non fallire, ma gli emiliani si staranno ancora giocando l’ultima poltrona europea. A Brescia l’insidia maggiore derva dall’orario, le 17.15: turno comunque da sfruttare. Poi la Juve a Marassi: meglio non farsi illusioni. La sfida esterna di Udine è già un match verità, in attesa di due impegni casalinghi di fila, contro un Napoli sempre più lanciato ed una Spal senz’altro abbordabile, pur con lo svantaggio del caldo.

Un “pieno” a spese di Petagna e C. sarebbe il viatico ideale per la contesa in casa di un Torino da tempo in crisi, il drammaico spareggio casalngo col Lecce e l’infuocato derby: tre match dai quali gli uomini di Nicola dovranno trarre un cospicuo numero di punti salvezza. Difficile poi sarà migliorare la classifica a danno dell’Inter, mentre più agevole si profila la visita ad un Sassuolo presumibilmente fuori dai giochi e il conclusivo appuntamento al Ferraris al cospetto del Verona, con l’auspicio che la banda di Juric abbia già posto in archivio gli obiettivi stagionali.

Anche quello del Genoa non appare un calendario terribile, ma i numerosi scontri diretti rappresentano un’arma a doppio taglio. Quanto all’organico, dopo il massiccio potenziamento invernale è innegabile che Nicola navighi nell’abbondnza in ogni reparto, anche se a centrocampo sono parecchi i giocatori soggetti ad infortuni e anziani e in attacco manchi un autentico uomo-gol.

Pierluigi Gambino

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