Trentotto anni fa lo 0-0 interno con il Rimini per il ritorno in A

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Sono trascorsi trentotto anni: con il pari interno contro il Rimini il 6 giugno 1982,  la Sampdoria di Paolo Mantovani, guidata in panchina da Renzo Ulivieri, ritornava dopo cinque stagioni di purgatorio in serie A. Una stagione indimenticabile, iniziata male per la favorita del torneo, con il presidente che non aveva badato a spese allestendo una formazione infarcita di calciatori arrivati dalla massima serie come Paolo Conti, ex portiere nel giro della nazionale, “Mazinga” Guerrini, aitante stopper dalla Fiorentina, l’arrembante terzino Totò Vullo, Scanziani e Bellotto che fecero le fortune dell’Ascoli di Rozzi, Paolo Rosi, talentuoso tornante che giocava con i calzettoni alla “cacaiola” al pari di Nick Zanone, Patrizio Sala, classico mediano del Torino scudettato di pochi anni prima, Sella e Garritano a garantire gol (per la verità pochini…) nel reparto offensivo, un giovane talentuoso come Andrea Manzo a rinnovare un organico dove erano rimasti bandiere come Mauro Ferroni, il giovane Luca Pellegrini, primo acquisto della Samp di Mantovani e che sarà l’unico della rosa che nove anni dopo conquisterà lo scudetto, il sempre utilissimo ed amato dai tifosi “Nano” Roselli.

Dicevamo dell’avvio, con la sconfitta di Brescia e dopo le battute d’arresto alla quarta contro la Sambenedettese a Marassi, con una conclusione senza pretese da oltre trenta metri di Gigi Cagni e la domenica successiva a Lecce, punita dall’ex Magistrelli, giunse al capolinea l’avventura di mister Riccomini ed arrivò un toscano di S.Miniato, Renzo Ulivieri, che cambiò lo spirito del gruppo. Era una Samp che faticò non poco ma non si arrendeva mai, l’esordio del tecnico fu vincente e fortunato contro la capolista Varese dell’ex presidente Mario Colantuoni, punito dal solito Scanziani che in quell’avvio difficile tenne in linea di galleggiamento la squadra doriana con alcune reti decisive come contro la Spal. Nel match interno contro la Cremonese ritornò allo stadio Mantovani dopo l’infarto che lo aveva colpito a Cagliari a settembre ed i gol in rimonta di Garritano e Pat Sala regalarono una grande iniezione di fiducia all’ambiente, confermata dalla successiva vittoria di Pisa, con il povero gigante buono “Pappa” Galdiolo a segno per il 2-1 finale in un’ Arena Garibaldi invasa dai tifosi doriani. Ma le delusioni erano dietro l’angolo per una squadra che lasciava intravvedere grandi potenzialità ,a Genova contro il Bari un’altra papera di Paolo Conti permise ai “galletti” di andare in vantaggio con Armenise, con Zanone a segno per un pari che non poteva rendere felici i blucerchiati.

Ed i tanti dubbi non si dissiparono, anzi si acuirono la settimana successiva quando i ragazzi di Ulivieri non riuscirono a sfruttare il doppio turno casalingo, sconfitti in casa dalla bestia nera Reggiana dopo un assedio infruttuoso, con Corradini che nel finale punì la Samp, con Scanziani, ancora lui, che arginò la crisi con la sua puntuale zampata nell’ultima partita dell’anno solare a Marassi contro la Pistoiese.

L’avvio del ritorno fu subito scoppiettante, cinque reti in casa contro il Brescia ma la sconfitta di Varese alla sesta sembrò allontanare definitivamente la Samp dalla zona promozione; Ulivieri fu fondamentale nel tenere alta la tensione e da quel pomeriggio la sua squadra non conobbe più sconfitte. Vittoria fondamentale a Cremona poi la testa di Guerrini nel finale a scacciare il fantasma del pari casalingo contro il Pescara invischiato nelle zone basse, i tre gol di Ferrara contro la Spal…

Pellegrini e compagni erano riusciti prepotentemente a rientrare in zona promozione, lo scontro diretto contro il Pisa a Marassi terminò sull’1-1 grazie al guizzo di Ezio Sella, bomberino di scorta e l’acuto di Bellotto a Bari fu forse il sigillo fondamentale per una squadra che a quel punto capì di poter centrare il traguardo inseguito da tante stagioni: dopo quel successo la Samp conquistava la vetta, con Pisa e Verona ad un solo punto e lo spauracchio del Varese, comunque in calo e di un Perugia in prepotente rimonta, sempre incombenti.

Dopo il pari senza reti contro il Verona a Genova arrivò la trasferta di Pistoia, altro passaggio fondamentale di quel finale con il cuore in gola: la Sud si trasferì in massa nella città toscana ed in un caldissimo e rovente pomeriggio di maggio Sandro Scanziani e Giorgio Roselli mandarono in estasi tutta la tifoseria e la rete del raddoppio premiò uno degli idoli della tifoseria  il popolare “Nano” , umbro di Montone ma genovese ormai d’adozione.

Il match della domenica successiva in un Ferraris colmo di quarantamila cuori blucerchiati contro un Perugia in grande rimonta diventa fondamentale, quando proprio Roselli manda alto un rigore i fantasmi aleggiano sul catino in riva al Bisagno ma a dieci minuti dalla fine si materializza in area avversaria ancora il gigante Mazinga, al secolo Giovanni Guerrini, da Terranuova Bracciolini, aretino di poche parole ma di parecchia sostanza, che approfitta di un’errata uscita di Malizia, portiere umbro, per infilare di sinistro nella porta sguarnita. E’ festa grande , sancita matematicamente la domenica successiva, il sei giugno 1982, con il pari interno senza reti contro il Rimini e quando il direttore di gara Mattei da Macerata emette il triplice fischio abbiamo ancora negli occhi Luca Pellegrini che raccoglie la sfera che transitava dalle sue parti e la lancia in cielo, a ricevere l’abbraccio della tifoseria che ha pavesato a festa lo stadio e che si prepara ad una notte di caroselli e felicità allo stato puro per le strade della città….

Marco Ferrera

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