Un avversario in più per Genoa e Samp: gli infortuni

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E’ bastata una manciata di partite della Bundesliga per identificare un nuovo, temibile nemico sulla strada della ripresa dei campionati. Si tratta degli infortuni, principalmente muscolari, che rischiano di depauperare in modo significativo gli organici delle nostre squadre.

L’insidia è naturalmente insita nella necessità di far fretta ed di comprimere il più possibile l’attività agonistica dopo la lunga sosta. In pratica, i giocatori sono costretti a ricominciare la preparazione, ma – contrariamente ai classici tempi del lavoro estivo, successivo al fisiologico stop di fine stagione – le condizioni di partenza sono peggiori. La clausura obbligata dovuta al coronavirus ha impedito in gran parte la fase di “riposo attivo” che caratterizza normalmente gli atlti professionisti durante le settimane di vacanza. Ancor più pericolosa, però, è la fretta di ritrovare la forma nel giro di un mese scarso, con inevitbili forzzature nel ritmo e nell’intensità degli allenamenti.

Se il calcio fosse ancora avvezzo alle cadenze di trent’anni fa, il problema non si porrebbe o, comunque, sarebbe secondario, ma il football odierno impone rapidità negli spazi brevi, velocità nei lunghi, atletismo e soprattutto intensità: applicare il pressing e per l’avversario cercare di sfuggirgli obbliga a sforzi che uun tempo non erano neppure immaginabili.

L’innovazione dei cinque cambi a partita in corso (seppure in tre soli tempi) può ovviare al problema, ma soltanto in parte. Prepariamoci dunque ad un utilizzo massiccio dell’intera rosa e ad un turnover sostenuto, ma semza illuersi che certe precauzioni affranchino da guai fisici. Il recente esempio di Ibrahimovic è illuminante in proposito: non è un caso, probabilmente, che lo stiramento muscolare abbia colpito un trentottenne, sicuramente più esposto a certe conseguenze sanitarie rispetto ad un ventenne, più fresco e meno usurato.

Un quadro di fondo che naturalmente incide anche nel lavoro di Claudio Ranieri e Davide Nicola, impegnatissimi a dosare gli allenamenti e, successivamente, a operare scelte di formazione nelle gare ufficiali cercando di limitare i danni.

Si parlava dei “vecchietti”, ed è impossibile escludere dall’elenco dei soggetti a rischi due illustri Over 35 come Fabio Quagliarella e Goran Pandev, i quali vantano nel proprio “status” di calciatori qualche sosta supplementare ai box per guai muscolari. Il macedone da tempo è impiegato  a corrente alternata, proprio per evitare che la stanchezza si traduca in qualche infortunio, ma anche Ranieri ha capito che il suo capitano – che resta l’elemento più importante della Sampdoria – avrà bisogno, ogni tanto, di ristorare in panchina la propria delicata muscolatura.

Tra i blucerchiati, il bomber non è il solo osservato speciale sotto quest’aspetto, pur tenendo conto che Edgar Barreto, da ormai un anno condizionato da infortuni e ricadute, ha appena deciso di salutare anticipatamente la compagnia e di ritirarsi. Bertolacci ha già dovuto fermarsi per questo tipo di problematica: vero che non è un titolare inamovibile, ma il passato più o meno recente segnala la frequenza dei suoi viaggi in infermeria.

Ben più grave sarebbe una ricaduta per il vicecapitano Linetty, senz’altro il blucerchiato più in forma prima del Coronavirus: qualche partita ha dovuto saltarla per uno stiramento muscolare, al pari di Bereszynski, i cui continui scatti sulla fascia lo espongono più di altri a quest’alea. E non è diversissimo il caso di Bonazzoli, che pur giovane, ha già dovuto affrontare una grave lesione alla coscia destra, motivo di una lunga assenza.

Da monitorare con attenzione, infine, De Paoli, che ci ha ormai abituati ad infortuni e ricadute, anche se di origine differente. Più che i muscoli, sono le articolazioni il suo punto debole: una delicatezza che, in un periodo di superlavoro, potrebbe condizionarlo.

Ed eccoci al Genoa. Detto di Pandev, è impossibile non citare Favilli e Sturaro come i primi giocatori da attenzionare. Il centravanti è immerso in un’infinita via crucis, figlia ddella rottura del crociato al ginocchio destro patita nel novembre 2017. Da quel momento, anche per i conseguenti difetti nella postura, il pisano slalomeggia tra un guaio muscolare e l’altro: giunture di cristallo, col pericolo che i ritmi elevatissimi dell’imminente calendario mettano seriamente in dubbio la sua disponibilità.

Critica è anche la situazione in prospettiva di Sturaro, altro elemento reduce da stop prolungati per problemi prima al tallone e successivamente a caviglia e ginocchio: inevitabile sarà concedergli qualche pausa. E simile è la prospettiva di Valon Berhami, soggetto in campo ad un lavoro particolarmente dispendioso e a continui contrasti di gioco: a 35 anni suonati, avrà necessità di un maggiore recupero fisico e non potrà disputare tutte le partite.

La lista dei… pericolanti in casa rossoblù prosegue con Mimmo Criscito, che è già stato alle prese con lesioni muscolari, e con Zapata, che ha sfruttato la sosta dovuta al Covid 19 per ultimare la convalescenza da grave guaio muscolare. Anche lui è un anziano e dovrà sottoporsi a qualche precauzione supplementare.

Diverso il destino di Lukas Lerager, vittima cronica della pubalgia, pessima compagna di vita per chi gioca a calcio. Pure lui, come il colombiano, ha tratto professionalmente vantaggio dalla pandemia, che gli ha permesso di tornare in gruppo. Sulla carta, è un elemento in più su cui Nicola può contare per il centrocampo.

Pierluigi Gambino

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