Lorenzo Marino: “Le crisi possono esser grandi opportunità”

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Il direttore sportivo dell’Iren Genova Quinto, Lorenzo Marino, fa il punto sugli scenari post-coronavirus per il mondo del nostro sport e non solo.

“Nessun al mondo poteva immaginarsi qualcosa del genere. Proprio nessuno. Nemmeno gli ultra ottantenni che scene di guerra, distruzione e desolazione le hanno vissute sulla loro pelle. Ma lì si combatteva per qualcosa o contro qualcuno, ci si doveva difendere da un nemico, si dovevano schivare proiettili e bombe.

Oggi non lo vedi il tuo nemico e la cosa più triste è che potrebbe nascondersi nel respiro o nel bacio della persona che ami, di un tuo familiare, del tuo migliore amico…

Tutto si è fermato. Tutto si è bloccato. Sembrerebbe che nulla potrà mai essere di nuovo uguale a prima. Ma non è così. Abbiamo davanti a noi la più grande delle opportunità. Tutti noi potremo diventare tutti più forti, più determinati e migliori di prima.

Abbiamo l’opportunità di cambiare noi stessi, di cambiare le nostre abitudini (quelle sbagliate…), di dare un valore diverso alle cose, di imparare ad apprezzare di più quello che abbiamo. Magari quando tutto questo sarà finito impareremo a rispettare il nostro turno in coda alla posta, in banca o al supermercato… senza fare i furbi per scavalcare chi sta davanti a noi. Magari quando tutto questo sarà finito impareremo in autostrada a non fare gli abbaglianti ai Tir che ci precedono, perché ci ricorderemo che in tutti questi mesi i camionisti non si sono mai fermati e hanno garantito l’arrivo delle provviste, dei medicinali e di tutto quello che veramente ci occorre per vivere.

Magari quando tutto questo sarà finito impareremo ad essere pazienti quando andremo al Pronto Soccorso per una “belinata” (traduzione dal genovese: “una cosa da poco”…) perché ci ricorderemo che in tutti questi mesi dottori e infermieri hanno dato anima, cuore e purtroppo in molti casi anche la vita per curare noi e i nostri cari. Magari quando tutto questo sarà finito impareremo ad esserci di più per chi ha bisogno, per dare una mano, per fare ogni giorno un’azione positiva e concreta nei confronti di chi è in difficoltà perché solo ora che tutti sappiamo cosa significhi subire delle privazioni, abbiamo capito chi vive peggio di noi.

Magari quando tutto questo sarà finito e potremo nuovamente tornare a camminare in riva al mare, in montagna, lungo i nostri fiumi ci meraviglieremo della loro bellezza e della fortuna che abbiamo di vivere in questo magnifico paese che è l’Italia impareremo a rispettarlo di più.

Magari quando tutto questo sarà finito e potremo nuovamente tornare nelle nostre amate piscine, allo stadio o nei palazzetti a vedere le nostre squadre del cuore lo faremo con rinnovato spirito sportivo, per tifare e cantare a squarciagola, per goderci lo spettacolo del campo senza trasferirlo sugli spalti.

Magari quando tutto questo sarà finito e dovremo tornare a votare i nostri politici, lo faremo con maggiore spirito critico ricordandoci di chi ha fatto bene e chi no, valutando le loro competenze per poter ricoprire certi incarichi, ma dando il tempo necessario per portare avanti un progetto. La tragica vicenda del Ponte Morandi ci ha dato dimostrazione che se le persone sono capaci a Genova e in Italia si possono realizzare vere e proprie imprese.

Magari quando tutto questo sarà finito ci accorgeremo una volta di più di cosa significhi vivere in Italia, di che “pasta” siano fatti gli Italiani, della Grandezza che abbiamo la fortuna di possedere”.

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