Genoa, Samp e le incertezze della ripresa

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In attesa di capire se il calcio di serie A potrà rimettersi in marcia, le due squadre genovesi cercano di programmare una ripresa irta di ostacoli. Concedeteci però una critica rivolta all’Uefa, che da tempo ha fissato le date delle restanti partite di Champions ed Europa League, previste dall’inizio alla fine di agosto. Evidentemente, i “papaveri” del nostro football continentale si sono bellamente infischiati della situazione sanitaria ancora piuttosto grave degli Stati in cui si disputano i campionati nazionali più prestigiosi. Possibile che non abbiano messo in preventivo la soluzione di procrastinare di almeno un mese le sfide internazionali, così da concedere ulteriore “respiro” per il completamento dei vari campionati?

E’ giusto anche chiedersi se non sarebbe stato preferibile rinviare il primo calcio ufficiale ad ottobre, per chiudere entro fine novembre l’attività nazionale e partire col nuovo campionato a dicembre, anticipando così di un anno la traslazione di date inevitabile tra due anni, quando i campionati mondiali si disputeranno in inverno. Piuttosto che partire affrettamente, con una pandemia ancora “vigorosa”, qualsiasi tifoso avrebbe preferito assistere dal sofà della propria casa di vacanza a sfide di campionato in piena estate. D’altronde, la voce degli appassionati di calcio ma come in questi momenti è stata totalmente trascurata. Diendesse da loro e non da un manipolo di presidenti di società (pilotati dal potentissimo Lotito), l’attuale serie A sarebbe già passata agli archivi.

Ed eccoci a Samp e Genoa. Le accomuna il presupposto, l’idea fondante relativa al futuro immediato. Nessuna delle due sorrise di fronte all’iptesi di tornare in campo. Al di là dell’uniformità di facciata di tutti i club sulla volontà di riprendere il campionato, sia il Prez sia Viperetta hanno già compreso da tempo che i rischi connessi ad una ripartenza superano di gran lunga i vantaggi. Infatti, da una parte è ancora aleatoria l’ipotesi di incassare una montagna di denaro dai broadcaster televisivi che detengono i diritti sulla trasmissione delle partite. Ben che vada, arriverà solo ua fetta di quanto era negli accordi di inizio annata. Non certo una cifrona così allettante da mettere la sordina ai pericoli che il campionato si concluda con un verdetto negativo di carattere sportivo.

Ora come ora, i rossoblucerhiati sarebbero – classifica alla mano – salvi e nessun congelamento della graduatoria li porrebbe a rischio. Ben differente è invece il quadro legato ad un ritorno all’attività agpnistica. Su questo fronte, è auspicabile che la soluzione – peraltro condivisa da un’esigua minoranza degli addetti ai lavori – di un ricorso ai playoff per l’assegnazione di scudetto, posti europei e salvezza venga perentoriamente scartata.

Sarebbe infatti un’insostenibile forzatura, con un elevatissimo rischio che l’attuale graduatoria venga stravolta magari per una semplice gara (in campo neutro) sfortunata, in cui tu colpisci due pali e l’avversario si trova il regalo di un rigore dubbio.

Se non altro, la disputa di tutte le giornate di campionato mancanti non garantisce un rispetto assoluto dei valori ma risulta certamente più attendibile e meno aleatoria. Ciò premesso, sarebe da attendersi un certo rimescolamento nella classifica.

Non tutti i club infatti ripartiranno nelle identiche condizioni. Già il dover giocare al ritmo di una partita ogni tre giorni è un elemento destabilizzante. Certe squadre hanno organici numericamente e qualitativamente più esigui e partono sfavorite, specialmente considerando l’incognita di un rientro dopo due mesi abbpndanti di stop, con il pericolo costante di infortuni muscolari.

Ancor più svantaggiati sono i team come la Sampdoria, che lamentano nel proprio organico svariati casi di positività al virus. Quale sarà la reazione di questi atleti – una volta guariti – di fronte ad uno sforzo atletico così violento senza un’adeguata preparazione?

Senz’altro apprezzabile – per ovviare almeno in parte a questi handicap – è la decisione di allargare a cinque le sostituzioni consentite, anche se racchiuse in soli tre “momenti” della partita. L’idea era stata lanciata proprio da mister Ranieri, la cui saggezza ha fatto ancora una volta la differenza.

Certo, per una Samp così colpita dal virus e già immersa in un periodaccio prima della lunga sosta non si prospetta un finale di stagione tranquillizzante, ma neppure il Genoa, tuttora salvo solo per un’inezia a scapito del Lecce, può sentirsi già in tasca la permanenza in serie A.

Il suo vero problema sarà quello di gestire al meglio i numerosi giocatori in prestito o in scadenza di contratto: anche su questo fronte occorrerà fare assoluta chiarezza prima del rientro all’agonismo.

PIERLUIGI GAMBINO

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