William Garbutt 56 anni dopo la sua scomparsa

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Il 24 febbraio 1964 se ne andò ad 81 anni William Garbutt, detto Willy o Billy, inglese, di fatto il primo “mister” nella storia del calcio italiano, allenatore ingaggiato dal Genoa nel 1912 quando nel calcio cominciavano a circolare i soldi e lui fu chiaro da subito con i dirigenti che lo contattarono, pretendendo un compenso economico e di fatto introducendo il professionismo nel gioco più bello del mondo, con la prima cifra ufficiale di 4800 lire annue nel 1915, anno in cui vinse il titolo prima dell’interruzione per la prima guerra mondiale. Si presentò con queste parole:” se tra voi c’è qualche fuoriclasse lo sopporterò, altrimenti per fare una grande squadra mi accontenterò dei grandi giocatori che sono quelli che hanno coraggio ed un grande cuore. Chi non possiede queste virtù non è né un grande né un mediocre giocatore, è soltanto nulla e quindi può vestirsi ed andarsene subito…”.  Con lui alla guida il Genoa perfezionò gli acquisti di Renzo De Vecchi , soprannominato “Figlio di Dio”, dal Milan per 400 lire e di Santamaria e Sardi dall’Andrea Doria per 1600 lire, con le accuse di professionismo nei confronti della società e dei giocatori che dovettero scontare alcune squalifiche.

L’ex ala destra del Blackburn, nato nel 1883, che dovette appendere le scarpe al chiodo per un grave infortunio a ventinove anni, aveva il calcio nel sangue e fu un autentico antesignano introducendo metodologie di allenamento sconosciute all’epoca: chi calciava con un solo piede veniva costretto a scendere in campo con il piede cosiddetto “buono” senza lo scarpino, per migliorare i suoi ragazzi nel dribbling mise i paletti sul terreno di gioco, di fatto inventò la “forca”, per chi non ha giocato a calcio si tratta di un sistema in cui vengono posizionati in alto tirati da una fune i palloni che verranno colpiti di testa a posizioni sempre più elevate.

“Mister pipetta”, così chiamato per l’immancabile pipa all’angolo della bocca, conquistò altri due scudetti, nel 1923 e 1924, nel frattempo il suo stipendio si era di fatto triplicato raggiungendo le 15000 lire annue e Vittorio Pozzo lo volle accanto a sé in occasione delle Olimipiadi che si disputarono a Parigi. Dopo una permanenza record di quindici anni Garbutt lasciò il Grifone per accasarsi alla Roma, prima delle esperienze a Napoli, Bilbao e Milan ma nel 1937 l’amore per la squadra rossoblù lo riportò a Genova, dove nel 1939 adottò per primo il cosiddetto “Sistema” in Italia, il famoso WM, di fatto un 3-2-2-3, introdotto da Herbert Chapman negli anni trenta con l’Arsenal e poi ripreso anche dal “Grande Torino” negli anni a venire.

Quando scoppiò la seconda guerra mondiale il mister si ritrovò internato come cittadino di un paese nemico, perse in quel periodo anche la moglie a seguito di un bombardamento ma il Genoa finito il conflitto lo richiamò nel 1946; nel frattempo si ammalò restando anche parzialmente paralizzato e nel febbraio 1948 venne sostituito sulla panchina genoana da Federico Allasio. E tornato nella sua terra di Albione concluse la sua esistenza terrena a Warwick il 24 febbraio di cinquantasei anni, restando per sempre Mister Garbutt.     

Marco Ferrera

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