Inter -Sampdoria: i precedenti

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Una classica quella tra Inter a Sampdoria, che a S.Siro si sono incontrate 62 volte, con 38 vittorie interiste, 16 pareggi e solo 8 vittorie blucerchiate, la prima nella seconda stagione della neonata formazione blucerchiata: il 7 Marzo 1948 i liguri vinsero 4-2 con rete di Baldini e tripletta di Mario Silvestrelli, ala nativa di Ancona già calciatore del Liguria, che quel giorno giocò anche l’ultima di 29 presenze nella massima serie, 19 con la maglia del Liguria e 10 in due stagioni con quella doriana: una particolarità, l’attaccante realizzò le altre due reti con la Samp due settimane prima, nel 5-2 finale contro la Juventus.

L’ultimo incrocio è di un anno fa, il 17/2/2019 una rete nel finale di Nainggolan rese inutile la prodezza di Gabbiadini che aveva pareggiato il vantaggio siglato da D’Ambrosio, anche nel campionato precedente vinsero i meneghini , era il 24/10/2017 e finì 3-2 con reti degli ex Skriniar ed Icardi, autore di una doppietta, prima della parziale rimonta firmata Kownacki e Quagliarella, la Samp non vince dal 3/4/2017 con l’undici di Giampaolo che s’impose in rimonta dopo il gol di D’Ambrosio con gli acuti di Schick e Quagliarella su rigore;il 29/10/2014 solo un rigore di Icardi piegò al novantesimo la squadra di Mihajlovic, in un match sfortunato con traversa di Duncan e prodezza di Handanovic su Eder, fu la prima sconfitta stagionale della Samp.

Non finisce in parità dal 1/12/2013, era la prima trasferta con Sinisa in panchina ed un sinistro nel finale di Renan pareggiò la rete di Guarin, nel febbraio 2010 si giocò la famosa partita passata agli annali come quella “delle  manette” di Mourinho, con Inter in nove già nel primo tempo per le espulsioni di Samuel e Cordoba, nel secondo tempo venne espulso anche Pazzini ma la Samp non seppe approfittare della doppia superiorità numerica, con una prodezza nel finale di Storari su Eto’o.

Incredibile quanto avvenne il 9/1/2005: a cinque minuti dalla fine la squadra di Novellino conduceva 2-0 grazie a Tonetto e Kutuzov, poi a partire dal novantesimo, con i sei minuti di recupero, cominciò un’altra partita e l’Inter segnò tre volte con Martins, Vieri e Recoba.

Un pomeriggio da incubo, sono rari ma molto vivi nella memoria i momenti felici vissuti alla Scala del calcio: il trionfo del 5 Maggio 1991, il 2-0 siglato da Dossena e Vialli consegnò di fatto lo scudetto alla formazione di Boskov, regalando agli oltre diecimila tifosi arrivati da Genova una delle gioie più indelebili, con “The wall” Pagliuca imbattibile e capace di respingere il rigore di Matthaus ancora sul punteggio di 0-0; i primi anni ottanta evocano in primis Trevor Francis, arrivarono due vittorie consecutive in avvio di stagione per la neo promossa guidata da Renzo Ulivieri, nel primo caso, era il settembre 1982, i gol dello “striker” e del minorenne Mancini resero inutile l’acuto di Hansi Muller, nel settembre successivo resterà nella storia la doppietta del centravanti britannico, con la seconda prodezza in cui Collovati cercò vanamente di contrastare il numero nove che partì in progressione appena superato il centrocampo e dal limite infilò con un sinistro magistrale all’incrocio dei pali Zenga, per una rete che entrò di diritto nella sigla della Domenica Sportiva.

Roberto Mancini, ormai cresciuto e capitano blucerchiato, entrò nel tabellino nel pazzesco 4-3 del 15/12/96, in cui segnarono una doppietta Montella e Franceschetti , Enrico Chiesa timbrò due volte nello 0-2 del 10 Aprile dello stesso anno.

Indimenticabile anche il pareggio con quattro reti per parte del 9/1/1972, anni in cui le partite si potevano seguire dal vivo o trepidando incollati alla radio, in quegli anni “Tutto il calcio minuto per minuto” si collegava solo all’inizio dei secondi tempi e la calda voce di Alfredo Provenzali raccontò di una straordinaria rimonta in casa dei campioni d’Italia, in vantaggio 4-2 ad un quarto d’ora dalla fine. La rete di Loris Boni con una gran conclusione da fuori area aveva illuso la Samp, quel giorno in maglia bianca, Boninsegna pareggiò su rigore prima dell’intervallo , con Corso ed ancora “Bonimba” che avevano portato i nerazzurri sul 3-1, prima dei gol di Nello Santin ed ancora del centravanti nerazzurro, a segno tre volte. Marcello Lippi, libero e capitano , riaprì i giochi ad un quarto d’ora dalla fine e quando a quattro minuti dalla fine il grande ex, Luis Suarez, restò glaciale dal dischetto ed infilò nell’atmosfera ovattata e nebbiosa del catino lombardo, si materializzò una delle più clamorose rimonte della storia doriana.

Marco Ferrera

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