Nuovo risultato eccellente con il Cagliari ma servono gli straordinari

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Cinque punti in tre partite (di cui due esterne) sono,in teoria, un bottino da leccarsi i baffi, ma al Genoa sono soltanto serviti ad evitare un ulteriore aggravamento della classifica. La variabile impazzita risiede nella resurrezione repentina di un Lecce che per mezzo campionato aveva dormito della grossa ede era considerato da molti la squadra più debole del lotto. Il successo di Napoli, che si unisce a quello rotondo sul Toro e all’inopinato pareggio casalingo col Lecce, segna un cambio di marcia inatteso, che ha spiazzato in primis proprio il clan rossoblù, il quale sui salentini confidava per raggiungere velocemente la quart’ultima piazza.

Siccome anche la Samp risponde da par suo e il resto della combriccola è ancora lontanuccio, ecco che s’addensano nuvoloni sul cielo genoano, ad onta degli ultimi, eccellenti risultati. Trovarsi nella condizione di dover tifare disperatamente per la Spal (appena affidata a Gigi Di Biagio, tecnico privo di un cirriculum degno di nota), prossima avversaria dei giallorossi di Puglia, è persin paradossale, ma non esistono alternative: sempre che Udinese, Fiorentina o Toro (in caduta libera ma ancora distantissimo) non crollino.

Ha ragione Davide Nicoa: bisogna che primariamente il Grifone guardi in casa propria. Verissimo, ma la crescita di alcune antagoniste rende obbligatoria un’ulteriore accelerata, specialmente in trasferta, dove i rossoblù non conoscono successi da oltre un anno. Certo, l’exploit del Lecce al San Paolo ha fatto storcere il naso a tutti, al pari del successo recente della Spal a Bergamo, ma prima di cavalcare certe l’onda del sospetto, è fondamentzale che in casa Genoa si faccia un profondo esame di coscienza. Le opportunità di spezzare a serie nera e di ipotecare la salvezza si sono verificate: basti pensare al 2-0 parziale di Lecce, al rigore regalato a Ferrara da Criscito, al penalty fallito dallo stesso capitano e all’occasionissima sciupata da Pinamonti a Firenze. Sarebbe bastato un successo per iniziare a scorgere la luce ed invece si teme di dover, dalla prossima settimana, fare la corsa su formazioni ancor più lontane, se Spal e Fiorentina ( a Marassi contro i “cugini”) dovessero toppare.

Insomma, non basta più rispettare i pronostici: servono gli… straordinari per rialzare il capo.

Intanto, Nicola ha sciolto il primo dei nodi: quello della tenuta difensiva. Un apporto non trascurabile su questo fronte è stato fornito domenica dal franco-maliano Soumaoro, che miglior esordio nel campionato italiano non avrebbe potuto compiere. Si tratta di un rinforzo di… peso e di centimetri, entrambi mancanti nel quadro della difesa genoana. L’ex capiano del Lille ha calamitato tutti i palloni alti piovuti in area di rigore, allontanano decine di insidie grazie sia al suo fisicaccio, sia all’abilità nel piazzarsi nel punto giusto in ogni circostanza.

Siccome un’ulteriore conferma di valore è giunta da Masiello, ecco che Nicola è ale prese con un problema di abbondanza, figlio della disponibilità di Romero, reduce da squalifica. Come risolverlo? Magari trovando posto all’argentino in un centrocampo non ricchissimo di elementi votati alla rottura. Più stuzzicante però è una seconda alternativa: resinserire nel terzetto arretrato lo stesso Romero spostando sulla fascia destra l’eclettico Biraschi al posto dell’infortunato Ghiglione. Dopo tutto, sia il romano, sia Criscito hanno nelle corde il presidio dell’intera fascia, disponendo di indubbia abilità in fase di filtro e discreta capacità di inserirsi in avanti e crossare. Certo, nascerebbe un Grifo a trazione posteriore, ma almeno nella parte iniziale dell’insidiosa partita di Bologna potrebbe trattarsi di un’opzione ragionevole.

Puntellata la terza linea, resta da conferiore ben altra sostanza alle offensive rossoblù, ma sotto quest’aspetto, più che la disposizione tattica decisa da Nicola, conteranno le pretazioni individuali. Non è possibile, infatti, affidarsi sempre e comunque ad un 37enne, Pandev, restare a galla.  Pinamonti e Sanabria, i due attaccanti inizialmente schierati contro il Cagliari, non si sono affatto risparmiati meritando gli applausi di un pubblico molto generoso e ben disposto, ma è indispensabile un loro contributo in zona gol. Se non altro, il paraguaiano, mai stato un autentico bomber, ha “timbrato” a bergamo, mentre l’ex interista continua nel suo digiuno, e neppure stavolta è arrivato a sfiorare la segnatura. Siccome Favilli soffere sempre per qualche acciacco, l’ultima carta da calare sul tavolo del campionato è Mattia Destro, in teoria più dotato di fiuto… rispetto ai compagni di reparto, ma ainoi ancora indietro di condizione. Domenica ptrossima l’aria di Bologna, da lui respirata a lungo, potrebbe ritemprarlo: ovvio che Nicola stia facendo un pensierino almeno ad un impiego part-time.

Pierluigi Gambino

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