Ramirez alla Corso, la Samp respira

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Fantasie che volano libere…. Così recitava anni fa uno striscione issato in gradinata Sud e la fantasia ha guidato il sinistro di Gaston Ramirez, uruguaiano di Fray Bentos, trent’anni il prossimo dicembre, quando a venti minuti dalla fine , con la Samp immeritatamente sotto di un gol nello stadio granata, si è prima procurato ed ha poi realizzato una delle reti su punizione stilisticamente più perfette cui ci sia mai capitato di assistere, difficilissima per indice di difficoltà, appena fuori la linea dei sedici metri e con un portiere come Sirigu da avversario: ebbene Gaston ha messo il cuoio sulla mattonella, ha preso una brevissima rincorsa accarezzando con una rotazione della caviglia la sfera che ha superato la barriera granata, si è innalzata e docile, come telecomandata, è planata nell’angolo alto alla sinistra del portiere, con una precisione chirurgica, dando il la alla rimonta doriana, concretizzatasi nei minuti a seguire con il destro di prepotenza dello stesso eroe di giornata, lui che di solito usa questo piede solo come stampella e con il rigore di Quagliarella.

Un gesto tecnico che ha illuminato il tardo pomeriggio sabaudo, si sono scomodate la famosa “foglia morta” che rese celebre Mariolino Corso negli anni sessanta oppure una punizione del numero uno, un certo Diego argentino, il “pibe de oro”, che nel novembre 1985 impallinò Tacconi, con quel tocco in cui Maradona sembrò anticipare la “mano de Dios” di tre anni dopo contro gli inglesi, perché solo il “diez” in una punizione di seconda in area avrebbe potuto infilare la sfera nella cruna dell’ago, leggasi la porta juventina, con tale precisione, come se la avesse indirizzata con le mani… Questa rimarrà la punizione di Gaston, uno che nelle prime sette di Di Francesco abbiamo visto solo due volte in campo, uno che Ranieri voleva anni fa al Leicester e che è diventato l’uomo in più in una stagione iniziata come peggio non si poteva ed in cui Ramirez si sta ritagliando uno spazio da protagonista assoluto, cominciò da subentrante con il fondamentale colpo di testa che volle dire pareggio contro il Lecce al novantunesimo alla fine di ottobre, poi dopo l’assist a Caprari per un altro novantesimo bellissimo a Ferrara, proseguì con il rigore fondamentale contro l’Udinese un mese dopo, poi arrivò l’inutile gol di Cagliari dopo splendido scambio con Quagliarella e , dopo l’infortunio contro il Milan, una notte da protagonista impeditagli dal Var, nella notte sfortunata di una settimana fa contro il Napoli, con il palo clamoroso e la rovesciata bellissima vanificata dalla tecnologia; ma Gaston non ha dovuto aspettare molto e dopo neppure cinque giorni ha realizzato la sua prima doppietta “italiana”, infilzando le sue velenose “banderillas” nel corpo del Toro convalescente e ferito. Fantasie che volano libere ….

Marco Ferrera

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