Australian Open: Fognini domina anche Thompson

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Otto set giocati in due giorni, dieci in tre e una conferenza stampa nel cuore della notte, quando a Melbourne Park erano rimasti cinque giornalisti, gli uomini della security e gli addetti alle pulizie: il quattordicesimo Australian Open di Fabio Fognini sta assumendo i contorni del poema epico. Dopo aver passato il lunedì a contare gli ace di Opelka e il martedì a vincere 3 set, obbligando tutto il quarto piano della sala stampa a scartabellare alla ricerca delle statistiche sulle sue rimonte, nel mercoledì notte down under il ligure ha chiuso un altro match al fotofinish, superando 76 61 36 46 76 l’australiano Jordan Thompson al termine di una sfida durata 4 ore e 5 minuti. Una partita prima dominata, poi riaperta, infine risolta con autorevolezza, senza mai dare l’impressione di poterla perdere. “In realtà l’ho temuto – rivela Fabio –. Il primo set l’ho vinto ma ho giocato malino, il secondo invece sembravo Federer, mi è riuscita qualsiasi cosa , ma questo mi ha fatto pensare troppo. Ad inizio del terzo ho giocato un game stupido e lì ho temuto che la partita mi sfuggisse di mano perché Thompson ha iniziato a fare numeri che vanno al di là  della sua classifica perché avevo dolori dappertutto. Poi per fortuna ho giocato un grande tie-break”.

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