Troppi errori con la Roma, serve qualità

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I giocatori del Genoa sono usciti tra gli applausi. Evidentemente sono bastati venti minuti di forcing all’inizio della di ripresa per guadagnarsi il consenso di un pubblico dalla bocca buona e deciso ad indirizzare ogni strale contestatorio verso il presidente Preziosi. La verità è che non può bastare la generosità per vincere le partite e sollevarsi in classifica. Questo Grifone è di qualità bassissima, ricco di carenze, lacune e soprattutto calciatori inidonei per la categoria. I vari Cassata, Pajac, Ghiglione, Barreca, Radovanovic faticano enormememente a tenersi a galla in una serie A sempre più competitiva, specialmente a livello di fisicità.

Certe carenze tuttavia erano affiorate già un mese fa, quando il popolo genoano confidava fervidamente in un mercato di riparazione massiccio e convincente. Le aspettative, almeno sinora, sono state clamorosamente disattese.

Persino il “monumento” Perin, che aveva iniziato alla grande il suo nuovo matriomonio col Genoa, sta tradendo la fiducia: a Verona si è lasciato sfuggire un pallone bloccabile e con la Roma ha inciso parecchio nel risultato con una mezza incerteza sul primo gol ospite e sullo scivolone clamoroso costato il tris giallorosso.

Sugli altri due innesti sarebbe preferibile stnendere un pietoso velo. Berhrami non è presentabile atleticamente, e Nicola l’ ha capito, tanto da lasciarlo in panchina sino alla fine, preferendogli il modestissimo Cassata e, più tardi, Radovanovic. Destro, per onesta ammissione di Nicola, ha bisogno di un mese per rifarsi la carrozzeria dopo la ruggine accumulata a Bologna.

Mai come quest’anno il Genoa avrebbe necessitato di rinforzi immediati e pronti a cambiare il volto della squadra: altro che elementi in là con gli anni o da ricostruire sotto ogni aspetto. Il mister è sempre convinto che gli ultimi giorni di compravendita potranno regalargli gli agognati rinforzi: speriamo che abbia regione, poiché con l’organico attuale sperare nella salvezza sarebbe un clamoroso esercizio di ottimismo. Vero che sulle bancarelle non troviamo materiale di primissima qualità, ma se si procede esclusivamente con prestiti, regali ed elementi svincolati, si fnisce spiaccicati contro il muro.

Certo, serve qualche soldino, e non è pensabile che il monarca indiscusso delle compravendite sia impossibilitato ad allentare i cordoni del portafogli. Un centrocampista tonico e fisicamente prestante come Dabo è finito alla Spal: non poteva essere un innesto importante per un Genoa così povero di centimetri, chili e muscoli? Preziosi risponde alle critiche asserendo che la critica unanimemente aveva indicato a fine agosto nel Genoa la rivelazione stagionale.

Benissimo, ci prendiamo tutti la percentuale di colpa per questo pazzesco sfondone. Ma dopo tre mesi abbondanti di stenti e figuracce, non c’è un solo addetto ai lavori che si sia tirato indietro nel pungolare la società ad intervenire corposamente sul mercato di riparazione.

Tocca al Prez replicare con i fatti, cancellando i timori di chi inizia a pensare che un atterraggio morbido tra i cadetti non sia propriamente il peggiore dei mali per un club che la prossima estate, quale che sia il verdetto stagionale, dovrà rifare l’organico di sana pianta.

Pierluigi Gambino

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