Organico senza punti fermi, tanti grattacapi per Nicola

43

Premessa doverosa: perdere in casa della rivelazione stagionale ci sta e non è proprio il caso di scandalizzarsi. Offende, però, il modo, quel consegnarsi bellamente all’avversario dopo l’intervallo. Non è concepibile che una squadra, dopo un primo tempo pur in sofferenza ma accettabile e concluso addirittura in vantaggio, sparisca letteralmente. Onore al Verona, ma è intollerabile vedere all’opera un Genoa che per parecchi minuti non è arrivato alla metà campo, neppure quando il punteggio (ormai rovesciato) imponeva di attaccare.

La gara del Bentegodi ha messo a nudo la preoccupante pochezza fisico-atletica di un organico con rari punti fermi e con un mare di elementi impiegabili solo part-time. Un limite enorme, che si inquadra nel recente passato di parecchi giocatori, giunti a Genova con problematiche ed acciacchi di ogni genere. Vogliamo fare un elenco? Si parte dal 36ienne Pandev, che da tempo non può più garantire più di mezza gara per continuare con Schone, regolarmente a corto di energie dopo 65 minuti per continuare con uno Sturaro ammirevole per buona volontà ed attaccamento ai colori, ma ahinoi improponibile a livello atletico e costretto a rimediare con frequentissimi falli. La lista prosegue con Favilli, che non regge un utilizzo prolungato ed è a costante rischio di ricadute, e con Behrami, che alla soglia dei 35 anni proviene da una lunga sosta e, pur cercando di amministrarsi, ha pure lui il fiato cortissimo. Il capolavoro di questa strategia, però, è il fresco ingaggio di Mattia Destro, altro elemento da mesi fermo al palo: mister Nicola ha ammesso che al bomber ex boglonese servirà un mese di duro lavoro per rimettersi in carreggiata. Se a questa lunga sequela di nomi aggiungiamo le amnesie di un Criscito lontanissimo da quello che s’ammirava ai tempi belli e l’infortunio ad un altro over 30, Zapata, non possiamo non allarmarci.

A dir il vero ci sarebbe un’altra sezione, non meno preoccupante: quella dei giocatori che, a prescindere da età e guai fisici, non si sono dimostrati all’altezza della serie A, ma per carità di patria non facciamo nomi. Rimarchiamo solo che se non ci si può fidare neppure del miglior bue della stalla – il promettentissimo Romero, autore a Verona di una clamorosa ingenuità, pagata con un sacrosanto penalty – l’unica strada è precipitarsi al più vicino santuario per chiedere il miracolo.

Questo Genoa è un pianto, e il solo motivo di speranza è la constatazione della debolezza delle altre tre cenerentole della categoria. Spal, Brescia e Lecce non sembrano in grado di compiere allunghi decisivi e di imitare la Sampdoria, ma occorre lasciarsele tutte alle spalle, e il Grifone attuale non sembra in grado di garantirlo. Finalmente, un po’ tutti si sono accorti che servono rinforzi di peso e valore e stanno venendo nel nostro “caruggio”: meglio tardi che mai. Fa piacere che, soprattutto, che l’abbia capito  mister Nicola, le cui indicazioni però dovranno essere assolutamente seguite. La linea di condotta può essere una sola: basta con gli scarti di altri club e i parametri zero. Per evitare il peggio, caro Prez, occorre ricordarsi delle plusvalenze da record accumulate in tutti questi anni e mettersi una mano sulla coscienza.

Pierluigi Gambino

Condividi
LiguriaSport.com
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.