Coppa Italia: merita il Genoa ma passa il Torino

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Allo scoccare della mezzanotte l’errore di Radovanovic e la rete di Berenguer qualificano ai quarti di finale di Coppa Italia il Torino, che sfiderà la vincente di Milan-Spal, con il Genoa che non raggiunge questo traguardo da ventotto anni e che avrebbe meritato la vittoria. Pesa sul mancato passaggio del turno l’errore dell’arbitro Sacchi che al 20’ della ripresa avrebbe dovuto espellere Meité già ammonito e reo di aver fermato platealmente una ripartenza di Schone.

Peccato, ma la squadra messa in campo da Nicola, cambiata per dieci undicesimi rispetto a quella vittoriosa sul Sassuolo ( il solo Romero è presente), ha mostrato segnali di ripresa in alcuni elementi, segnatamente in Favilli e Schone, autore della prestazione più convincente da quando veste il rossoblu’, qualcuno potrà dire che i ritmi della partita non erano così esasperati però un giocatore come il danese può rappresentare un valore aggiunto per il girone di ritorno del Genoa, che Nicola ha già plasmato a sua immagine e somiglianza, grinta, pressione sull’avversario e ripartenze, abiurando lo stucchevole fraseggio del tecnico precedente.

Si comincia alle 21 e 15 per esigenze televisive e sugli spalti ci sono 3975 paganti con un paio di centinaio di valorosi e fedelissimi arrivati da Genova, anche Mazzarri opera un ampio turn-over, privo di Ansaldi, Baselli, Falque , Lyanco e Verdi rinuncia anche a Nkoulou, Izzo, Rincon ed Aina affidando a Belotti e Zaza il compito di scardinare il fortino ospite.

Ma è il Genoa a piacere maggiormente e a passare alla prima vera azione da gol: Favilli in ripiegamento è bravo a conquistare palla nella propria metà campo e a ripartire e a servire Cassata che entra in area da sinistra, salta netto Djidji e regala un cioccolatino allo stesso centravanti che infila nella porta sguarnita.

La reazione granata si infrange su Zapata, bravissimo a murare il macchinoso Zaza ma un minuto dopo, al 23’, il Toro pareggia: si fa trovare impreparata e sguarnita sul centro destra la retroguardia ospite, Berenguer con troppa facilità può servire l’arrembante De Silvestri che piazza un destro non irresistibile che sorprende sul primo palo Radu mal posizionato e troppo inchiodato alla linea bianca.

Il pareggio non restituisce però ai padroni di casa fluidità di manovra, sono i ragazzi di Nicola a farsi preferire quando entrano in possesso della sfera, Schone catalizza molti palloni e si distingue per presenza e capacità di lettura delle azioni, Romero è implacabile sulle punte granata e Favilli mostra grandi progressi e capacità di far salire la squadra, come si era visto anche nel finale del match contro il Sassuolo. Agudelo tra le linee mette in mostra le sue qualità tecniche e va vicino al nuovo vantaggio al minuto 34, quando il suo slalom ed il destro sotto la traversa trovano i guantoni provvidenziali di Sirigu.

In avvio di secondo tempo El Yamiq avvicenda Zapata, si gioca a ritmi piuttosto lenti e la partita non si accende ma potrebbe cambiare dopo una ventina di minuti, quando Sacchi, che fin qui ha diretto al meglio, dimentica nel taschino il secondo cartellino per Meité, uno stanco Behrami lascia il posto a Radovanovic e Sirigu è ancora attento sul primo palo a ribattere in corner con i guantoni un sinistro forte ma di facile lettura di Favilli. Nicola intuisce che può vincerla ed inserisce Destro per Agudelo ma al minuto 27 è prodigioso Radu a sventare in controtempo in corner l’incornata sottomisura di Belotti servito con un cross al bacio da Laxalt. Anche Mazzarri si affida a forze fresche, entrano Rincon e Aina , nel recupero Radu è attento sulla conclusione forte ma centrale di Bonifazi e Bremer evita la capitolazione chiudendo su Favilli.

Si va ai supplementari, con il giovane Millico che rileva un inconcludente Zaza , nei primi quindici minuti di extra time sono i granata a prendere possesso della metà campo genoana e Radu è ancora una volta decisivo nel bloccare sulla riga un’incornata a colpo sicuro di Bremer e a volare per deviare in corner la punizione di Belotti, il tempo si chiude con l’espulsione tardiva di Meité per doppio giallo .

Si arrende al mal di schiena l’ottimo Schone ed entra Sturaro , l’undici di Nicola sfrutta la superiorità numerica riprendendo in mano il filo del gioco ma la stanchezza e gli avversari che si compattano impediscono di rendersi pericolosi se non a due minuti dal 120’, quando Ghiglione entra in area da destra ma il suo diagonale si perde sul fondo.

E si va alla lotteria dei rigori che premia il Toro e punisce un Genoa che comunque esce con confortanti segni di progresso , con Radu che si fa perdonare l’incertezza sulla rete subita e sfodera due interventi da campione ( che delitto mettere in panchina un portiere così…), Schone che finalmente appare quello che ci si aspettava e Favilli che potrebbe rappresentare quel centravanti che la società cerca ma che potrebbe essere già in casa.

MARCO FERRERA

TORINO-GENOA 6-4 (dopo i calci di rigore)

Reti: p.t. 14’ Favilli  23’ De Silvestri

Sequenza rigori: Belotti gol, Destro gol, Millico gol, Favilli gol, Rincon gol, Cassata gol, Aina gol, Radovanovic parato, Berenguer gol.

TORINO (3-4-1-2): Sirigu 7 – Bremer 6 Djidji 5 Bonifazi 6 (12’ pts Nkoulou n.c.)- De Silvestri 6,5 (37’ s.t. Aina 5,5) Meité 5 Lukic 5 (32’ s.t. Rincon 6) Laxalt 6 – Berenguer 6 – Belotti 6 Zaza 5 (1’ pts Millico 6) All: Mazzarri

GENOA (3-5-1-1): Radu 7 – Goldaniga 6 Romero 7 Zapata 6 (8’ s.t. El Yamiq 5,5) – Ghiglione 6 Behrami 5,5 (20’ s.t. Radovanovic 5,5) Schone 6,5 (1’sts Sturaro 5,5) Cassata 6,5 Barreca 6 – Agudelo 6 (26’ s.t. Destro 5,5) Favilli 7 All: Nicola

Arbitro: Sacchi di Macerata 5

Note: temperatura sui 4 gradi . Spettatori 3975 per un incasso di Euro 44.755. Ammoniti: Meité, Romero, Aina, Radovanovic e l’allenatore Nicola. Espulso al 16’ pts Meité per doppia ammonizione.

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