Tre punti d’oro contro il Sassuolo per risalire la china

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Il Genoa di Nicola trova nella calza il dolce invece del carbone e torna alla vittoria dopo otto turni, non senza sofferenze e polemiche per un arbitraggio che ha lasciato molti dubbi e perplessità, soprattutto per la gestione del Var nel corso dei novanta minuti. Per una volta sorride il Grifone che incamera tre punti fondamentali nella rincorsa alla salvezza, lasciando l’ultima posizione alla Spal, agganciando il Brescia ed avvicinando il Lecce, tutte e tre sconfitte a domicilio, nella serata del ritorno di mister Davide, di Perin e soprattutto di Goran Pandev, che dopo la squalifica è tornato ad essere l’autentico trascinatore della navicella rossoblù.

L’ex tecnico del Crotone sorprende tutti schierando un undici inedito, con Perin subito tra i pali al posto di Radu, uno dei pochi positivi in questo girone d’andata, con Jagiello e Radovanovic schierati a centrocampo per Cassata e Schone, con altri due titolari come Agudelo e Ghiglione in panchina, con Sanabria affiancato al rientrante macedone in attacco, con i nuovi Destro e Behrami in panchina insieme a Favilli e Pinamonti in tribuna, pare per un problema alla schiena.

De Zerbi manda Berardi non al meglio in panca affidando a Caputo supportato da Boga il peso dell’attacco, con Locatelli a dettare i tempi in mezzo al campo e con Consigli che si riprende il posto tra i pali.

Si gioca nel silenzio del Ferraris, per la protesta dei tifosi riguardo al Daspo comminato a cinque di loro per “punire” le coreografie del derby, gli emiliani si fanno da subito preferire sul piano del palleggio, giocano in scioltezza e dopo sei minuti Perin evita la rapida capitolazione quando con un balzo felino respinge con il palmo della mano il colpo di testa sottomisura di Traoré, lasciato colpevolmente libero di colpire da Ankersen sul sontuoso assist di Locatelli.

Stenta la squadra di Nicola cui manca anche l’apporto della tifoseria, che con un brusio di disappunto accompagna una punizione calciata alta da Pajac che in un momento come questo andrebbe incoraggiato e non sbeffeggiato al pari di altri compagni che sembrano patire a dismisura l’ambiente e cui la palla sembra scottare nei piedi.

Gli emiliani comandano il gioco quanto a possesso palla ma non concretizzano , affacciandosi con una certa pericolosità dalle parti di Perin solo con un ponte aereo di Romagna che premia la rovesciata alta di Ferrari, latitano le occasioni ma poco prima della mezz’ora arriva l’episodio che sblocca la partita: un ottimo Pandev serve nel cuore dell’area Sanabria che controlla e nel movimento di uscita viene incrociato da Obiang, il lieve contatto viene immediatamente punito dalla decisione di Irrati che indica il dischetto senza esitazioni, tra le blande proteste dell’ex blucerchiato: rigore generoso , Criscito dal dischetto è una sentenza, spiazza Consigli e porta avanti i suoi al primo tiro in porta.

Dura poco il vantaggio, gli ospiti con la divisa che ricorda il Celtic, con un’azione a tocchi rapidi alla mano stile rugbistico liberano alla fine in area all’altezza del dischetto proprio Obiang, che grazie anche alla deviazione di Biraschi infila Perin per il quasi immediato pareggio. Eppure un Genoa che gioca sulle ripartenze, lasciando il possesso palla agli ospiti, va poco dopo vicino al raddoppio, con l’azione più nitida del match: Jagiello premia l’inserimento di Sturaro che calcia a botta quasi sicura dall’altezza del dischetto ma esalta i riflessi di Consigli, che respinge e blocca poi la controreplica più debole dello stesso centrocampista, che poco dopo rischia anche una sanzione più pesante per un’entrata sconsiderata a centrocampo , con il direttore di gara che gli sventola il giallo.

Inizia la ripresa ed un liscio di Biraschi apre un corridoio invitante in area per Duncan che defilato sulla sinistra sciupa un’ottima occasione, permettendo a Romero e compagni di liberare, poco dopo anche Sanabria rischia qualcosa in più del giallo per un intervento senza palla su Ferrari, a conferma di un nervosismo serpeggiante tra i rossoblù in campo , anche se in questa ripresa l’apporto sonoro dello stadio aiuta Criscito e compagni a compattarsi di fronte ad un Sassuolo che gioca libero mentalmente. Proprio Sanabria, autore a nostro avviso di una delle migliori prestazioni da quando veste la maglia genoana, conclude alto dopo un bello scambio con Pandev ( siamo al 17’). Qualche minuto prima De Zerbi aveva dovuto sostituire l’acciaccato Duncan con Djuricic, che alza il tasso qualitativo degli ospiti, entrando subito bene in partita. A centrocampo comanda Locatelli ben supportato da Obiang e la linea di mezzo rossoblù va in sofferenza, con Sturaro cui alla distanza manca la benzina, Jagiello scolastico e poco propositivo e Radovanovic che non cambia mai il passo, alcune ripartenze in campo largo rischiano di ferire, al minuto venti Caputo calcia alto e male dopo l’assistenza di Djuricic e poco dopo Perin rischia molto in un’uscita a valanga sul lanciato Traoré, con ospiti che chiedono l’intervento arbitrale ed Irrati che fa cenno di proseguire. Entra Favilli per un applaudito Sanabria ed il lungo attaccante conclude dai venti metri per la comoda parata a terra di Consigli.

Il match entra nella fase decisiva e più calda, Behrami ritrova il campo al posto di uno stanchissimo Jagiello ed alla mezz’ora il destino appare segnato: Djuricic entra in area da sinistra, si oppone Criscito ma il doppio rimpallo premia il serbo che si presenta davanti a Perin e lo supera. Disperazione di Criscito e compagni e gelo sugli spalti ma Di Paolo al Var richiama Irrati che va a rivedere l’azione e vanifica il tutto, rilevando un tocco di mano del trequartista nel portarsi in avanti la sfera prima della battuta vincente. Soffre il Genoa, soffre Nicola, soffrono i tifosi sugli spalti, entra anche Cassata per un esausto Sturaro , De Zerbi inserisce Berardi per un fumoso Boga alla ricerca dei tre punti. Ma al minuto 41 quello che non ti aspetti si concretizza sul prato, proprio Berardi al limite cerca di superare Criscito per armare il suo sinistro spesso letale, il capitano raccoglie le poche forze e con tackle deciso sulla palla e poi sull’uomo conquista di forza il cuoio e fa partire un contropiede, smista sulla sinistra a Favilli, che da quando è entrato fa a sportellate con tutti, l’oggetto misterioso scavalla sulla sinistra sotto i distinti, sembra quasi un’azione per allentare la pressione emiliana ma invece un inesauribile macedone di quasi 37 anni ci crede, si butta nello spazio con le ultime energie a sua disposizione, “Favillone” mette in mezzo, Goran fiuta l’occasione, lui che ha vinto e segnato tanto con le maglie di Lazio, Inter Napoli e nazionale, lui che un paio di anni fa era dato per finito, brucia Romagna e Ferrari, colpisce in qualche modo, Consigli si oppone, la sfera rimane lì e lui in caduta, di testa, non si sa come, la spinge in rete, per uno dei gol più importanti, sofferti e voluti della sua carriera e va a raccogliere l’abbraccio dei compagni tuffandosi sotto i distinti.

Gli emiliani sono furibondi, chiedono l’intervento del Var, lamentando un entrata fallosa di Criscito in avvio di azione ma il consulto conferma la rete, i bianco-verdi si riversano nella metà campo avversaria, non ci stanno a perdere, Favilli va vicino al 3-1 approfittando dello sbilanciamento avversario ma nei sei minuti di recupero resiste il fortino, imperniato su Romero che non fallisce un intervento e quando Perin si lancia in volo plastico sulla sua destra per ammortizzare il sinistro di Berardi si capisce che l’impresa è vicina e quando Irrati fischia per tre volte esplode la gioia di Nicola, della panchina, dei suoi e della gente, che capisce l’importanza di aver ottenuto una vittoria del genere.

Non ci stanno gli ospiti e soprattutto Berardi, che conferma il suo carattere fumantino e non le manda a dire al fischietto pistoiese che lo espelle andando incontro magari ad una mega squalifica, è stata una gestione arbitrale effettivamente insufficiente, in cui l’uso della tecnologia è stato sconfessato e non è stato uniforme nel corso della partita. Ma oggi erano importantissimi i tre punti e questi sono arrivati, a fare rivedere la luce ad una formazione che ad un quarto d’ora dalla fine, quando Djuricic ha infilato Perin, sembrava davvero in fondo al tunnel.

Al pragmatico Nicola il compito di ripartire da questo successo per ricompattare la squadra e trovare le giuste alchimie per farla risalire in una classifica che rimane difficilissima ma non più drammatica come lo era sabato pomeriggio prima della partita.

Marco Ferrera

GENOA-SASSUOLO 2-1

Reti: p.t. 29’ Criscito (rig.) 33’ Obiang s.t. 41’ Pandev

GENOA (3-5-2): Perin 7 – Biraschi 6 Romero 6,5 Criscito 6,5 – Ankersen 6 Jagiello 5,5 (27’ s.t. Behrami 6) Radovanovic 5,5 Sturaro 5,5 (34’ s.t. Cassata n.c.) Pajac 5,5 – Sanabria 6 (24’ s.t. Favilli 7) Pandev 7,5 All: Nicola

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6,5 – Toljan 6 Romagna 6 Ferrari 5,5 Kyriakopoulos 5,5 – Obiang 6 Locatelli 7 – Boga 5,5 (32’ s.t. Berardi 5) Duncan 6 (8’ s.t. Djuricic 7) Traoré 5,5 (49’ s.t. Raspadori n.c.) – Caputo 5 All: De Zerbi

Arbitro: Irrati di Pistoia 4

Note: serata non fredda per la stagione, terreno di gioco in buone condizioni.Spettatori 21033 ( 18858 abbonati 2175 paganti). Calci d’angolo 6-1 per il Sassuolo. Ammoniti: Duncan, locatelli, Romagna, Toljan, Obiang (S) Criscito, Sturaro, Sanabria, Biraschi (G) Espulso: Berardi al 52’ s.t. per proteste.

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