Il pragmatismo di Claudio ferma il Milan

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Dalla prima trasferta del 2020 in casa del Milan cui la grancassa mediatica aveva già assegnato la vittoria nel giorno del ritorno di Ibra l’attenta e pragmatica Samp messa in campo da Ranieri torna con il primo pareggio stagionale lontano da casa, mantenendo inviolata la porta di Audero per la quinta volta nelle undici partite sotto la gestione del tecnico romano. Un punto da accettare ma per certi versi stretto, nella rivisitazione dell’incontro pesano le tre occasioni ( di cui due oggettivamente clamorose) in cui Donnarumma ha avuto grande merito nel tenere a galla i suoi ma in cui Gabbiadini, peraltro autore di una buona prestazione, finalmente con gli attributi giusti, avrebbe potuto fare meglio. Poi nell’ultimo scampolo di match, con gli ingressi dello svedese e di Leao al posto di Bonaventura e dell’impalpabile Piatek, il Milan avrebbe potuto anche segnare ma i tre punti sarebbero stati regalo troppo grande ad onta delle dichiarazioni di Pioli nel dopo partita, che ha cercato di mascherare i limiti di una squadra da centroclassifica e nulla più.

Ha funzionato benissimo la linea difensiva davanti ad Audero finalmente tornato sui livelli della scorsa stagione, Bereszynski e Murru poco hanno concesso a Calhanoglu e Suso, con il polacco solo in leggera difficoltà dopo l’ingresso di Leao, comunque arginato con uno splendido intervento a cavallo del novantesimo. Impenetrabile l’inedita coppia centrale, con lo statuario Chabot, autore di una scivolata su Suso in area che è valsa una rete e il gambiano Colley insuperabili nel gioco aereo, Thorsby motorino instancabile in ogni zona del campo , Vieira ancora troppo lento in alcuni frangenti ma ritornato su discreti livelli di continuità e Linetty elemento imprescindibile della linea mediana, con Ramirez presto infortunato che pareva in buona giornata ed avrebbe potuto creare dei problemi ad una formazione che lascia parecchi spazi nella propria linea mediana; anche il sostituto di Gaston, De Paoli, ha dovuto lasciare il campo per il problema alla solita caviglia dieci minuti dopo il suo ingresso, costringendo Ranieri al secondo cambio obbligato prima della fine del tempo, con l’inserimento di Jankto cui è stata annullata una rete sul finire della prima frazione per una posizione di fuorigioco nella partenza dell’azione.

Nella ripresa l’ingresso di Ibra avrebbe potuto spostare gli equilibri della contesa ma sono stati i blucerchiati a costruire tre nitide palle gol: sulla prima Gabbiadini si è involato verso la porta rossonera ma la sua conclusione arrivata dopo la fuga è risultata troppo centrale, permettendo la ribattuta al piedone di Donnarumma, prima del salvataggio quasi sulla riga di Theo Hernandez a precedere il tap-in di Jankto, nella seconda il tentativo dell’attaccante in pallonetto è stato ancora una volta vanificato dal Gigio rossonero prima della ciabattata di Vieira e nella terza circostanza l’attaccante doriano si è lanciato su un errato passaggio per vie centrali di Calabria, aggirando Donnarumma in disperata uscita fuori area ma calciando sul fondo a porta sguarnita. Come detto nel finale la Samp si è chiusa nel fortino a difesa del pari senza soffrire più di tanto, se non in un paio di circostanze, con Krunic che da centro area non ha approfittato dell’assist dello svedese e con Leao che poco dopo ha sciupato la migliore opportunità dei padroni di casa a tu per tu con Audero.

Ekdal non al meglio ha rinforzato il centrocampo sostituendo Quagliarella, l’unico insufficiente dei suoi ed ancora lontano parente del bomber ammirato la scorsa stagione ed i duemila cuori blucerchiati presenti al Meazza hanno festeggiato un risultato che mantiene la squadra blucerchiata fuori, seppur di poco, dalle ultime della classe. Nella valutazione della partita è parsa troppo severa la gestione di Massa, che ha ammonito il solo Krunic ( che nella ripresa avrebbe meritato un secondo giallo) e ben cinque doriani, tra cui Colley che salterà, al pari degli infortunati De Paoli e Ramirez, la prossima importantissima partita interna contro il Brescia, con la Samp che dovrà cercare di risolvere quella che rimane la lacuna più vistosa e cioè trovare la via della rete.

Marco Ferrera

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