Una difesa sempre piu imperforabile

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Le salvezze si ottegono subendo pochi gol più che realizzandone a josa, e Clau,dio Ranieri – cinque lustri di onoratissima esperienza come allenatore – lo ha capito da tempo immemore. La sua Samp è un bunker pressoché incrollabile: ci sono volute due prodezze di fuoriclasse come Dybala e Ronaldo per condannare i blucerchiati alla sconfitta, ma se l’avversario di turno è solo discreto o addirittura mansueto come il Milan, seri rischi dicapitolazione non si corrono. Il fresco, gravissimo infortunio a Ferrari aveva acceso preoccupazioni subito sopite dalla prova a tutto tondo d Chabot, rincalzo scarsamente reputato, che però il testaccino ha collaudato in allenamento, preferendolo alfine al più strombazzato Murillo per la prima gara del 2020. Mai scelta è stata più proficua e azzeccata: a San Siro il tedesco ha giganteggiato dal principio alla fine, chiudendo ogni varco con la collaborazione di un altro titano, Colley. Appena ha smesso di avviare l’azione di disimpegno, unico suo punto debole, il giocatore è diventato perfetto in ogni circostanza. Ed ora Raniri e la società debbono prodursi in ulteriori riflessioni: con un Chabot del genere – comunque da valutare contro attaccanti più prolifici di quelli rossoneri – è davvero il caso di inseguire sul mercato un rinforzo fo primissimo piano o basterà dotarsi di un accettabile rincalzo?
Se i due centrali sono stati superlativi, non uno dei loro compagni, almeno in fase di filtro, è mancato alle attese, tanto da concedere al D iavolo le briciole e da proteggere alla grandissima un Audero titt’altro che sicuro e, per sua fortuna, mai costretto a miracol mostrare.
Impastata di realismo, questa Samp dalla fase difensiva napuntabile ha lasciato capire che, salvo cataclismi, la retrocessione non sarà questione che la riguardi. Merito – vale ribadirlo – di Ranieri, il quale ha presto identiricato il punto di forza della squadra, esaltandolo. Nel prosieguo di stagione, basteranno qualche golletto anche casuale all’attivo ed un un buon numero di pareggi ad occhiali per tenere a debita distanza le pericolanti.
Dopo tutto, dirigenti, atleti e tifosi si sono messi da tempo il cuore in pace: la salvezza rimarrà sino in fondo l’obiettivo stagionale. Per puntare ad altri tragiardi, infatti, occorrerebbe una fase d’attacco decorosa, ma così non è. La Samp paga l’insipienza dei suoi mercatari e anche del tecnico precedente, convinti che Quagliarella – già in calo netto nello scorso girone di ritorno – ripetesse certi exploit realizzativi. Invece l’ex capocannoniere è piombato in una crisi forse irreversibile: come se l’età calcisticamente avanzata fosse improvvisamente piombata su di lui, paralizzandolo,
Se il capitano è l’ombra del bomber applaudito per anni, il suo partner Gabbiadini non fa che confermare i giudizi sudi lui, tipo capacissimo di accendersi e di decidere la partita con una giocata pazzesca, ma anche di estraniarsi comletamente dal gioco e di sbagliare – come al Meazza – le più agevoli conclusioni, quelle che un normalissimo attaccante è tenuto a sfruttare. Siccome le alternative ai due si chiamano Caprari (assente a Milano per squalifica, ma – comunque – scarsamente continuo e perentorio) e Bonazzoli (reduce da infortunio, sicuramente più il più vivace del gruppo ma non certo un bomber), è giocoforza pescare sul mercato di gennaio un rinforzo adeguato per il settore. Ranieri ha ripetuto che accetterà solo giocatori già esperti di calcio italiano, sicché il cerchio si restringe. Ovvio, piacerebbe a tutti un ritorno di Defrel, mai così rimpianto: obiettivo non impossibile, ammesso ovviamente che la società decida di investire diversi milioni. Se a Milano fosse stato in campo il francese e gli fossero capitate le occasioni sciupate da Gabbiadini saremmo certamente a scrivere di un’impresa corsara dei blucerchiati.
Chiaro, un goleador serve come il pane, ma non dimentichiamo che un sensibile apporto al bottino stagionale dovrebbero anche garantirlo i centrocampisti. Il solo doriano abile nell’arte del gol è Ramirez, peraltro infortunatosi a San Siro: troppo poco. Gli altri centrocampisti e gi stessi difensori non hanno la minima confidenza con la segnatura. Benniteso, l’organico è numeicamente a posto nel reparto mediano, ma se si palesasse l’occasione di un innesto che… veda la porta, sarebbe opportuno non lasciarsela sfuggire.

Pierluigi Gambino

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