Nuova frittata, strada sempre più in salita

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Stavolta il Genoa non meritava neppure di vincere, e dopo aver pareggiato parecchie partite giocando meglio degli avversari, per coerenza ha perso contro una squadra similmente incapace di trasformare una sfida di calci (senza “o”, chiaro?) in un confronto di football. Solo che buscarle in un derby è un tragedia sportiva che travalica le spaventose conseguenze di classifica: è il pass per esporsi per almeno quattro mesi ai legittimi sfottò dei cugini.

Se il regolamento del calcio l’avesse contemplato, Grifo e Samp avrebbero dovuto perdere entrambe, ché già un punticin per uno sarebbe stato un premio esagerato. Il colpaccio è invece riuscito alla compagine più cinica, compatta e dotata di individualità. Verissimo che in un incontro inguardabile le due formazioni hanno concesso ai rivali solo una mezza palla gol da errore ciascuna: solo che Gabbiadini è pur sempre un calciatore di classe, con qualità balistiche speciali, mentre Sanabria ha confermato nella circostanza più favorevole la sua conclamata inadeguatezza.

Persino quell’onest’uomo di Ranieri ha ammesso che le assenze in campo genoano sono state pesantissime e in grado di condizionare il corso della partita, ma anche con questi handicap – quasi tutti localizzati fra zona rifinitura e prima linea – il Genoa l’avrebbe sfangarla senza quella topica firmata da Ghiglione. Beninteso, il vogherese non è un recidivo in queste forme di autolesionismo, ma se ad ogni match un rossoblù sempre diverso combina una frittata, si finisce secchi in B. Per salvarsi, in un campionato così povero di  valori, servirebbe buttarla dentro con una certa regolarità ma ancor più non regalare gol agli avversari. Senza imperdonabili errori individuali, il Grifo avrebbe incamerato un punto allo Juventus Stadium, altri due a Ferrara, altri due a Lecce, il pareggio col Milan e nel derby. E vogliamo aggiungere il successo offerto sul piatto d’argento all’Udinese grazie alle cervellotiche scelte tattiche dell’allenatore? Otto punti volatilizzati, l’ampia distanza tra una classifica tranquillizzante ed un dramma come quello che sta vivendo la gente genoana. Anche il destino, in certe occasioni, ha giocato un ruolo importante, ma sfidarlo come sta facendo da ormai troppi anni il presidente Preziosi è un azzardo bell’e buono: lo scorso maggio è andata d lusso, ma non sempre la ciambella della salvezza in extremis può riuscire col buco.

E ora? Le alternative sono due: procedere nelle settimane di mercato ad un’autentica rivoluzione oppure rassegnarsi in anticipo al peggio. Nel primo caso, il più auspicabile da parte dei tifosi, servirebbe togliersi di dosso la zavorra di troppi giocatori inutili o addirittura dannosi – anche qualche ex campione il cui ingaggio è sproporzionato al rendimento – e sostituire i partenti con autentici rinforzi. Il problema è che certi terremoti in organico possono compiersi non solo bussando al solito uscio delle “grandi” (mai come stavolta povere di elementi da spedire in Liguria) ma investendo mezzi economici non irrilevanti per acquisire il cartellino di elementi “ad hoc”

E qui s’innesta l’altro sommo dilemma. Guai a pensare ad una retrocessione programmata a tavolino, quasi pilotata, ma il sospetto che possa anche avere risvolti economicamente accettabil è legittimo. Gli introiti da diritti televisivi persi in caso di B sarebbero cospicui, ma se sull’altro piatto della bilancia poniamo un cospicuo “paracadute” economico (figlio del lungo periodo trascorso nel massimo campionato), la possibilità di sciogliere rapporti di lavoro onerosissimi sotto il profilo degli ingaggi, l’opportunità di costruire una rosa giovane e non molto costosa, qualche calcolo occorre farselo, tenendo anche presente che questo Genoa, se riuscisse a centrare una sospiratissima salvezza, sarebbe da rifare di sana pianta con ben altri obblighi finanziari. Sta solo ad Enrico Preziosi decidere quale strada imboccare.

Pierluigi Gambino

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Marco Callai
Nato a Genova il 7 febbraio 1984, inizia a scrivere all'età di 17 anni. E' coordinatore del portale LiguriaSport.com, autore dell'Annuario Ligure dello Sport e tra gli organizzatori del progetto Stelle nello Sport per la valorizzazione dello sport in Liguria. Collabora con RTL 102.5 ed Il Messaggero. E' autore della trasmissione "Stelle nello Sport" su PrimocanaleSport. Dal 2009 al 2012 è responsabile del settore Comunicazione della Federazione Italiana Canottaggio. Dal maggio 2013, lancia il portale CanottaggioMania.com. Dal 2009 a oggi è presidente ligure della FICSF. Dal 2009 a oggi è membro del Consiglio Regionale del Coni Liguria. Dal 2013 a oggi è membro della Giunta Regionale del Coni Liguria. Stella di Bronzo al Merito Sportivo 2017.