Matteo Sericano: “Così ho affrontato l’Atlantico da solo a 22 anni”

32

Matteo Sericano è un giovane velista genovese che nel 2018, alla prima stagione sul
Mini 650, barche lunghe 6,50 metri, si è laureato campione del Mediterraneo. Dopo una
serie di regate in solitario tra Francia e Italia, Matteo è ai blocchi di partenza della Mini-
Transat, la storica regata transatlantica in solitaria sui Mini 650 che si svolge ogni due
anni. Più di 4000 miglia di navigazione dalla Francia ai Caraibi senza assistenza esterna,
in cui la componente umana e le capacità individuali sono le vere protagoniste.

Tra alcuni mostri sacri della vela oceanica, il 22enne Matteo parte molto forte e ottiene
un 7° posto per la categoria prototipi nella prima tappa da La Rochelle a Las Palmas.
Con questo risultato raccolto, Matteo si prepara per il secondo step: la traversata
dell’Atlantico da Las Palmas (Canarie) a Le Marin (Martinica). Una buona partenza
permette a Matteo di navigare tra i primi cinque per gran parte del tempo.

Ma l’Atlantico a volte riserva sorprese amare. Alle sei di mattina mentre la barca naviga
a tutta velocità in pieno oceano, l’imbarcazione di Matteo Sericano urta un oggetto
galleggiante non identificato che fa saltare le ritenute della chiglia e dei timoni. Una
situazione davvero estrema che, però, Matteo gestisce con grande capacità e lucidità.

Dopo aver messo in sicurezza la barca il giovane velista fa rotta su Mindelo, Capo
Verde, per riparare i danni subiti. Qui incontra il team Hugo Boss e uno dei migliori
velisti oceanici al mondo, Alex Thomson, anche lui fermo ai box dopo aver urtato un
oggetto galleggiante durante un’altra regata, la Transat Jacques Vabre. Con questo
supporto, messo a disposizione volontariamente dal team del britannico, Matteo
Sericano riguadagna coraggiosamente il mare aperto, nonostante le riparazioni non
fossero definitive. La navigazione diventa, però, sempre più difficoltosa e rischiosa,
spingendo Matteo a rientrare ancora a Mindelo dove termina la sua avventura alla Mini-
Transat.

Un ritiro che è tutto fuorché che una sconfitta.
Matteo Sericano ha dimostrato qualità da professionista e marinaio riconoscendo che la
barca non era più in grado di navigare garantendo la sua sicurezza e accettando un
difficile ritiro. Questo atteggiamento è testimoniato anche da quanto registra sul suo
diario di bordo in cui, riprendendo un pensiero di Giorgio Falletti, scrive “Il coraggio era
anche quello, la consapevolezza che il successo sia comunque il frutto di un tentativo e
che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire
mai”.

Condividi
Marco Callai
Nato a Genova il 7 febbraio 1984, inizia a scrivere all'età di 17 anni. E' coordinatore del portale LiguriaSport.com, autore dell'Annuario Ligure dello Sport e tra gli organizzatori del progetto Stelle nello Sport per la valorizzazione dello sport in Liguria. Collabora con RTL 102.5 ed Il Messaggero. E' autore della trasmissione "Stelle nello Sport" su PrimocanaleSport. Dal 2009 al 2012 è responsabile del settore Comunicazione della Federazione Italiana Canottaggio. Dal maggio 2013, lancia il portale CanottaggioMania.com. Dal 2009 a oggi è presidente ligure della FICSF. Dal 2009 a oggi è membro del Consiglio Regionale del Coni Liguria. Dal 2013 a oggi è membro della Giunta Regionale del Coni Liguria. Stella di Bronzo al Merito Sportivo 2017.