Gabbiadini sblocca la Samp, segnali confortanti contro il Toro

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Servivano come l’aria da respirare i tre punti ai danni del Toro, legittimo riconoscimento per una prestazione gagliarda e volitiva. I tifosi doriani, prima ancora di un gioco scintillante, chiedevano una prova di carattere, agonismo, determinazione e sono stati accontentati. Al limite, anche il pari, accompagnato da quest’atteggiamento, avrebbe già soddisfatto, almeno in parte, la piazza blucerchiata, ma la vittoria ha allontanato molte nuvole, spalancando la porta della speranza e della tranquillità.

Nell’azione del gol decisivo si è racchiusa la sostanza di un match che, al di là dello slancio collettivo, ha messo in evidenzia ben precise individualità. La trama è decollata grazie ad un’estemporanea invenzione al volo di Quagliarella,rifinita da un inesauribile De Paoli e finalizzata da un Gabbiadini che – dopo aver incassato critiche a josa per la sua (presunta) scarsa combattività, si è espresso su livelli agonistici elevatissimi. La sua pervicacia nel recuperare un pallone che pareva perso ha timbrato un’affermazione scacciacrisi, cambiando anche la sua posizione personale.

Capitan Quaglia, intanto, si sta gradualmente trasformando in suggeritore. In area è meno presente, forse per un calo fisiologico nello scatto, ma la sagacia tattica e la classe non tramontano mai. E’ una nuova versione, quella proposta dal veterano, ma col tempo potrebbe rivelarsi preziosissima e regalare a mister DiFrancesco nuove soluzioni offensive.
Infine, De Paoli. Quanti chilometri avrà percorso.questo laterale destro di limpide potenzialità? Ha spinto sulla fascia in modo incessante, con vivacità , intraprendenza e voglia di emergere. La sensazione è che si sia conquistato una maglia da titolare in via definitiva, consentendo così a Bereszynski di imporsi in un ruolo che potrebbe calzargli a pennello: terzo di destra nella retroguardia. Anche in questo caso, si tratta di un problema risolto per l’allenatore blucerchiato, che ha tratto indicazioni eccellenti sia dal polacco, sia da un Colley ritemprato e vittorioso di fronte ai colossi dell’attacco granata, e da un Ferrari che nel ruolo di centrale dei centrali ha offerto – sin quando non ha dovuto lasciare in campo per guaio miuscolare- un apporto sostanziosissimo in chiusura.

Non è dispiaciuto, nei frangenti finali, neppure Murillo, il quale tuttavia – dopo i pasticciacci compiuti nelle gare precedenti – è ormai da considerarsi un rincalzo.

La Samp aveva bisogno assoluto di trovare un gol utile e lo ha cercato ben più di un Toro giustamente castigato per l’atteggiamento prudente, nonostante la teorica forza d’urto rappresentata da Zaza e Belotti.

Prima dell’episodio determinante, il match era parso tatticamente bloccato, con due squadre paraloizzate dalla paura, ma anche in quel lungo contesto i blucerchiati erano parsi più autorevoli e perentori. Gran parte delle palle gol sono maturate dopo l’1-0, ma era ovvio che succedesse, considerato che ilToro ha dovuto concedere qualche spazio in più e la Samp, galvanizzata dal vantaggio, poteva giostrare con ben altra disinvoltura. Alla fine, non fa una piega il trionfo blucerchiato, avviato sin da inizio ripresa con una una manovra più insistente e proseguito sino allo sbocco positivo con un crescendo giustamente premiato.

Di Francesco non si illuderà certamente di aver cancellato ogni tipo di difficoltà, ma con tre punti in saccoccia si potranno preparare i prossimi impegni con ben altra fiducia. Col Toro ha capito di aver ritrovato una squadra, capace di difendersi armonicamente, come dimostra il numero dei tentativi offensivi di marca granata: ne ricordiamo uno solo, una puntata ravvicinata di Zaza respinta dall’uscente Audero.

Per il resto, la porta doriana non è mai stata in serio pericolo: merito, in buon parte, di un atteggiamento difensivo maiuscolo da parte dei calciatori blucerchiati, davvero ammirevoli per applicazione e pervicacia.

La gente doriana, come aveva promesso, ha sostenuto massicciamente dal primo al 95′ gli sforzi dei tuoi beniamini, contribuendo fattivamente a spezzare il pessimo incantesimo. Resta, intendiamoci, la delicatezza di una situazione ambientale sempre vicina ad esplodere. Certo, non è stato edificante la scena dell’ingresso allo stadio di Massimo Ferrero, da un accesso secondario e circondato da agenti pronti a proteggerlo, ma era difficile pronosticare una situazione differente, date le premesse.

Dalla sua c’è il diritto inalienabile di disporre liberamente di ogni proprietà, Sampdoria compresa; da parte dei tifosi, però, c’è una comprensibile rabbia per certi atteggiamenti insostenibili, ai quali il patron non intende porre mai fine. Benvenuti, dunque, i tre punti incamerati, ma l’annosa querelle societaria ha davvero stufato tutti e resta una minaccia sul futuro, anche sportivo, del bene comune, la squadra blucerchiata.

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Marco Callai
Nato a Genova il 7 febbraio 1984, inizia a scrivere all'età di 17 anni. E' coordinatore del portale LiguriaSport.com, autore dell'Annuario Ligure dello Sport e tra gli organizzatori del progetto Stelle nello Sport per la valorizzazione dello sport in Liguria. Collabora con RTL 102.5 ed Il Messaggero. E' autore della trasmissione "Stelle nello Sport" su PrimocanaleSport. Dal 2009 al 2012 è responsabile del settore Comunicazione della Federazione Italiana Canottaggio. Dal maggio 2013, lancia il portale CanottaggioMania.com. Dal 2009 a oggi è presidente ligure della FICSF. Dal 2009 a oggi è membro del Consiglio Regionale del Coni Liguria. Dal 2013 a oggi è membro della Giunta Regionale del Coni Liguria. Stella di Bronzo al Merito Sportivo 2017.