La storia del Giro delle Fiandre

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Domenica le Fiandre scenderanno in strada: come tradizione la prima domenica di aprile si corre il Giro delle Fiandre, “La ronde”, una “classica” che si disputa senza soluzione di continuità dal 1919, dopo la sospensione dal 1915 al 1918 per la Prima Guerra Mondiale, con la prima edizione datata 1913, una giornata di festa popolare e di unione tra due popoli e due lingue diverse, la vallone e la fiamminga.

Il Belgio guarda tutti dall’alto con 69 successi nelle 102 edizioni, con dieci vittorie italiane nell’albo d’oro in questa corsa massacrante, una delle cinque classiche monumento, che si snoda lungo i 267 chilometri tra Anversa ed Oudenaarde, con i famigerati diciotto muri, di cui undici in pavé, nomi mitici da affrontare, Grammont, Koppenberg, Molenberg, Oude Kwaremont ed il Patterberg, a soli dodici chilometri dal traguardo finale.

Scorri l’albo d’oro ed il pensiero va a Fiorenzo Magni, primo italiano a vincere nelle Fiandre e trionfatore in tre edizioni successive tra il 1949 ed il 1951, tanto che fu ribattezzato “il leone delle Fiandre”; trascorsero poi sedici anni prima di veder nuovamente sul podio più alto un nostro ciclista, quando vinse il veneto Dino Zandegù, vincitore grazie al grande lavoro del compagno della Salvarani, Felice Gimondi, una tattica che mise nel sacco il favoritissimo Eddy Merckx, “il cannibale”, primo sia a Sanremo che nella Gand-Wevelgem di pochi giorni prima. Un trionfo che Zandegù condivise con i numerosi minatori italiani che lavoravano da quelle parti, trasformando la premiazione in una festa collettiva.

Gli anni novanta si aprirono con il successo di Moreno Argentin, poi s’imposero Gianni Bugno nel 1994, Michele Bartoli due anni dopo , Gianluca Bortolami sfrecciò primo nel 2001 seguito l’anno successivo dal toscano Andrea Tafi, unico italiano nella storia ad aver vinto sia il Fiandre che la Roubaix, con l’ultimo nostro acuto datato 2007 per merito di Alessandro Ballan.

L’anno scorso vinse l’olandese Niki Terpstra con un lieve margine su Pedersen e Gilbert, sorpresi nel finale, domenica prossima i cechi lanceranno la sfida ai padroni di casa, con lo slovacco Peter Sagan, vincitore nel 2016 ed il ceco Zdenek Stybar tra i favoriti, con quest’ultimo che potrà contare su un team fortissimo come la Quick Step, che annovera Gilbert, vincitore due anni fa, Jungels e Lampaert.

Il Belgio mette in campo l’esperto campione olimpico Greg Van Avermaet, mai vincitore al Fiandre, Oliver Naesen, secondo a Sanremo e terzo nella Gand-Wevelgem della scorsa settimana, vinta dal norvegese Kristoff , uno dei possibili outsiders ma la partecipazione di Naesen è a rischio a causa di una bronchite.

Attenzione poi a Wout Van Aert, un giovane in cerca del colpaccio ed ex campione mondiale di ciclocross al pari dell’olandese Matthieu Van der Poel, anche lui ciclocrossista e vincitore ieri nella gara “Attraverso le Fiandre” che ha preceduto la classica di domenica prossima.

Le poche speranze dei nostri saranno riposte in Alberto Bettiol, Matteo Trentin e in Gianni Moscon, annunciato in una condizione non delle migliori.

MARCO FERRERA    

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