“Lo Sportivo Ligure dell’Anno”: le emozioni di un pomeriggio stellare

Mercoledì 7 novembre, nell’auditorium Eugenio Montale, si è tenuta la 26a edizione del premio regionale “Lo Sportivo Ligure dell’Anno”, un riconoscimento che nasce dalla Regione Liguria e dal Tavolo Regionale per lo sport, che quest’anno hanno selezionato campioni di estrema qualità. 

Gli atleti premiati sono stati 10: il premio assoluto a Fabio Fognini, tre menzioni speciali e sei riconoscimenti a livello internazionale legati ai risultati ottenuti in questo 2018.

Erano presenti anche dei campioni delle scuole che hanno partecipato alle finali nazionali dei giochi sportivi studenteschi, tra cui spicca la squadra di calcio femminile dell’istituto Montale, che ha ottenuto il titolo italiano e andrà ai Mondiali, eccellenza in una nicchia sportiva che troppo spesso si trova a viver nell’ombra della controparte maschile.

Questi premi sono il riconoscimento del valore dello sport, della forza individuale e di squadra che ci mettete per arrivare ogni anno su questo palco e a ogni premiazione” ha detto Ilaria Cavo, assessore regionale allo sport “Credo che anche per atleti di questo tipo, che ovviamente hanno la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri traguardi, dei propri obiettivi, così come degli insuccessi, quando arrivano, avere il sostegno di una comunità e di una regione sia importante, non scontato, però  giusto, e quindi mi auguro che i premi che daremo siano riconoscimento di conquiste già fatte e uno stimolo, un incoraggiamento, un tifo, per il futuro e per le sfide che ci saranno davanti.”

Il premio è un albero in filigrana d’argento con radici importanti, che rappresentano la Liguria, e frutti rigogliosi: il raccolto futuro degli atleti che continueranno a impegnarsi.

Il comitato ha ritenuto giusto, all’unanimità, assegnare il premio assoluto a un tennista l’anno in cui Genova ha ospitato la Coppa Davis e la Fed Cup.

Fabio Fognini quest’anno ha vinto tre tornei ATP (a San Paolo, Bastad e Los Cabos), guadagnandosi il 13° posto nel ranking. È stata senza dubbio la stagione sportiva più bella di Fognini, che ha ritrovato la continuità che gli mancava gli anni scorsi, insieme a una maggior sicurezza e tranquillità negli atteggiamenti, anche in campo. Fabio ha infatti iniziato a prendersi diverse pause, a smettere di ostinarsi a giocare quando è stanco e a non giocare un torneo dopo una vittoria. Secondo Andrea Fossati, presidente del comitato regionale del tennis, questi importanti traguardi sportivi e personali sono da imputarsi alla moglie Flavia e al figlio Federico.

A quanto afferma lo stesso Fognini, la nascita di Federico ha cambiato le cose in positivo “Mi prendo più pause. Questo lavoro chiede tanto sforzo (un aereo a settimana, fuso orario…), senza queste pause e senza l’appoggio di Flavia sicuramente avrei avuto grosse difficoltà. Con l’arrivo di Federico ovviamente vedo le cose in maniera diversa: la sconfitta soprattutto, perché io sono uno che ci tiene molto, esprime le proprie emozioni e ha sempre fatto fatica a gestirle, ma con l’arrivo di Federico, soprattutto quando loro sono come me, la sconfitta passa più velocemente.”

Riguardo al momento difficile che sta passando Genova, Fognini è incoraggiante: “Bisogna rialzarsi, come è già successo in passato. Non sarà facile, perché è una bella batosta, però tutti uniti sicuramente ce la faremo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore alla Sicurezza del Comune di Genova, Stefano Garassino, che ha tenuto ad aggiungere: “Lo spirito dei liguri è uno spirito combattivo. Uno spirito che da secoli si è abituato a ottenere col sudore e la fatica dei risultati che magari per altri erano più facili. Siamo abituati, come il vero sportivo, a soffrire, a sapere cos’è l’impegno, a sapere cos’è la sofferenza stessa, per ottenere i risultati.”. Quella resa da Garassino è l’immagine di una regione fiera, tenace, capace di reagire alle tragedie in ogni modo, anche attraverso il talento sportivo.

A questo proposito al prossimo salone Orientamenti, in programma dal 13 al 15 novembre, verrà presentata l’offerta sportiva dai testimonial del Coni. Un modo in più per offrire una proposta di orientamento che non si limiti agli studi, ma che comprenda anche le professioni, la vita e soprattutto lo sport.

Una persona in grado di destreggiarsi in tutti questi campi è sicuramente Gian Filippo Mirabile, campione mondiale di para triathlon che quest’anno ha iniziato a dedicarsi al canottaggio e sogna la qualificazione della sua barca alle Paraolimpiadi di Tokyo. Per lui “Volere è potere. Le forze si trovano, il tempo volendo anche: io mi alzo alle 5 del mattino per allenarmi, poi vado a lavorare, poi mi alleno nuovamente. Cerco di fare il possibile per raggiungere i miei obiettivi. “. Mirabile è  sicuramente un esempio della capacità di far fronte alle difficoltà, così come anche il campione di nuoto paraolimpico Francesco Bocciardo, che ha ottenuto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio.

La determinazione è una qualità che non manca nemmeno ad Alex Brancati, classe 2001, vincitrice dei campionati italiani e mondiali di Trial nella categoria Women. L’obiettivo di Alex è quello di arrivare nelle prime tre posizioni del mondiale GP ed è molto fiduciosa riguardo alle proprie possibilità: si aspettava di poter vincere sia il campionato del mondo, sia il campionato italiano e non ritiene spaventosa una possibile concorrenza futura.

A 8 anni sono andata dai miei genitori e ho detto loro che volevo fare gare di moto”. È così che ha iniziato, dapprima facendo moto cross e, cinque anni fa, con il Trial. Ora si allena in tutta Italia e cerca di conciliare la sua passione con la scuola “A volte è un po’ dura organizzarsi con la scuola, perché il tempo manca. La scuola ogni tanto viene incontro. Non sempre, però ci provano.”.

Giorgia Valanzano, bronzo alle Olimpiadi giovanili di Buenos Aires per il pattinaggio, risolve il problema di conciliare la preparazione sportiva e la scuola frequentando il liceo a La Spezia nei giorni feriali e nei week end spostandosi con i genitori a Savona, dove ha gli allenamenti.

Un altro giovanissimo orgoglio ligure è il timoniere Alessandro Calder, primo agli Europei Junior di Francia e ai Mondiali Junior in Repubblica Ceca.

L’inizio è stato molto casuale. Ero in un gruppo di montagna con un uomo che un giorno mi chiese se volessi provare ad andare a fare canottaggio, dato che non sapevo che sport fare. Mi introdusse nel mondo del canottaggio e da lì è iniziata la passione. Ho iniziato a lavorare prima da atleta vogatore e poi, in seguito, a timonare.”

Inizialmente Calder non si aspettava di riuscire a vincere il campionato europeo: tra i membri dell’equipaggio non si conoscevano e ci sono stati degli attriti iniziali, ma poi è arrivata l’intesa e con essa la vittoria. “Al mondiale ci conoscevamo già, siamo entrati in barca insieme, abbiamo soltanto dovuto migliorarci e quindi poi arrivare all’obiettivo di vincere. L’equipaggio era composto da persone molto diverse e la difficoltà stava nel farli ragionare tutti assieme: non farli litigare e, quando c’erano discussioni in barca, farli stare zitti. Il punto di forza era che eravamo molti uniti: tutti e cinque con l’unico obiettivo di voler vincere.”

Calder ha 17 anni ed è preoccupato dalla possibilità di crescere ancora, dal momento che non è sicuro di riuscire a continuare la carriera da timoniere se aumentasse ancora in altezza, il suo passaggio dal giovanile all’assoluto rimane quindi un’incognita.

Il prossimo anno anche la velocista Gloria Scarsi, asso del ciclismo, passerà al professionismo.

Questa è stata la sua stagione più bella, in quanto ha ottenuto quattro titoli europei e uno mondiale. Sara preferisce prevedere le difficoltà piuttosto che affrontarle quando arrivano e ritiene fondamentale per la vittoria la capacità di saper comprendere e anticipare le avversarie durante le volate.

Benedetta Di Salle, invece, è un esempio di come si possano tranquillamente conciliare scienza e sport. Figlia d’arte (il padre è ingegnere e campione del mondo di vela e la madre informatica e campionessa italiana), Benedetta non abbandona la biologia né la vela, nonostante la sua vittoria abbia garantito la qualificazione alle Olimpiadi 2020 alla barca e non a lei, e continua a dare tutta se stessa in entrambi gli ambiti.

Chi continua a sperare che la sua disciplina venga riconosciuta per le Olimpiadi 2024 è invece Martina Mongiardino, detenente tre record del mondo per gli 800 m, in frazioni da 50 m, in 11 minuti, di apnea endurance. Martina ha vinto due titoli mondiali e nella vasca sembra più un delfino che un’umana.

Un ambiente naturale e un’acquaticità che condivide con Linda Cerruti, sette volte premiata agli europei di Glasgow per il nuoto sincronizzato e quarto posto alle Olimpiadi in Brasile.

Atleti, campioni, tutti quanti esempi di costanza e determinazione eccezionali per i risultati ottenuti, ma soprattutto per la capacità di riuscire a non farsi sconfiggere dalle avversità. Veri atleti e veri liguri, come dice Garassino: “Quando poi arriva il successo, visto che ce lo siamo guadagnato dopo aver patito tanto, dopo aver sofferto tanto, è chiaro che la soddisfazione è sicuramente molto maggiore”.

(ha collaborato Caterina Michelini)

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Nato a Genova il 7 febbraio 1984, inizia a scrivere all'età di 17 anni. E' coordinatore del portale LiguriaSport.com, autore dell'Annuario Ligure dello Sport e tra gli organizzatori del progetto Stelle nello Sport per la valorizzazione dello sport in Liguria. Collabora con RTL 102.5 ed Il Messaggero. E' autore della trasmissione "Stelle nello Sport" su PrimocanaleSport. Dal 2009 al 2012 è responsabile del settore Comunicazione della Federazione Italiana Canottaggio. Dal maggio 2013, lancia il portale CanottaggioMania.com. Dal 2009 a oggi è presidente ligure della FICSF. Dal 2009 a oggi è membro del Consiglio Regionale del Coni Liguria. Dal 2013 a oggi è membro della Giunta Regionale del Coni Liguria. Stella di Bronzo al Merito Sportivo 2017.