Sampdoria: da Giampaolo ai dirigenti, è l’ora della verità

Settimana importante, se non decisiva, per il futuro della Sampdoria. In ballo c’è il futuro di Giampaolo, Pradè, Osti e Pecini.

Domenica alle 20,45 la Sampdoria saluterà i suoi tifosi al Ferraris per l’ultima sfida di una stagione positiva a cui è mancato lo sprint finale, quella che poteva portare in Europa. Il campionato volge al termine ed è quindi arrivato il momento di iniziare a pensare al futuro e le prossime due settimane saranno di fondamentale importanza per il futuro del club.

Sampdoria: quale futuro per Giampaolo

Il primo tassello da sistemare sarà l’allenatore. Giampaolo sembra avere molti corteggiatori, tra cui il Napoli che però sta sondando anche altre, più blasonate, piste per il dopo Sarri. Il tecnico vuole incontrare la Sampdoria per capire il progetto tecnico della prossima annata. Ci saranno delle cessione eccellenti, questo è chiaro, ma l’allenatore vuole capire se la squadra verrà rinforzata per provare a migliorare il risultato di questa stagione. Sarà una discussione più sui concetti e sugli uomini che suoi soldi, sarà un approccio preliminare in attesa di capire se qualcuno si muoverà davvero per Giampaolo oppure no.

Pecini, Osti, Pradè: altre spine per la Sampdoria

Ancora più stringenti in termini di tempo saranno i contatti con la dirigenza. Carlo Osti e Daniele Pradè, uomini mercato per eccellenza della Sampdoria, vedranno scadere i propri contratti tra pochi mesi. Molte società si sarebbero fatte avanti, ma in questa settimana è probabile che scenda in campo anche Ferrero per provare a blindare con i rinnovi le due pedine. Diverso il discorso legato a Pecini, miniera d’oro blucerchiata con le sue intuizioni sui giovani. L’Empoli gli sta facendo la corte per promuoverlo a direttore sportivo, Inter, Tottenham e altri grandi club europei lo corteggiano per il suo fiuto per i talenti del presente e del futuro, la Sampdoria può però vantare ancora due anni di contratto. Giampaolo, Osti, Pradè, Pecini, sono giorni caldissimi a Corte Lambruschini.

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