Dopo Genoa-Fiorentina: Bertolacci e Veloso incompatibili

Cesare Pompilio: il Trofeo
Cesare Pompilio: il Trofeo

La Fiorentina espugna il “Ferraris” al termine di novanta minuti vibranti e combattuti, specialmente nel corso di una ripresa in cui i gigliati hanno approfittato dell’inferiorità numerica del Genoa per l’espulsione di Pandev.

Il confermato ed acclamato Ballardini ha modificato in partenza lo schieramento dei suoi, avvalendosi della salvezza anticipata raggiunta contro una formazione ancora alla ricerca di punti per la rincorsa europea: primo tempo giocato al piccolo trotto da entrambe, nella “maccaia” di Marassi, con Perin bravo ad opporsi sul tentativo dalla distanza di Badelj e con Rossi, schierato dal primo minuto, fuori tempo di testa sul cioccolatino servitogli a centro area da Hilijemark . Un primo tempo come detto giocato a ritmi bassi sia dal Genoa che dalla Fiorentina, con i toscani che trovano il vantaggio a due minuti dallo stop: Spolli va a vuoto sul servizio per Simeone che in area controlla ed aspetta l’inserimento di Benassi che infila.

Genoa: l’incompatibilità di Veloso e Bertolacci

Un primo tempo che ha confermato l’assoluta incompatibilità nella zona nevralgica tra Veloso , lento al limite dell’irritante e Bertolacci, con Hilijemark bravissimo sia per quantità che per qualità e Lazovic schierato sulla fascia sinistra stantuffo inesauribile al posto dell’infortunato Laxalt, con El Yamiq che ha mostrato una discreta capacità tecnica e di lettura delle situazioni e Rosi impalpabile e mai propositivo a destra. Al ritorno in campo Ballardini ha modificato l’assetto,  passando a quel 4-3-1-2 che potrebbe diventare il marchio di fabbrica del Genoa futuro, con l’ingresso di Pandev per Rosi; l’acquazzone abbattutosi su Marassi ha rivitalizzato il Grifone che nel giro di quattro minuti ha ribaltato il punteggio: al 19’ proprio “Pepito” Rossi ha capitalizzato sottomisura la percussione sulla destra di Bessa, che aveva rilevato lo spento Veloso, con Bertolacci riportato nella posizione a lui più consona di centrale, non esultando per il suo passato fiorentino ma facendo esplodere d’entusiasmo la gradinata , che quattro minuti dopo è esplosa al raddoppio di Lapadula, che aveva appena rilevato proprio Rossi, cui il pubblico aveva giustamente tributato l’applauso più sincero. Nella circostanza è stato sontuoso Hilijemark a rimettere in centro una pallone non agevole in corsa dalla destra prontamente scaraventato in rete dal subentrato centravanti, subito dopo un palo pieno colto da Dabo , entrato a sua volta al posto del claudicante Badelj.

Genoa-Fiorentina: i cambi fanno la differenza

A questo punto Pioli ha pescato dal mazzo in panchina ed i subentrati sono stati determinanti nella rincorsa della “Viola” , con Eysseric in campo per un appena sufficiente Saponara, oltre appunto a Dabo e a Falcinelli che rileverà Gaspar per rincorrere il punteggio con un assetto più spregiudicato: sulla rimonta ospite, più dei cambi comunque efficaci, ha pesato però in maniera decisiva l’espulsione di Pandev, arrivata a venti minuti dalla fine con il Genoa in vantaggio. Il macedone, in una mischia sotto la tribuna, è entrato troppo pesantemente su Gaspar ed il mediocre direttore di gara Manganiello ha estratto il rosso diretto quando forse sarebbe potuto bastare il cartellino giallo. Il match a quel punto è diventato un flipper senza schemi, poco prima dell’allontanamento di Pandev lo stesso Lapadula aveva dilapidato il gol del 3-1 e dopo un paio di prodezze di Perin sull’indemoniato Chiesa e su Falcinelli è arrivato il pari di Eysseric, bravo a sfruttare con il tiro al volo la smanacciata non irreprensibile di Perin. Nel frattempo Lapadula lamentava un contatto sospetto in area ai suoi danni ma sul ribaltamento di fronte di una partita ora vietata ai deboli di cuore arrivava il gol del definitivo vantaggio per la Fiorentina, con Falcinelli ancora incontenibile dopo la percussione di Chiesa e bravo a servire centralmente Dabo che a rimorchio infilava Perin, reattivo poi a tenere in partita i suoi con un intervento ancora su Falcinelli, con il Genoa generosamente all’assalto nel finale per arrivare ad un pari che avrebbe meglio fotografato l’andamento del match.

Peccato, ma i rossoblu alla fine hanno ricevuto il meritato applauso della Nord e dell’intero stadio, con una nota di particolare merito per Hilijemark, autore di una prestazione a tutto tondo e per Giuseppe Rossi, che pur ancora lontano da una condizione accettabile ha assaporato dopo quattro lunghi anni la soddisfazione di una rete nel campionato italiano ed al quale auguriamo di poter rappresentare il valore aggiunto del Genoa della prossima stagione.

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