Genoa: ora c’è anche la qualità e Ballardini deve restare anche l’anno prossimo

Marco Ferrera commenta per noi la vittoria del Genoa sull’Inter di sabato sera. La società ora deve rinnovare il contratto a Ballardini e farlo partire dall’inizio l’anno prossimo.

Vince con merito il Genoa contro un Inter davvero sottotono, mai capace di rendersi pericolosa dalle parti di Perin. Ballardini ha sollevato una squadra ed un gruppo che sembrava allo sbando in una compagine vera, rimpinguata la classifica con le due vittorie consecutive in trasferta contro Lazio e Chievo, i ragazzi in rossoblu si sono liberati mentalmente e contro i nerazzurri hanno sciorinato finalmente un calcio più propositivo, che ha infiammato un pubblico che da troppo tempo attendeva una prestazione di qualità, come è stata quella di sabato scorso.

I nerazzurri hanno lamentato assenze importanti come quelle di Icardi, Perisic e Miranda ma non dimentichiamoci che anche il Genoa non poteva contare su un baluardo come Izzo e su Biraschi, che tanto bene aveva fatto nelle ultime uscite; era assente anche Veloso la cui sosta ai box ha permesso a Ballardini di approntare un centrocampo più efficace e di corsa, risolvendo l’incompatibilità ormai dimostrata tra Bertolacci ed il portoghese. Hiljemark e Bessa, preferito giustamente a Rigoni, hanno garantito corsa e qualità affiancando l’ex milanista, supportati sulle fasce da Rosi, cresciuto alla distanza e soprattutto da Laxalt, ritornato ai suoi migliori livelli ed autore di novanta minuti a tutto tondo, bravo sia a spingere che a difendere e secondo il mio parere il migliore dei suoi al pari di Pandev, che sembra vivere una seconda giovinezza: il macedone, con Galabinov terminale offensivo e svincolato dal compito di prima punta, fa valere nelle situazioni di gioco la sua antica classe e si conferma da alcune partite elemento imprescindibile nello scacchiere approntato da Ballardini, confermando quanto senza presunzione alcuna sostenevamo tempo fa, quando caldeggiavamo l’impiego del bulgaro , soprattutto nelle partite casalinghe.

Genoa: la forza del gruppo e non solo

Un Genoa che sta costruendo le sue fortune sull’unione del gruppo, che appare coeso come non vedevamo da tempo , con una difesa imperniata su uno Spolli che gioca leggermente staccato rispetto ai compagni di reparto e che comanda al meglio i suoi due vicini di ruolo, con Rossettini e soprattutto Zukanovic che hanno impedito agli evanescenti attaccanti nerazzurri di rendersi pericolosi dalle parti di Perin.

Il vantaggio arrivato sul finire del tempo per una clamorosa autorete di Ranocchia ha premiato con un episodio fortunato il buon primo tempo dei rossoblu, che soprattutto in avvio avevano inibito le fonti del gioco ospite, rendendosi pericolosi con un’ incursione di Pandev murata da Handanovic e con un lungo tiro cross del macedone che per poco non beffava clamorosamente l’estremo nerazzurro, concludendo la sua corsa sulla traversa. Ridotto presto alla ragione dopo un avvio brillante l’imberbe Karamoh, Eder schierato come terminale offensivo è finito nella morsa di Spolli e compagni e Candreva, schierato a sinistra, ha mostrato tutti i suoi limiti, non sfruttando l’approccio sbagliato al match di Rosi ed impegnando Perin con un destro in cui il numero uno rossoblu ha reso felici i fotografi alle sue spalle.

Il raddoppio di Pandev , bravo ad addomesticare una conclusione scentrata di Laxalt e ad infilare Handanovic tra le belle statuine meneghine, ha messo la pietra tombale sulla partita, la sterile pressione nerazzurra, con l’ingresso di Rafinha, Brozovic e del classe ’99 Pinamonti e l’uscita di tre “senatori” quali Vecino, Borja Valero e Candreva , non ha cambiato l’inerzia della partita, con il solo brivido per una conclusione di Eder respinta da Zukanovic nei pressi della linea bianca. L’Inter ha traccheggiato installandosi sterilmente nella metà campo di un Genoa bravo a chiudersi e pronto a ripartire, grazie alla dinamicità di Omeonga che aveva rilevato uno stanco Bessa e di uno Laxalt inesauribile, capace nel recupero di prodursi in un’accelerazione sotto le tribune a certificarne la dirompente forma fisico-atletica.

Una vittoria che spazza definitivamente via tutte le paure e che consacra l’umile e pragmatico Davide Ballardini quale il protagonista numero uno di questo che potremmo definire “miracolo rossoblu”: il primo passo che ora deve compiere la società è quella di confermare il tecnico romagnolo, permettendogli finalmente di iniziare una stagione dall’inizio, lo meritano l’allenatore e lo spessore della persona

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