La Sampdoria è tornata sontuosa, non solo grazie a Quagliarella

Vero che in autunno Quagliarella non aveva ancora compiuto sfracelli, ma se fossimo in Ventura, un briciolo di rimpianto per non averlo convocato in occasione dello spareggio con la Svezia lo coltiveremmo. Andrà pure verso i 35 anni, ma ora come ora il bomber blucerciato è – insieme con Immobile – il miglior attaccante italiano, per distacco su qualsiasi inseguitore, compreso il perennemente acciaccato Belotti.

Ode a Quagliarella

Purtroppo l’eterno ragazzo di Castellamare è avanti con gli anni e, militando in una provinciale seppur di lusso, non gode di un’apprezzabile spinta mediatica. Pazienza: i tifosi della Samp, dopo tutto, sono ben lieti, di non doverlo dividere neppure con i supporters della Nazionale. E lui, peraltro, non vive di recriminazioni e neppure di sfrenate abizioni di carriera: a Genova ha trovato il personalissimo paradiso e da qui non intende più muoversi. Certo, è un piacere per gli occhi e per il cuore vederlo all’opera. Le sue reti non sono mai frutto di casualità, ma sempre di ottima fattura: magnifico lo stop che ha preceduto la prima realizzazione, fantastici i tocchi vincenti successivi, quando gran parte dei suoi pari ruolo avrebbero sbattuto la sfera sul corpo del portiere invece che mirare al pertugio lasciato scoperto.

Gli scettici blu(cerchiati) potrebbero porsi un quesito: con un altro (a scelta) al posto del campano, come sarebbe finita Sampdoria-Fiorentina? Probabilmente con il successo dei padroni di casa, ma non in modo così netto, fluido, perentorio. D’altronde, aspettando il miglior Zapata, non esistevano alternative plausibili. Anche noi puntavamo parecchio sul giovane Kownacki, che in parecchi spezzoni di partita aveva colpito inesorabilmente, ma alla prova del titolarato anche lui – un po’ come il suo predecessore Schick, lo ricordate? – si è sciolto come neve al sole fallendo pure un’opportunità che era quasi impossibile non sfruttare.

La Sampdoria è tornata a sontuosa

Chiusa la parentesi sull’attacco, è indubbio che la sosta al campionato abbia restituito una Samp sontuosa. Evidentemente c’era l’assoluto bisogno di ricaricare le pile, ma occorre rimarcare un altro elemento non meno importante: il recupero a pieno regme di alcuni titolari.

Initile negare che con Linetty il centrocampo acquisti ben altra sostanza: il polacco è sempre presente nel vivo del gioco, è rapido e ficcante e si integra alla perfezione con l’imprescindibile Torreira, peraltro supportato a dovere anche da Praet. Simile discorso si può proporre per Strinic, che al pari di Bereszynski ha conferito solidità ad reparto nella sua globalità non apparso scevro da difetti.

Purtroppo, Silvestre non è più l’argine di un mese fa e, soprattutto, sta mancando all’appello in modo preoccupante l’altro centrale, Ferrari, pasticcione e distratto in parecchie circostanze. Siccome il suo rendimento è in netto calo da parecchie domeniche e l’unico sostituto naturale, Regini, ha spesso lasciato a desiderare, è innegbile che proprio in questa zona del campo occorra un’attenta riflessione da parte di tecnico e dirigenza.

Infine, due parole su Ramirez. Parecchi tifosi, domenica, storcevano la bocca di fronte a certe sue giocate. Poi anch’essi hanno esaminato la cronaca del match e si sono accorti che dal suo piede vellutato sono partiti gli assist per tutti e tre i gol. Da giocatori così ispirati pretendere pure la continuità è un’esagerazione.

Chiudiamo con un’occhiata di sbieco alle prospettive. Inter e soprattutto Roma stanno ansimando, e alle loro spalle proprio la Samp appare la più indicata per avvicinarle in classifica. La distanza è ancora cospicua, ma se i blucerchiati superassero a pieni (o quasi, intendendo la conquista di 4 punti su 6) il doppio confronto ravvicinato coi giallorossi, ecco che si potrebbe accendere una pur flebile fiammella su un piazzamento clamorosamente stuzzicante. Ovvio, il condizionale è d’obbligo, non solo in riferimento al possibile rilancio delle due “corazzate” in crisi, ma più che altro riguardo al rendimento della truppa di Giampaolo: per mirare alla Champions, ma anche pr proteggere l’attuale sesto posto dalla possibile ascesa del Milan occorre una profonda metamorfosi lontano da Marassi.

 

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