Sampdoria, esame di maturità fallito: per fortuna c’è il Ferraris

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Marco Ferrera analizza la sconfitta della Sampdoria a Bologna. Un passo indietro per i blucerchiati che per fortuna domenica ritrovano il fortino del Ferraris.

Difficile commentare la prestazione della Samp a Bologna, dove la squadra di Giampaolo è arrivata forte delle tre vittorie consecutive a Marassi contro Chievo, Genoa e Juventus : praticamente i blucerchiati non sono quasi scesi in campo, lasciando subito campo libero ad un Bologna la cui partita si è subito incanalata nel verso giusto, con Verdi bravo a capitalizzare la corta respinta di Viviano sulla battuta di Destro. Una Samp che spesso in apertura di match scende in campo troppo rilassata e deconcentrata, era già accaduto nelle partite poi vinte contro Atalanta, Chievo , Genoa (occasionissima sprecata da Lapadula) e Juventus (Higuain che spreca in avvio davanti a Viviano): in casa poi gli uomini di Giampaolo sono sempre stati capaci di ottenere il pieno , in trasferta invece si sciolgono come neve al sole.

Sampdoria: il racconto di un’altra trasferta storta

L’impalpabile Ramirez visto sabato ha sprecato poco dopo una buona opportunità, attardandosi colpevolmente nell’azione, come logica conseguenza di una fase di avvio di marca felsinea è arrivata la perentoria incornata di Mbaye su corner da destra di Verdi, con difesa ferma e battuta dalla bandierina regalata da un troppo timido Murru, entrato poco prima a rilevare l’infortunato Strinic, che si è aggiunto agli assenti Praet e Linetty i cui sostituti, Barreto e Verre, non garantiscono attualmente le capacità tecniche e di verticalizzazioni del belga e la forza e vigoria fisica del polacco.  A quel punto la partita è diventata uno sterile possesso palla di Torreira e compagni che non sono riusciti a creare pericoli dalle parti di Mirante: manovra troppo lenta per impensierire un Bologna che si è chiuso a difesa del risultato, con un centrocampo che ha soffocato e sovrastato i dirimpettai in blucerchiato, con Poli, Pulgar e Donsah bravi nel doppio ruolo di interdizione e ripartenza. Solo sul finire del tempo prima Ramirez e subito dopo Zapata hanno sciupato due occasioni per riaprire una partita che nel recupero della prima frazione poteva avere una svolta importante, con l’espulsione di Torosidis per doppio giallo.

L’ingresso di Caprari per l’abulico Ramirez ed un’intera ripresa da giocare potevano far pensare a concrete possibilità di rimonta, Donadoni si è cautelato inserendo Masina per Destro e rimodellando la sua squadra che raramente ha sofferto una reazione blucerchiata troppo lenta e monocorde per poter impensierire la retroguardia felsinea e mettere in discussione il punteggio. Solo al 24’ della ripresa la Samp ha sfiorato il gol con Silvestre, ben murato da Mirante : l’ingresso di Alvarez per Bereszynski con spostamento di Barreto sulla fascia destra è servito a ben poco ed anzi è stata proprio una palla perduta dallo stesso Alvarez ad innescare una rapida ripartenza dei padroni di casa che  ha permesso al neo entrato Okwonkwo di mettere il sigillo al punteggio, rendendo pesante anche numericamente la terza sconfitta esterna della Samp, vicina al gol della bandiera con una staffilata da fuori di Verre, che ha colto il montante alla destra del numero uno locale.

Sampdoria, meno male che si torna al Ferraris

Esame di maturità rinviato per la truppa di Giampaolo, seguita in Emilia da molti tifosi che si chiedono quale sia la vera Sampdoria: fortunatamente si torna nel fortino del “Ferraris” e dopo la Coppa Italia contro il Pescara arriva domenica sera un altro banco di prova molto importante contro la Lazio , squadra corsara e quinta forza del torneo. Certo è che prima o poi Quagliarella e compagni dovranno battere un colpo anche lontano da casa se vorranno cullare sogni europei rimasti comunque più che concreti grazie alle parziali battute d’arresto delle più immediate inseguitrici.

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