Bologna-Sampdoria, i precedenti: al Dall’Ara è sempre dura

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Marco Ferrera ci porta a spasso per la storia dei precedenti di Bologna-Sampdoria che si affronteranno sabato alle 15 per la 46esima volta in A.

Campo tradizionalmente ostico quello bolognese per la Samp: i precedenti sono 45, con 20 successi felsinei, 18 pareggi e solo 7 vittorie blucerchiate. Il 21/9/2016 le reti di  Verdi, con una grande conclusione sul finire del primo tempo ed il tap-in ad inizio ripresa di Mattia Destro determinarono la sconfitta mentre il 31 gennaio dello stesso anno terminò con un rocambolesco 3-2, con doppio vantaggio interno grazie a Mounier e Donsah, rimonta Samp nella ripresa con Muriel e Correa e poi, a due minuti dalla fine, rigore inventato per un inesistente tocco di mano di Alvarez e penalty decisivo di Destro.

Bologna-Sampdoria: i precedenti degli anni 2000

In precedenza arrivarono quattro pareggi, il 1/9/2013 finì 2-2 con vantaggio di Eder, rimonta rossoblu firmata Moscardelli e Kone e lampo nel finale di Gabbiadini.

Marco Di Vaio fu il protagonista con una tripletta nel marzo 2009 ( petroniani allenati da Mihajlovic) mentre il pareggio senza reti del maggio 2005 costrinse i padroni di casa allo spareggio, poi perduto, contro il Parma per evitare la retrocessione: quel giorno la Samp colpì tre pali e quel mancato successo costò la qualificazione ai preliminari di Champions a favore dell’Udinese.

Samp che maramaldeggiò al “Dall’Ara” il 10/2/1991, finì 3-0 nel gelo emiliano con reti di Katanec, Vialli e Mikhailichenko nella stagione dello scudetto .

L’ultimo successo è vecchio di oltre quattrodici anni, il 2/11/2003 una punizione dell’ex Cristiano Doni fu decisiva per l’undici di Novellino.

Bologna-Sampdoria e l’amaro calice delle retrocessioni

Ci sono due precedenti che evocano altrettante retrocessioni per la Samp: il 15/5/1977 la squadra guidata da Eugenio Bersellini, il sergente di ferro di Borgo Val di Taro recentemente scomparso, si presentò sotto le Due Torri forte di otto risultati utili consecutivi per un vero e proprio spareggio salvezza. Esodo storico della tifoseria blucerchiata che seguì la squadra con oltre diecimila sostenitori. Agli ordini di Agnolin di Bassano del Grappa non ci fu partita, con il Bologna avanti di tre gol già dopo mezz’ora grazie a Chiodi, Clerici e Nanni. Nella ripresa, con tanti tifosi che avevano già ripreso mestamente la via di casa, le reti di Chiodi e di Tuttino fissarono l’amaro 4-1 finale.

Il pareggio per 2-2 del 16/5/1999 fu la pietra tombale per l’undici di Luciano Spalletti, affossato da un’incomprensibile decisione del fischietto torinese Trentalange che, al novantesimo, fischiò un rigore per un contatto veniale in area tra Sakic e Simuntenkov: la trasformazione del povero Ingesson, autore anche del primo gol, condannò la società guidata da Enrico Mantovani ad un’ingiusta retrocessione e rese vana la doppietta di Vincenzo Montella.

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