Ballardini, Spolli e Pandev: il Genoa riparte da loro

Ballardini, Spolli e Pandev sono stati i tre trascinatori del nuovo Genoa a Crotone. L’analisi di Pierluigi Gambino. 

Premessa d’obbligo: il fatto che sia stata universalmente attribuita alla partita di Crotone l’etichetta di “scontro salvezza” suona di per sé umiliante per la settima tifoseria più fedele d’Italia e accusatorio nei confronti della dirigenza del Grifone. Detto ciò, occorre riconoscere senza indugio che la “mano” di Ballardini si è subito avvertita, a prescindere dal risultato finale. In Calabria si è visto un Genoa rigenerato e autoritario come non mai. Vero che i padroni di casa si sono rivelati modestissimi, ma il tecnico romagnolo ha grandissimi meriti nella resurrezione genoana.

Occorreva a Veloso e C. un’iniezione di autostima e di tranquillità: Juric da tempo aveva perso la tramontana e trasmetteva ai giocatori insicurezza e confusione. Il suo successore non è tipo da lunghi discorsi ma ha il pregio della chiarezza: pochi concetti, espressi però in modo limpido e convincente, senza dare segni di inervosismo. Ecco perché in primis “Balla” ha agito sul filo della psicologia. Poi ha sistemato le cose sotto l’aspetto tattico: nessuna rivluzione epocale ma certi movimenti in grado di esaltare il collettivo e di mascherare i punti deboli.

Rigenerati dal nuovo corso, gli undici grifoni hanno fatto subito pesare un’indubbia superiorità tecnica e di personalità. Concedendo ai pitagorici solo le briciole di un match stradominato. Vero, anche con il ravennate il duo Bertolacci-Veloso è stato riproposto, ma al loro fianco è stato piazzato un terzo centrale, Rgoni, pur con la licenza di inserimento in area. La squadra ha guadagnato in equilibrio e solidità, senza peraltro diventare rinunciataria e rattrappirsi.

Pandev e Spolli: i jolly di Ballardini

Non serviva una totale revisione nell’assetto di partenza: dopo tutto bastavano due scelte azzeccate. Lo è stata sicuramente quella di Spolli, finalmente ristabilito e disponibile, coincisa con l’accantonamento di Rossettini, che nelle ultime gare aveva provato i brividi anche nei tifosi più tranquilli e comprensivi. In avanti altra novità forse suggerita dalle ultime sfide internazionali: dentro Pandev e non un Lapadula ancora impresentabile e neppure un Galabinov inerme in zona gol. Il macedone non è tipo che – nazionale a parte- la butti dentro spesso, ma se non altro gioca per la squadra al pari dell’altro pilastro avanzato, quel Taarabt che in fatto di classe pura non teme rivali.

Un Genoa così strutturato in teoria non dovrebbe temere di retrocedere. Il condizionale, però, è d’obbligo dopo aver avuto conferma a Crotone che i giocatori del Balla vedono la porta sempre strettissima e quasi inviolabile. Il fiuto del gol non lo si acquista al mercato: se un giocatore, al momento topico, smarrisce cattiveria e precisione, addio. Vero, prima o poi rientrerà Lapadula, ma anche quando l’e rossonero sarà in accettabile condizione, non gli si potrà addossare tutta la responsabilità della concretizzazione. Purtroppo, nel calcio d’oggi è fondamentale ogni tanto compiere tre passi in una volta: una pur lunga serie di pareggi, infatti, può non bastare. E non ci si deve illudere che, al cospetto di antagoniste più dotate del Crotone, sia sempre sufficiente un golletto per spuntarla.

Genoa: è il momento degli scontri diretti

Nel girone di ritorno – eccettuato il Benevento, atteso verso Natale – il Genoa affronterà in casa tutte le avversarie dirette per la salvezza e in quel momento Ballardini – magari favorito da qualche operazione di mercato condotta tra dicembre e gennaio – dovrà aver assolutamente trovato uomini e schemi per raddoppiare pericolosità offensiva e conseguente bottino. Se la “mission” riuscirà, il Grifo non solo centrerà l’obiettivo ma si lascerà alle spalle parecchie compagini oltre alle tre retrocesse. Altrimenti si correrà sul filo sino alla fine nonostante a netta inferiorità di squadre come il Benevento dei record negativi, lo stesso Crotone (capace però di vincere – non chiedeteci come – parecchie partite contro i team dalla classifica tranquilla) e il Verona, che tra due week-end ospiterà proprio i rossoblù. A questo proposito, sarà giustissimo giocarsela domenica prossima contro la Roma, ma a patto di non compromettere in alcuna maniera (intendiamo con cartellini gialli e rossi “pesanti”) la successiva contesa, quella sì da non fallire assolutamente.

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