Juric via, tocca a Ballardini: la doppia (giusta) scelta del Genoa

Via Juric, dentro Ballardini e il Genoa ha fatto bene, almeno secondo il nostro Pierluigi Gambino.

 Il Ballardini Ter riempie di speranza il popolo genoano, che fa suo prontamente il detto “Non c’è due senza tre” confidando che si rifletta anche nel risultato stagionale. Il romagnolo è tecnico scafato, che conosce a menadito la realtà genovese e genoana, ha imparato sulla propria pelle come ci si debba rapportare con Enrico Preziosi e ha accettato di prendere in mano una patata bollente nella convinzione di poter centrare l’unico obiettivo rimasto per questo campionato.

Genoa: l’esonero di Juric è giusto

La scelta di esonerare Juric va condivisa pienamente. Non bastano la serietà e l’affetto verso i colori rossoblù per condurre in porto il veliero genoano immerso in un mare tempestoso. Probabilmente il Prez avrbbe fatto bene ad allontanare il Pirata già in estate dopo aver preso atto del numero irrisorio di vittorie conquestate, due delle quali – contro Inter e Toro, decisive per salvare la pellaccia – favorite da avversarie mansuete e arrendevoli. Aggiungiamo che il destino di Juric poteva cambiare già un mesetto fa, prima del viaggio fruttuoso a Cagliari che illuse in un cambio di prospettive.

Purtroppo mister Ivan è parso costantemente in confusione, come dimostrano i continui cambiamenti nella formazione base, l’insistenza sull’impiego contenporaneo di Bertolacci e Veloso senza un mediano e sull’utilizzo di esterni assolutamente privi di concretezza. Hanno lasciato perplessi, inoltre, l’ostinato accantonamento di Centurion e il prolungato ostracismo nei confronti di Omeonga, il miglior genoano nel derby. Più di qualsiasi altro fattore, ovviamente, ha inciso nella sua bocciatura quel bottino miserrimo di sei punti, accompagnato dal penultimo posto in classifica: figlio di una buona dose di jella ma pure di precise responsabilità.

Ballardini scelta scontata

La scelta del successore era pressoché scontata. L’unica alternativa plausibile, Reja, aveva come controindicazione un’età piuttosto avanzata. Tutto sommato, “Balla” offriva superiori garanzie, non fosse altro che per i suoi proficui precedenti al timone del Genoa. Di sicuro, assicura esperienza, equilibrio, buonsenso, una certa praticità. Dovrebbe inoltre procedere ad un sollecito cambio di modulo se la difesa a quattro, la sua preferita, si rivelasse inadatta ai giocatori in rosa. E, in effetti, qualche titubanza in merito è legittima: c’è il pericolo che Izzo debba sacrificarsi e snaturarsi sulla fascia destra. Di sicuro non vedremo più l’attacco a tridente che peraltro lo stesso Juric aveva, almeno in parte, accantonato.

E’ probabilissimo che il Genoa ballardiniano inverta la tendenza, ma da qui ad aspettarsi orizzonti paradisiaci ce ne passa. L’organico resta debole, anche se quello della salvezza più sofferta di mister Davide non appare superiore. Il ravennate è tipo da miracoli, capace di esaltarsi nelle imprese più complicate, ma il Grifone attuale, quello immutabile sino al mercato di riparazione, non può garantire la salvezza. Primo obiettivo del tecnico sarà – da qui a fine dicembre – mantenere le distanze in classifica rispetto alla concorrenza ed evitare tassativamente che cresca il distacco dalla zona tranquilla. Poi toccherà al Joker far sì che Perinetti possa intervenire massicciamente sul fronte rinforzi. Servirebbero, per essere totalmente tranquilli, un difensore rapido, un centrale di centrocampo affidabile, uno o due esterni provvisti tecnicamente e una punta che divida con Lapadula l’onere di buttarla dentro. Inotre, sarebbe opportuno sfoltire l’attuale pletorico gruppo, straricco di elementi che non rispondono ai requisiti base. Quasi impossibile esaudire completamente certe richieste, ma fermarsi ad uno o due ritocchi potrebbe rivelarsi insufficiente.

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