Genoa, ennesima sconfitta e la classifica ora fa paura

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E’arrivata la quinta sconfitta (terza casalinga) in sette partite e, dopo i risultati domenicali, la classifica piange ulteriormente per il Genoa di Juric, riconfermato da Preziosi alla guida tecnica della squadra. Solo il Benevento segue in una graduatoria che è diventata oltremodo precaria, al termine di novanta minuti in cui la formazione rossoblu ha palesato ancora una volta gli endemici difetti ( la difficoltà di segnare su tutto) venuti fin qui a galla. Il tecnico croato si è affidato per la terza partita consecutiva all’imberbe Pellegri al centro dell’attacco , salvo poi rilevarlo al termine di una prima frazione in cui il ragazzo ha dimostrato di essere ancora troppo acerbo per portarsi sulle spalle il peso di un attacco troppo leggero, con gli esterni Ricci e Palladino incapaci di supportarlo nel modo migliore. E così come nel precedente match casalingo contro il Chievo, la prima frazione è scivolata via senza sussulti, con il solo Palacio a mostrare tra i ventidue in campo gli scampoli della sua classe intramontabile. Il Bologna è arrivato al riposo senza soffrire contro un undici incapace di proporre quelle accelerazioni che avrebbero potuto mettere in difficoltà il team di Donadoni, apparso fragile nelle poche volte in cui la linea difensiva felsinea veniva attaccata, segnatamente nella zona presidiata da Helander.

Genoa-Bologna 0-1: l’analisi della ripresa

Nella ripresa l’ingresso di Galabinov al posto del giovane attaccante ha dato maggior peso alla linea avanzata ed a metà frazione il Grifone è stato anche sfortunato a non capitalizzare alcune buone opportunità presentatesi a Ricci, che ha sciupato una delle poche accelerazioni di Palladino , che poco dopo ha costretto Mirante alla miracolosa risposta sul tap-in ravvicinato, con l’estremo emiliano miracoloso poco dopo nello sventare in corner il sinistro di Veloso indirizzato all’incrocio dei pali.

Subito dopo, sulla verticalizzazione centrale, Palacio ha approfittato del velo di Destro, infilandosi centralmente nelle maglie della fragile difesa rossoblu, difendendo sapientemente la posizione acquisita ed infilando con un esterno destro da campione sul palo lungo della porta di Perin, uscito forse colpevolmente con una frazione di ritardo sul “puntero” argentino. L’ingresso in campo di Lazovic e Pandev ha aggiunto pericolosità all’asfittico attacco genoano e, pur con qualche brivido, specialmente sul palo scheggiato nel finale da Galabinov, l’undici di Donadoni ha condotto in porto una vittoria troppo larga per quanto hanno fatto vedere sul campo i giocatori ospiti. Il pari sarebbe stato sicuramente risultato più equo, così come sei giorni prima nella Milano nerazzurra , ma la reazione finale, ad onta di quanto detto da Juric negli spogliatoi che si è mostrato soddisfatto della prestazione e sicuro di una pronta ripresa, non può e non deve nascondere i difetti emersi nel corso della partita, pur riconoscendo che gli episodi ancora una volta sono stati sfavorevoli ad una squadra che ancora una volta ha mostrato i soliti problemi, con una difesa troppo statica e che si fa infilare troppo facilmente quando gli avversari puntano per vie centrali (vedi anche il gol subito dal Chievo) , un centrocampo in cui l’inserimento di Cofie ha dato comunque maggiore polpa ma che appare troppo lento e prevedibile, due esterni come Ricci e Palladino che hanno spesso latitato durante la partita ed un attacco che non ha la forza d’urto necessaria per scardinare le difese avversarie. Attendiamo con ansia il ritorno di Izzo, che scontata la squalifica sarà presente nella trasferta di Cagliari, subito dopo la sosta, così come quello di Lapadula , che aggiungerà esperienza e presenza in zona gol in un reparto avanzato che non può e non deve affidarsi ad un sedicenne: già dalla partita nell’isola, in cui il Genoa affronterà un avversario reduce da tre sconfitte consecutive, Perin e compagni sono chiamati a rimpolpare una classifica troppo brutta per essere vera, considerato che successivamente si dovranno affrontare avversari che si chiamano Milan in trasferta e Napoli al Ferraris.

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