La sudditanza psicologica del telecronista

C ‘era una volta Paolo Valenti, gran capo di “90° Minuto” quando la trasmissione televisiva dominava le domeniche calcistiche degli italiani, che il lunedì mattina,quando si collegava con tutte le Sedi RAI cher avevano partecipato alla trasmissione, era solito dire ….ieri qualcuno è stato morso dalla “bestia cattiva”
Era un modo semplice e molto amichevole per sottolineare come nel raccontare una partita qualche giornalista si fosse fatto trascinare da una specie di entusiasmo che gli aveva fatto usare termini elogiativi più del necessario….in favore della squadra più forte in campo

Anche oggi nelle molte cronache che si sentono non è difficile cogliere due generi di espressioni: una quando si parla della squadra titolata ed una,meno enfatica e a tratti quasi poco veritiera, per l avversaria meno importante dal pounto di vista della storia calcistica

Succede ,ve lo dice uno che ci è passato, inconsapevolmente quasi fosse una specie di rispetto dettato dall ‘importanza del blasone ed è invece una assoluta mancanza di rispetto, nel racconto televisivo o radiofonico, della verità….quella che accade sul campo di gioco

Fate mente locale….parlando delle squadre più importanti l’azione diventa “molto bella,condotta in velocità e con bravura” mentre la stessa giocata è semplicemente “in profondità” per la squadra senza titoli in bacheca.

Se una volta c era Valenti, e non solo lui, che si preoccupava di riprendere con sollecitudine ed insistenza chi raccontava i fatti con due pesi e due misure oggi,con la moltiplicazione, dei cronisti la sudditanza psicologica appare molto evidente in ogni incontro che vede affrontarsi una squadra “importante” ed una che non ha altrettanta storia

Certe volte capita di sentire il racconto di un fallo commesso da un calciatore della squadra importante ” il fallo c’è giusto il fichio dell arbitro “mentre la stessa azione  diventa ” fallo pericoloso che andrebbe punito  dall arbitro in maniera severa !!!”

Purtroppo “la bestia cattiva….” ,come Valenti chiamava la sudditanza psicologica, sta diventando sempre più di moda  a conferma che negli ultimi tempi la cronaca ha perso molto di quella che doveva essere la sua caratterisica principale  e cioè raccontare i fatti come avvengono senza interpretarli con riverenza  verso i potenti  che proprio non hanno bisogno di essere glorificati per sentuirsi martiri più di quanto non si sentano già !!!!

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