La migliore Sampdoria di Giampaolo trascinata da Torreira

L’analisi di Marco Ferrera su Sampdoria-Milan elogia i blucerchiati e il regista tutto fare Lucas Torreira.

La migliore partita della sua gestione. Così l’ha definita Giampaolo nel post partita nella “pancia” del Ferraris ed in effetti la Samp vista ieri all’ora di pranzo ha destato una grande impressione e convinto tutti, giocando da squadra ed ottenendo nel secondo tempo in termini di gol quanto aveva costruito nel corso di una prima frazione in cui Puggioni ha dovuto fare da spettatore non pagante.

Sampdoria solida e spietata

Solida nella coppia centrale Silvestre- Ferrari, con l’ex Crotone che ha esordito al posto di Regini ed ha disputato un match in crescendo, attenta ed invalicabile in Bereszynski che ha giocato da veterano, tecnica ed esperta in Strinic (finalmente la Samp ha trovato un esterno sinistro degno di tal nome…), combattiva nel solito Barreto, tornato agli antichi livelli di corsa e rendimento, tecnica e pratica in un Praet decisamente diverso da quello dello scorso anno ed in Ramirez che è calato alla distanza dopo un primo tempo sopra le righe, senza dimenticare la solita partita di grande sacrificio e sagacia tattica di Quagliarella e la forza fisica e la presenza costante di un Duvan Zapata che permette a Giampaolo diverse soluzioni tattiche rispetto alla scorsa stagione.

Torreira è il trascinatore della Sampdoria

Complimenti a tutti ma citazione di merito, l’ha fatto anche il mister nel dopo partita pungolato dai colleghi, per Torreira, il piccolo grande uomo, autore di una prestazione assolutamente sopra le righe, per presenza costante in tutte le fasi nevralgiche del gioco, uomo ovunque che accoppia grinta a qualità e che si propone come uno dei grandi protagonisti della stagione non solo blucerchiata , capace di organizzare la manovra offensiva e dopo un attimo a salvare una situazione intricata nella propria area: la standing ovation che gli ha concesso Giampaolo subito dopo il raddoppio di Alvarez la dice lunga sulla qualità e quantità assoluta della sua prestazione.

E’ vero , si dirà, il Milan stellare visto a Marassi è sembrato poca cosa, fragile nel terzetto centrale Zapata, che ha concesso un comodo assist al cugino Duvan per il gol del centravanti , Bonucci, nervoso oltre misura e solo parente del sontuoso difensore ammirato in maglia bianconera e Romagnoli , ancora fuori condizione dopo l’infortunio, appena sufficiente nella prova senza infamia e senza lode dei due esterni Abate e Rodriguez, troppo lento e macchinoso in Biglia e Kessie, sovrastati dai dirimpettai in blucerchiato, spento in Bonaventura e Suso e spuntato in Kalinic, però il merito è stato anche di una Samp che ha aggredito i rossoneri in ogni zona del campo, iniziando il pressing molto alto a cominciare da Quagliarella e Zapata.

Ed in una domenica in cui tutto è funzionato come un orologio svizzero è arrivata anche la ciliegina del raddoppio firmato da Alvarez, entrato da 28 secondi al posto di Praet e capace di capitalizzare la sponda di Zapata e la dormita della retroguardia rossonera, per il trionfo finale sotto la Sud .

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