Cessione Genoa: naufraga il progetto dell’azionariato popolare

L’idea di un azionariato popolare per la cessione del Genoa è in stand by, se non addirittura nel cassetto. Preziosi ha detto no.

Chi sognava un Genoa in stile Barcellona si dovrà svegliare rimettendo l’idea nel cassetto. La famiglia Camponovo, progettista di questa nuova ipotesi per il futuro rossoblù ha ricevuto il secco no di Enrico Preziosi che per cedere continuerà a guardare altrove.

Cessione Genoa: niente azionariato popolare

La notizia era uscita nei giorni scorsi e aveva quel tocco romantico che ogni tifoso ha nel proprio dna. Il progetto è pronto e strutturato e prevede la cessione del 60% delle quote del club ad una serie di imprenditori e professionisti facoltosi a cui si sarebbero dovuti affiancare almeno diecimila tifosi che avrebbero dovuto prevedere una quota di 50 euro mensili per accaparrarsi la loro parte di Genoa. Un’idea che secondo i promotori sarebbe fattibile e che lascerebbe a Preziosi il 40% delle quote. Il presidente potrebbe venderle in un secondo momento oppure tenersele strette e continuare ad essere un socio di grandissima importanza per le strategie future.

Lo stop è arrivato proprio dall’attuale proprietario che sembra aver detto “no” a questa nuova ipotesi. L’ennesima idea che tramonta nel giro di pochi giorni. E’successo con Cellino, uscito di scena dopo i primi incontri, mentre alcune voci dei giorni scorsi avevano accostato al Genoa un gruppo di facoltosi arabi che però Preziosi avrebbe voluto coinvolgere per la Giochi Preziosi. Nei mesi scorsi qualcuno aveva azzardato anche l’interessamento di un gruppo russo, mai manifestatosi realmente, con Ranieri in panchina. Trattativa reale c’era stata invece con Calabrò ma quel fronte non si riaprirà come già spiegato più volte da Preziosi. La cessione del Genoa al momento sembra quindi lontana e tra cinque giorni scade la deadline del presidente, se nulla si muoverà il nuovo Genoa sarà ancora costruito da Preziosi.

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