Lazio-Sampdoria 7-3: blucerchiati travolti all’Olimpico

La Lazio gioca a tennis con la Sampdoria e la travolge 7-3 all’Olimpico. Primo tempo disastroso degli uomini di Giampaolo.

Le motivazioni nel calcio fanno la differenza e così una Lazio in piena corsa europea travolge la Sampdoria ormai priva di obiettivi. Finisce 7-3, cinque reti laziali solo nel primo tempo dove viene espulsa Skriniar al 18’ con i padroni di casa già sull’1-0. Linetty prova a riportare in partita i suoi con il go del 2-1. Nella ripresa la doppietta di Quagliarella che non rende meno amaro il pomeriggio blucerchiato.

Lazio-Sampdoria 7-3: il racconto sul sito ufficiale della Samp

Niente da fare. Nemmeno nell’anno dei tabù sfatati la Sampdoria riesce a espugnare la Roma biancoceleste. Allo stadio “Olimpico” i blucerchiati pagano a caro prezzo una partenza soft e un’espulsione di Skriniar, spianando la strada alla goleada di una Lazio scatenata e già di per sé lanciatissima verso il quarto posto. 7-3: il maxischermo parla chiaro e mette a referto una delle peggiori sconfitta in termini numerici in oltre 70 anni di storia. Una sconfitta che fa indubbiamente male.

Rincorsa. Dodô sulla sinistra, Barreto e Linetty nelle vesti di mezzali, Djuricic alle spalle di Quagliarella e Schick. Giampaolo si presenta così e la Lazio lo punisce presto. Imbeccato da Milinkovic in profondità, Keita conferma lo splendido stato di forma, brucia Skriniar nello scatto e batte Puggioni incrociando sul secondo palo. Dopo un minuto e 58 secondi siamo già a rincorrere. La risposta blucerchiata si fa attendere una decina di minuti ed è tutta in un destro debole di capitan Quagliarella. Le occasioni migliori per pareggiare capitano al 17′, a strettissimo giro di posta: Schick nasconde la palla a Hoedt e serve Djuricic nel cuore dell’area, Strakosha è bravo a opporsi al destro a botta sicura del serbo e si ripete qualche istante più tardi su Linetty.

Beffa. Dal possibile 1-1 al 2-0 il passo è purtroppo brevissimo. Danno e beffa viaggiano di pari passo al 18′, quando Keita scappa in contropiede indisturbato e, al momento della conclusione, viene braccato alle spalle da Skriniar. Un intervento evitabilissimo dello slovacco per il quale rigore e rosso diventano – di contro – inevitabili. Dal dischetto Immobile spiazza inesorabilmente Puggioni e Giampaolo richiama Schick per inserire Regini nella casella difensiva rimasta scoperta. La Samp si dispone con il 4-4-1, con Djuricic e Linetty larghi in mediana, ma la contesa si fa in salita. Quagliarella prova a riaprirla al 22′ da posizione defilata: Strakosha fa ancora buona guardia.

Ingiusto. Passano dieci minuti e il match si riapre per davvero. Djuricic manda Bereszynski sul fondo, il polacco crossa rasoterra, Quagliarella fa velo e il connazionale Linetty non può sbagliare con il sinistro. 2-1 e primo centro in blucerchiato per il numero 16. Ci siamo ancora. Per poco però Al 35′ Hoedt gode di un rimpallo favorevole sugli sviluppi di un corner e batte Puggioni per la terza volta, spiazzato anche al 38′ dal nuovo tiro dagli undici metri assegnato da Mazzoleni per un presunto fallo di Regini ai danni di Lulic. Il 4-1 è un risultato ingiusto e severo, ma non è finita, perché allo scadere De Vrij prende parte alla festa biancoceleste con un piattone dal limite.

Brividi. Al rientro dagli spogliatoi c’è Pavlovic e non Dodô e la Lazio non pare sazia. Al 20′ il neoentrato Patric pesca Lulic che gira di testa e porta a sei le reti le reti capitoline. Sala per Bereszynski a metà della ripresa è un cambio valido solo per le statistiche. Che si fanno ancora più impietose al 25′, quando Immobile firma il 7-1 che sancisce un passivo da brividi. Quagliarella – lanciato da Regini – addolcisce minimamente la situazione al 27′ e su rigore allo scadere. Troppo poco per abbozzare soltanto un sorriso.

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