Gasp in trionfo, fallimento Preziosi: Genoa peggio di così non si può

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Marco Ferrera analizza la figuraccia del Genoa contro l’Atalanta. Preziosi ha fallito, il Genoa è in una crisi profondissima.

Il trionfo di Gasperini, il fallimento di Preziosi: così possiamo riassumere i novanta minuti di ieri al “Ferraris”, con i cinque gol rifilati dall’oliato meccanismo plasmato dall’ex tecnico rossoblu opposto ad una formazione ormai allo sbando, con un tecnico in confusione e giocatori assolutamente incapaci di contrastare l’avversario.

Il Genoa è le peggiore squadra delle serie A

La contestazione al presidente del Genoa Preziosi
La contestazione al presidente del Genoa Preziosi

E’ il punto più basso di una stagione che , a partire dalla clamorosa sconfitta interna contro il Palermo di metà dicembre, ha regalato solo delusioni alla piazza rossoblu e per fortuna la squadra di Juric aveva messo parecchio fieno in cascina nella prima parte della stagione e sono arrivati i quattro punti firmati da Ntcham nei finali delle partite contro Bologna ed Empoli ; attualmente il Genoa è la peggiore formazione della massima serie, assolutamente abulica , fragile psicologicamente ed incapace di mettere in difficoltà qualsiasi avversario.

Preziosi è tornato allo stadio dopo oltre due mesi, subendo , da solo, ogni tipo di insulto nel corso dei novanta minuti, immobile nella solita poltroncina in tribuna d’onore, sbottando ai microfoni a fine partita contro la frangia piu’ calda della tifoseria , certificando una frattura che appare ormai insanabile. Nello specifico la salvezza in questa stagione non appare in dubbio, considerato il margine di dodici punti sul Crotone a otto giornate dalla fine, ma i tifosi si chiedono quale sarà il futuro di una società e di una squadra apparsa allo sbando in tutte le sue componenti.

Quante colpe Mandorlini!

Il Genoa di Mandorlini è salvo ma...
Il Genoa di Mandorlini è salvo ma…

L’undici di Gasperini ha messo a nudo tutti i problemi ed i limiti di una formazione che rischia di trasformare queste ultime otto partite in un’autentica “via crucis”, anche alcune scelte di Mandorlini sono apparse quantomeno bizzarre. E’stato rispolverato tra i pali Rubinho al posto di Lamanna, chiaramente accantonato dal tecnico dopo le ultime prestazioni ma ha lasciato sconcertati l’impiego di Izzo come play di centrocampo, togliendolo dal terzetto di difesa, salvo poi ripensarci a fine tempo, con l’ingresso di Hiljemark al posto del confuso Gentiletti ed Izzo riportato nel suo ruolo naturale, in un reparto difensivo dove Burdisso e Munoz hanno mostrato scarsa condizione atletica ed il peso degli anni. Il centrocampo è sempre stato in balia degli avversari , Ntcham è chiaramente impresentabile a certi livelli ed il solo Rigoni, nella prima fase, ha quantomeno mostrato quella grinta assente in tutti i suoi compagni, a cominciare dall’etereo Lazovic per proseguire con Laxalt, che da tempo ha esaurito la benzina.

E davanti Simeone ha smarrito da tempo la via del gol anche perché è assolutamente insensata e non complementare la scelta di affiancargli un Pinilla fuori condizione e nervosissimo, tanto da farsi cacciare dopo un’ora di gioco, lasciando i compagni già sotto di due gol ed in chiara difficoltà in dieci uomini, consegnandosi definitivamente alla famelica squadra dell’insaziabile tecnico di Grugliasco , che sul 5-0 a bordo campo continuava ad ordinare il pressing ai suoi esterni, quasi a voler dimostrare al suo ex presidente, che lo guardava dalla tribuna, quanto sia stata scellerata la scelta di privarsi del suo apporto, dandogli anche una buonuscita per togliere il disturbo…

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