Torna lo spettacolo del Giro delle Fiandre

Il giro delle fiandre
Il giro delle fiandre

La prima domenica d’aprile va in scena la corsa più amata dai fiamminghi: è il giorno del Giro delle Fiandre , la Ronde, una gara che si disputa ininterrottamente dal 1919, che unisce in una festa popolare due popoli e due lingue diverse, quella vallone e quella fiamminga.

E la seconda delle “classiche monumento” del Nord, dopo la Gand-Wevelgem vinta la scorsa settimana da Greg Van Avermaet, uno dei favoriti di domenica al pari dello slovacco Peter Sagan, secondo a Sanremo e terzo nella recente Wevelgem: aprile è il mese di questi grandi appuntamenti ciclistici (domenica 9 si correrà la Parigi-Roubaix) , il Fiandre si snoderà per 259 chilometri, con diciotto muri da affrontare, di cui undici in pavè. Nomi mitici per gli appassionati, tornerà il muro di Grammont, venti per cento di pendenza massima posto a 105 km. dall’arrivo e poi tra gli altri il Koppenberg (22 %), il Molenberg ed il Patterberg, a soli dodici chilometri dal traguardo finale.

Abbiamo detto dei due favoriti, i possibili outsiders sono il belga Philippe Gilbert, il tedesco Degenkolb, il norvegese Kristoff, che si impose nel 2015 mentre nella scorsa edizione trionfò Sagan davanti a Cancellara, a braccia  alzate tre volte tra il 2010 ed il 2014. Al passo d’addio sarà Tom Boonen, vincitore nel 2005 , 2006 e 2012, quando nello stesso anno vinse le tre classiche del pavè nella stessa stagione, eguagliando l’impresa di Rik Van Looy.

A proposito di plurivincitori rimane inattaccabile l’impresa di Fiorenzo Magni , “Il leone delle Fiandre”, che tra il 1949 ed il 1951 vinse in tre circostanze consecutive: sono dieci le vittorie azzurre in cento edizioni, dopo il triplice successo di Magni si dovette attendere il 1967 per rivedere un italiano sul podio più alto, il veneto Dino Zandegù riuscì a trionfare grazie al grande lavoro di squadra del compagno della Salvarani, Felice Gimondi, una tattica che mise fuori gioco il favoritissimo Eddy Merckx, che aveva vinto a Sanremo ed alla Gand-Wevelgem ed era il grande favorito della vigilia. Un trionfo che venne condiviso con i tanti minatori connazionali che si trovavano in Belgio per lavoro e che tramutarono la premiazione finale in un’autentica festa tricolore.

Gli anni novanta si aprirono con il successo di Argentin nel 1990, seguito dalle vittorie di Bugno (1994) e  Michele Bartoli (1996) e nel 2001 s’impose Gianluca Bortolami seguito l’anno successivo dal trionfo del toscano Andrea Tafi, unico italiano ad avere vinto sia il Fiandre che la Roubaix. Ultima vittoria quella del 2007, con Alessandro Ballan.

Marco Ferrera

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