Un mese di Mandorlini: i più e i meno del suo Genoa

Il primo mese di gestione Mandorlini al Genoa è trascorso. Ecco dove il tecnico ha fatto bene e dove invece la situazione deve migliorare.

Il Genoa è salvo, e questo è la cosa più importante. Impossibile che Palermo, Crotone e Pescara aggancino il Grifone visto che nelle ultime quattro giornate non hanno rosicchiato praticamente nulla. Mandorlini quindi può lavorare serenamente e dare seguito alla sua gestione arrivata al mese di vita.

Genoa: con Mandorlini difesa blindata

Mandorlini, allenatore del Genoa
Mandorlini, allenatore del Genoa

Due sconfitte, un pareggio e una vittoria. Il bilancio dell’allenatore ex Verona è questo con i punti conquistati con Bologna ed Empoli che hanno rialzato il Genoa dopo le tre sconfitte di fila che erano costate il posto a Juric. Un punto a partita, che basta e avanza per la salvezza, con una macchia difficile da lavare via: la sconfitta nel derby. Questo è sicuramente un peccato importante per Mandorlini che però ha avuto un grande merito in queste prime settimane: sistemare la difesa. La squadra che a Pescara aveva subito 5 reti, nel nuovo corso è a quota 3 in quattro gare. Burdisso e compagni proteggono di più Lamanna ed è sicuramente una buona base da cui ripartire.

L’attacco però non esiste

Il problema più importante da risolvere per Mandorlini è l’attacco. Non si segna, e soprattutto non segnano gli attaccanti tutti a quota zero. Con il nuovo mister hanno fatto gol solo Ntcham e Hjliemark, due centrocampisti. In totale tre reti in quattro gare con le ultime due a secco. E’qui che bisogna intervenire, e subito con una squadra più combattiva dalla metà campo in su e non improntata sempre a “non prenderle” anche perché non ci sono più obblighi di classifica. L’altro aspetto su cui lavorare è il gruppo. Il Genoa non sa più combattere, aspetta l’avversario senza morderlo, un atteggiamento che non può essere nel Dna rossoblù.

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