Derby Story: gli anni delle vendette e dei fuoriclasse

La derby story di Marco Ferrera continua con le curiosità sulle sfide degli anni ’70 e quelle degli anni ’90, le più ricche di campioni.

Prosegue la nostra storia dei derbies della Lanterna e prendiamo in esame le sfide che vanno dai primi anni settanta a metà degli anni novanta, quando il Genoa retrocesse in serie B dopo lo spareggio di Firenze contro il Padova.

Il derby…. otto anni dopo

Si dovettero aspettare oltre otto anni per giocare di nuovo a livello di massima serie: il 25 Novembre 1973 la Samp si impose in casa del Grifone con un secco 2-0 maturato nella prima frazione: da azione di calcio d’angolo sotto la gradinata Nord, Marco “Russa” Rossinelli, arrembante terzino blucerchiato, con un colpo di tacco prolungò la traiettoria della sfera che terminò sul destro di Giancarlo Salvi, che con un destro al volo non diede scampo a “Bibi” Spalazzi, portiere genoano. Prima della chiusura dei primi 45’ Claudio Maselli, nel tentativo di anticipare Maraschi lanciato verso la porta genoana, provocò l’autorete che fissò il risultato.

Nel match di ritorno finì 1-1 un derby che pareva valere poco per l’anemica classifica delle genovesi, con la Samp ultima ed il Genoa penultimo . Quell’anno i blucerchiati partirono con la penalizzazione di tre punti e quel piovoso pomeriggio segnò l’esordio nella massima serie di Enrico Nicolini, il “Netzer di Quezzi”, prodotto del vivaio locale e fino alla settimana precedente in gradinata Sud ad incitare i suoi compagni dagli spalti. Pur in dieci uomini per l’espulsione di Sidio Corradi, i rossoblu a dieci dalla fine passarono in vantaggio con Derlin ma non fecero i conti con il fiuto del gol di un vecchio bucaniere delle aree di rigore come Mario Maraschi, bomber di razza quasi a fine carriera, che al novantesimo sfruttò un cross dalla destra di Prini per esibirsi in una rovesciata vincente che entrerà nella storia dei derbies, infilandosi nell’angolo basso alla sinistra di Spalazzi, nel tripudio di una Sud incredula.

Quel pari a fine stagione si rivelò decisivo perché permise alla Samp di arrivare penultima a scapito dei cugini, ultimi, e di salvarsi a tavolino per gli illeciti commessi da Foggia e Verona arrivati davanti in classifica.

Ma la vendetta genoana arrivò il 13/3/1977 quando la vittoria per 2-1 diede una robusta spallata alla Samp verso la retrocessione: un derby iniziato bene per i doriani, con il gran gol dopo 3’ di Zecchini, lui sinistro naturale, con un gran destro all’incrocio da trenta metri. Prima del riposo pari sottomisura di Oscar “Flipper” Damiani , che approfitta di un’ indecisione di Di Vincenzo, in campo al posto dell’infortunato titolare Massimo Cacciatori. Nella ripresa, dopo aver fallito un rigore, a 13’ dalla fine Roberto Pruzzo prende l’ascensore su un cross di Castronaro dalla fascia sotto i distinti ed infila l’attonito Di Vincenzo anticipando Zecchini: è la fine per la Samp, retrocessa a fine stagione con 24 punti e Genoa che si salvò a quota 27, perdendo dopo quel derby le partite casalinghe contro Foggia e Bologna, rimasto in A proprio a spese di Arnuzzo e compagni…

La stracittadina tornò dopo oltre cinque anni, e finì 1-1 nella giornata in cui si registrò il record di spettatori paganti, ben 57.815. Roberto Mancini festeggiò i diciotto anni compiuti il giorno prima ed il povero Giuliano Fiorini pareggiò i conti a dieci minuti dal termine: era il 28 Novembre 1982.

Dopo quattro pareggi consecutivi il 6/11/1983 la Samp guidata da Renzo Ulivieri s’impose con un classico 2-0 , con autogol di Faccenda e sigillo finale ancora di Mancini, autore di una grande giocata ai danni di Onofri, con rasoiata nell’angolo basso di un impotente Martina sotto la Nord .

Gli anni 90 e i derby dei campioni

Si dovette attendere il 1989 per ritrovare il Grifone in serie A e il primo giorno di ottobre di quell’anno la formazione allenata da Franco Scoglio si portò in vantaggio dopo una ventina di minuti grazie a Fontolan, che sottomisura infilò Pagliuca ; la rimonta blucerchiata arrivò grazie ai gemelli del gol, con Vialli che in chiusura di tempo pareggiò i conti e Mancini che allo scoccare dell’ora di gioco infilò un incerto Gregori.

Il 25/11/1990 viene ricordato dai genoani come il derby della cartolina, quella sassata di Claudio Branco su punizione che trafisse Pagliuca rimane uno dei momenti più belli nei derbies di marca rossoblu nella stagione più scintillante del calcio genovese moderno, con la Samp scudettata a fine anno e Genoa quarto ai danni della Juventus: Eranio e Vialli realizzarono gli altri gol.

Il giorno dei Santi del 1992 il presidente Spinelli ebbe il suo daffare per arginare la contestazione della Gradinata Nord , che cominciò a lanciare carta igienica impedendo l’avvio della ripresa, con la Samp avanti di due reti, grazie ad un’ autorete di Fortunato ed all’incornata del genovese Marco Lanna. Nella ripresa il gol di Padovano illuse i rossoblu ma nel finale prima Jugovic e quindi Bertarelli fissarono un 4-1 finale che certificò la superiorità di quel pomeriggio per l’undici di Sven Goran Eriksson.

Il gol di Gennarino Ruotolo il 5/12/1993 dopo sessanta secondi poi pareggiato da David Platt al 43’ rimane il più veloce nella storia del derby mentre il 30/4/1995 un Genoa bisognoso di punti vinse in rimonta, dopo il gol ancora di Platt, grazie a Van’t Schip ed al rigore di Skuhravy ma a fine stagione fu retrocessione a Firenze, nello spareggio contro il Padova.

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