Derby story: dalla prima stracittadina alla sospensione per nebbia

Sabato sera alle 20.45 si giocherà il derby numero 114 della storia, le partite ufficiali sono 95, con 36 gare vinte dalla Samp, 24 dal Genoa e 35 pareggi.

Ripercorriamo in tre puntate la storia della stracittadina, dividendola in tre fasi e ricordando i derbies che sono entrati maggiormente nella storia a livello di massima serie: quelli che vanno dal 1946 ed abbracciano gli anni cinquanta e sessanta, le stracittadine dagli anni settanta alle grandi imprese del novanta e le partite del nuovo millennio fino a quella dello scorso ottobre.

Il 3 Novembre 1946 il primo Samp-Genoa si giocò alla presenza del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola e la neonata formazione si impose con un rotondo 3-0, grazie alla grande conclusione da trenta metri di Baldini, al quale il genoano Verdeal strinse la mano per congratularsi della prodezza ed alle reti di Frugali e Fiorini.

Il primo successo rossoblu arrivò nel campionato successivo, il 16/11/1947 la rete ancora di Baldini illuse i tifosi blucerchiati in avvio ma nella ripresa Verdeal ed a 5’ dal termine Trevisani regalarono il successo al Grifone.

Il derby di Sabatella

Il confronto del 22/4/1951 è passato agli archivi come il “derby di Sabbatella”, ala sinistra argentina di poca corsa ma raffinata tecnica che a tre minuti dalla fine di quella partita , con una rasoiata mancina dal limite, superò l’estremo avversario Bonetti e  fissò il punteggio di quella partita sul 3-2, condannando di fatto il Genoa alla retrocessione. Dopo le reti di Bergamo e Bassetto sembrava tutto facile per la Samp che dovette subire la rimonta ad opera di De Prati e Mellberg ma Sabbatella diventò il protagonista di quella giornata, lui che a fine carriera si stabilì nella nostra città, precisamente a Pegli,  fino alla morte, avvenuta nel 2012.

Quello del 1/11/1957 divenne invece il “derby di Abbadie”: Julio Abbadie, uruguaiano classe 1930, scomparso a Montevideo nel 2014, fu uno dei più grandi della storia del Genoa, dove militò dal 1956 al 1960, per poi tornare al Penarol dove nel 1966 vinse prima la Libertadores e successivamente l’Intercontinentale superando in finale il Real Madrid. Fu acquistato per 36 milioni ed ingaggiato con un contratto di 10 milioni, decisamente importante per l’epoca.

Derby story: la stracittadina nel giorno dei Santi

Si giocò il giorno dei Santi recuperando l’incontro che si sarebbe dovuto disputare il 20 Ottobre e non giocato per impraticabilità del “Ferraris”: quel pomeriggio “ El Pardo” (così chiamato per la capigliatura bruna) diede spettacolo, regalando i tre assist decisivi per le reti di Firotto, Corso e Leoni che resero inutile il vantaggio doriano, firmato da “Tacchino freddo”, al secolo Eddie Firmani, un sudafricano che l’allora presidente della Samp Ravano acquistò dal Chartlon, team inglese, per ben 35000 sterline , capace di segnare ben 52 reti in 63 partite negli anni in blucerchiato e che ritroveremo protagonista ed in rete in un altro derby ma con la maglia rossoblu. Il nomignolo gli venne affibbiato a causa del suo aspetto fisico e di un carattere molto freddo e poco incline all’entusiasmo…

La stagione 1959-1960 è l’ultima in cui i blucerchiati riuscirono ad imporsi a livello di massima serie in entrambe le stracittadine, cosa riuscita viceversa al Genoa successivamente: il 15/11/1959 segnarono Bruno Mora, pareggiò Abbadie e la stoccata al 72’ dell’austriaco Ocwirk che infilò Buffon fissò il 2-1 finale mentre il 3/4/1960 un Genoa praticamente già condannato subì un pesante 3-0 ad opera ancora di Mora e di una doppietta di un altro grande ed incostante talento, lo svedese Nacka Skoglund.

Al ritorno in serie A il Genoa si prese subito la rivincita, superando i cugini per 2-1 grazie ai gol di Bean e proprio di Firmani (Brighenti segnò per la Samp) e la quarta sconfitta in sei partite fu fatale all’allenatore Lerici, sostituito da Ocwirk.

L’incontro del 19/1/1964 è passato agli annali, oltre che per il successo di misura rossoblu firmato con un tocco di spalla da Piaceri, dal fatto che a 20’ dalla fine il direttore di gara Campanati sospese momentaneamente il match per nebbia.

Le due vittorie nella stessa stagione (campionato 1964-1965) non evitarono ai rossoblu la retrocessione a fine anno: a guidare in panchina il Grifone sedeva Roberto Lerici, il primo nella storia ad aver guidato entrambe le formazioni in una stracittadina. Gianfranco Zigoni, attaccante genoano, fu il protagonista sia all’andata con una rete ( di Gilardoni e del doriano Da Silva i gol che fissarono il 2-1 finale) , che al ritorno, quando la sua punizione superò il portiere doriano Sattolo.

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