Genoa: ora l’imperativo è vincere il derby

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Il gol di Ntcham ha fermato l’emorragia in casa Genoa. I rossoblù però devono vincere il derby per rialzare la testa, il commento di Pierluigi Gambino.

Un punto è meglio di nulla e quando il digiuno si prolunga da tempo immemore, anche una cucchiaiata di cibo può equivalere ad una mangiatona. Parafrasando Eduardo, si può scrivere a caratteri cubitali che è passata un’altra nuttata senza che quelle tre là in fondo abbiano guadagnato terreno. Anzi, due di loro ne hanno perso altro.

A denti stretti i genoani dovranno ammettere che il gol più gradito della domenica è stato realizzato da un… sampdoriano: sì, Quagliarella ha regalato in extremis due razioni massicce di tranquillanti, impedendo che i rosanero – gli unici inseguitori in grado, almeno sulla carta, di tentare una rimonta – si avvicinassero.

Genoa: ora l’obiettivo è il derby

derby Genoa vs Sampdoria
derby Genoa vs Sampdoria

Il dio del calcio ha poi porto una mano generosa al Grifo. Guardando strettamente la classifica, altro che punire Pandev per una strameritata, doverosa multa, dovuta al suo atto di insubordinazione: bisognerebbe premiarlo. Quanto a Ntcham, autore di un siluro che sarà ricordato a lungo dai depressi tifosi rossoblù, insieme al gesto tecnico compiuto, occorre elogiare il suo coraggio. Chi altro, dopo aver spedito un giro di lancetta prima il pallone… in piazza Carloforte, avrebbe ritentato la carta del tiro, ben sapendo che sarebbe stata l’ultimissima occasione del match?

Date le premesse, va benissimo così, e pazienza se il dato dei successi stagionali non è stato aggiornato. D’ora in poi basterà qualche altro passettino singolo per approdare all’agognato porto della salvezza. Ovvio, la speranza di imporsi nel derby – gara atipica, spesso favorevole ai più deboli – esiste, al pari di un auspicio felice legato ai match con Chievo e Toro, ma saremmo gli ultimi a sorprenderci se questo Genoa arrivasse a maggio senza un altro colpo da tre punti. La prodezza di Ntcham ha nascosto sotto il tappeto una polvere alta mezzo metro, che mister Mandorlini difficilmente riuscirà a far sparire totalmente. Certo, dopo aver interrotto la lunga serie di sconfitte, ci si attende un progresso di carattere psicologico, a vantaggio soprattutto dei calciatori più emotivi e deboli caratterialmente.

Genoa: i singoli devono dare di più

Lamanna bucato in Cagliari-Genoa
Lamanna bucato in Cagliari-Genoa

Ci aspettiamo che Lamanna torni ad essere un portiere affidabile – come aveva dimostrato di essere nei primi due periodi di… attività dovuti agli infortuni di Perin – anche se discordiamo dal giudizio dei più in merito al gol da lui subito: marchiano il suo errore di spostarsi improvvisamente verso il centro, ma anche coi movimenti giusti quel pallone indirizzato all’incrocio e sparato da sedici metri non sarebbe stato intercettabile.

Ci dobbiamo attendere, nel prossimo futuro, uno scossone positivo dai due attaccanti, che domenica scorsa hanno compiuto – più Simeone di Pinilla, ad essere onesti – cose decenti lontano dall’area, ma senza sfruttare gli innumerevoli palloni piovuti nei paraggi del portiere bolognese. Non esiste controprova ma ci sbilanciamo asserendo che anche un Pavoletti a mezzo servizio come quello attuale, potendo sfruttare tutti quei cross, avrebbe fatto festa. Non è lì, comunque, il problema più grave: i bomber, prima o poi, si sbloccheranno. E pure la retroguardia è parsa in un pur lieve progresso, pur facendo la tara sulla reale pericolosità degli avanti felsinei. Qui Mandorlini è intervento con efficacia e tempestività, comprendendo – dopo l’imbarcata di Pescara – che urgeva introdurre un assetto tattico più prudente ed equilibrato. D’altronde, col Bologna era importante vincere ma fondamentale non perdere.

Il centrocampo è il punto debole

Rigoni esulta dopo un gol nel Genoa
Rigoni esulta dopo un gol nel Genoa

Il vero punto debole è in mezzo. Non è irriguardoso sostenere che il centrocampo attuale – privo di Rincon e Veloso – sia il più debole della categoria, forse al pari di quello del Crotone. Bene ha fatto il tecnico ravennate a mutare l’assetto per meglio sfruttare le caratteristiche dei suoi uomini, ma quando mancano contemporaneamente un efficace rubapalloni ed un regista illuminato gli orizzonti si restringono inevitabilmente. Nel ruolo di costruttore si è cimentato Cataldi, un pesce fuor d’acqua, che ha pagato probabilmente la giovane età e le responsabilità gravosissime piombategli improvvisamente addosso. Ventura lo avrà pure chiamato ad uno stage della Nazionale, ma il ragazzo accusa una chiara involuzione e forse sconta un carattere non a prova di bomba. Probabile pure che non abbia digerito il trasferimento nella “provincia” calcistica e questo suo stato di precarietà. Purtroppo, Mandorlini non ha alcuna alternativa plausibile e può solo augurarsi che diminuiscano miracolosamente i tempi di recupero per Veloso, ora come ora rimpianto forse più di Rincon.
Ed ora, Empoli. I toscani sono organizzati, esprimono un gioco armonico, ma faticano enormemente a produrre palle gol. Il trainer rossoblù però è troppo navigato per cadere nel tranello: imposterà un Genoa acquattato in retrovia e proteso quasi esclusivamente ad uno zero a zero che guarirebbe parecchie delle piaghe rimaste ancora aperte.

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