Sampdoria: dopo il derby la svolta e il futuro non fa più paura

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Benedetto quel derby vinto con pieno merito: una serata di gloria che ha costituito il discrimine tra una Sampdoria pericolante, fragile, incompiuta e la Sampdoria attuale che, pur perfettibile, ha risalito in un amen la china della classifica e sta programmando altre scalate. Ci voleva, forse, uno sblocco psicologico, ma anche le ultime scelte di Giampaolo hanno contribuito alla svolta.

A Firenze è maturata la riprova di un’accresciuta competitivà, che non si può attribuire sic et simpliciter alla promozione in pianta stabile di Fernandes tra i titolari: mossa che, peraltro, ha moltiplicato la resa offensiva della squadra. La sensazione è che, finalmente, i blucerchiati siano consapevoli delle loro potenzialità, che non saranno forse da piazzamento europeo ma da colonna a sinistra della graduatoria sì, eccome. Gradatamente gli antichi punti deboli stanno sparendo o, se non altro, sono stati adeguatamente mascherati.

Sampdoria: la rivincita della difesa

Il difensore della Sampdoria Skriniar
Il difensore della Sampdoria Skriniar

Per mesi si è criticata aspramente – e non a torto – una fase difensiva ricca di lacune ed ora si plaude a progressi rimarchevoli. Skriniar s’è beccato aggettivi umilianti per settimane intere, ma – complice la fiducia di cui il tecnico l’ha gratificato anche per mancanza di alternative “potabili” – ha fatto registrare un passo avanti ad ogni nuova partita. Affrancatosi dagli errori da matita rossa, ecco che il ragazzino è maturato e si è erto a baluardo quasi insormontabile, aiutato in ciò da un veterano come Silvestre, che inanella una prova mostruosa dopo l’altra. Senza far furore, anche i laterali Regini e Sala stanno lievitando, garantendo un buonissimo apporto nelle due fasi: da qui i due golletti incassati tra Genoa, Inter e Fiorentina, affrontati con la formazione migliore, ben lontana da quella che si è fatta sgretolare da Madama.

A centrocampo Giampaolo naviga nella beata abbondanza. Quante squadra possono vantare un Torreira in regìa, un Barreto in mediana e, a completare il reparto, uno a scelta tra due giovani talenti come Praet (non ancora del tutto consacrato, ma potenziale “crack”) e Linetty (sottotono in Toscana ma gigantesco con l’Inter)?

Alla ricerca del gol

Semmai è nella concretizzazione che ci si deve attendere un salto di qualità. La Samp deve scrollarsi di dosso l’eccessiva dipendenza dagli umori balzani del suo fuoriclasse Muriel. Quando il colombiano è in luna favorevole, nessun traguardo diventa proibito, ma se la sua contingente ispirazione non è al “top”, l’incisività blucerchiata cala a livelli preoccupanti. Provvidenziali saranno ancora le bordate di Fernandes e i tocchi vincenti di Quagliarella, ma sono gli altri centravanti in organico a dover garantire un certo contributo nel bottino collettivo. Schick si era sbloccato a Torino, ma da quell’infausta serata il trainer lo ha spinto nuovamente in panca senza più richiamarlo, a pro di Budimir, che si è divorato il 2-0 contro la Beneamata e domenica si è mangiucchiato un’altra opportunità abbastanza ghiotta.

Sampdoria: ora il futuro non fa più paura

Daniele Pradè, nuovo dirigente della Sampdoria
Daniele Pradè, nuovo dirigente della Sampdoria

I conti complessivi, comunque, iniziano a tornare, e il futuro non spaventa più. L’ingaggio di un dirigente smagato come Pradé potrà essere utilissimo se lo si accompagnerà con la necessaria chiarezza riguardo a compiti e gerarchie. Il nuovo direttore generale è un esperto di mercato: da qui l’ovvio auspicio che con la sua presenza la società, senza abbandonare la strategia di apertura ai giovani (rafforzata dalle recenti novità sul fronte impiantistico), si emendi nella prossima “finestra” da sbagli madornali come quelli commessi la scorsa estate: il riscatto di Dodò per la cifra monstre di cinque milioni, l’ingaggio di ben quattro trequartisti e il clamoroso impoverimento – numerico e qualitativo – della terza linea.

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