Un derby con un buon calcio e pochi calci

Un derby vibrante, giocato , con un buon calcio e pochi calci. Alla fine i tre punti vanno all’undici di Giampaolo, che salva la panchina e vince una partita fondamentale per la stagione di una Samp che negli ultimi tempi si era incartata in una crisi di risultati davvero preoccupante. Per il Genoa una battuta d’arresto arrivata dopo una lunga striscia positiva ma la possibilità di un  recupero immediato di autostima, nei novanta minuti che attendono Burdisso e compagni domani sera al “Ferraris” nell’anticipo contro il Milan.

Una bella partita, con tante emozioni, racchiuse soprattutto in una prima frazione dove si è giocato a darle e prenderle, con una prima fase favorevole alla Samp, capace di colpire sull’asse Fernandes – Quagliarella – Muriel, con il colombiano bravo a capitalizzare l’azione alla mano blucerchiata, in una  fase in cui il Doria non ha saputo sfruttare la scoppola presa dal Genoa,  che ha lasciato un paio di contropiede in cui Muriel non ha avuto la giusta collaborazione da Quagliarella.
Arrivato il pari di Rigoni scattato a bruciare la statica retroguardia blucerchiata su assist dello straripante Edenilson , con una difesa piazzata come su una stecca del calciobalilla, è iniziata un’altra partita, in cui il Grifone per una ventina di minuti ha disposto di una Samp che pareva sul punto di crollare da un momento all’altro. Sulle fasce Laxalt  e soprattutto Edenilson creavano continuamente la superiorità numerica, con Sala e soprattutto Regini in costante difficoltà, perché poco aiutati , soprattutto Regini, dagli interni di centrocampo (ed infatti Giampaolo nella ripresa ha corretto al meglio l’assetto tattico). E’ in questa fase del match che è nata l’azione da corner che ha portato all’incornata di Burdisso sulla traversa, poi ribadita da Pandev di testa in gol, in una dubbia posizione di fuorigioco, con annullamento di Tagliavento. Due episodi , quello della rete di Rigoni e del mancato gol del macedone obiettivamente entrambi molto difficili da valutare, perché nella tonnara dell’area di rigore super affollata si è trattato di centimetri in un caso e nell’altro…
Finale di tempo ancora appannaggio della Samp, che tira fuori la testa dopo venti minuti di apnea e prima con la traversa clamorosa di Silvestre e successivamente a fine tempo con il rigore astutamente conquistato e poi fallito da Quagliarella ( ma splendidamente sventato da Perin), recrimina quando le squadre tornano negli spogliatoi.
Dai quali ci si attende possa rientrare una Samp maggiormente demoralizzata dagli episodi negativi di fine tempo ed invece nei primi 120 secondi della seconda frazione la partita di fatto si decide, con Perin ancora bravissimo su Quagliarella che questa volta fa una giocata da punta vera e subito dopo sfortunato ed impotente sulla carambola che nasce dopo il tiro cross di Muriel , con sfera che sbatte su Izzo e si infila beffardamente nell’angolino alla sua sinistra.
E da quel momento il Genoa, pur con tanto tempo ancora a disposizione per la rimonta, perde la brillantezza messa in mostra nel primo tempo, Edenilson e Laxalt trovano meno campo davanti a loro, Veloso non verticalizza mai, Simeone non riesce ad incidere mentre dall’altra parte Muriel tiene in costante apprensione una retroguardia per la prima volta in difficoltà in questa stagione, con Orban graziato dal secondo giallo e prontamente sostituito dalla coppia Corradi-Juric, che soffre come un pazzo nella cabina televisiva bruciando una sigaretta dietro l’altra.
L’ingresso di Pavoletti nel finale permette al Grifone di disporsi meglio sul fronte offensivo e creare pericoli dalle parti di Puggioni, la Samp non riparte più, anche perché l’ingresso di un abulico Alvarez per uno stremato Fernandes non porta alla squadra di Giampaolo i benefici sperati. E dopo una serie di assalti e mischie , con Puggioni bravo a disimpegnarsi su tracciante di Ninkovic e poi fortunato sulla successiva battuta, con Burdisso (!!) a liberare l’area piccola, arriva la fine, con il trionfo dei ragazzi in blucerchiato, che fanno mucchio attorno a Giampaolo e festeggiano tre punti da troppo tempo attesi ed un Genoa che lascia il terreno di gioco sconfitto e consapevole di poter fare meglio, con la certezza che il rientro di Pavoletti a tempo pieno possa essere la pedina mancante nello scacchiere dell’undici di Juric.
E per finire , oltre al solito plauso ad un pubblico da dieci e lode, in tutti i settori del campo, la citazione per coloro che a mio avviso sono stati i migliori della contesa.
Silvestre, Barreto e Muriel, uno per reparto, i veri protagonisti della vittoria doriana, con il difensore , fermo tutta la settimana per problemi fisici, leader di una retroguardia ancora troppo fragile, Barreto uomo ovunque, fantastico anche al novantesimo ed oltre nello strappare palloni pesantissimi nella zona nevralgica del campo ed il colombiano da applausi in alcune accelerazioni e giocate che ne certificano la grande qualità tecnica, purtroppo mai abbinata ad una giusta continuità di prestazioni, guarda caso tre protagonisti che con Montella avevano profondamente deluso e su cui Giampaolo, viceversa, ha puntato molto, venendo ripagato alla grande, proprio nella partita che poteva costargli la panchina.
In casa rossoblu vorrei citare il solito immenso Mattia Perin, autore di un paio di grandissimi interventi e capace di neutralizzare alla grande con un balzo felino il rigore di Quagliarella, un portiere ritrovato alla grande dopo lo stop per l’infortunio, un numero uno a mio avviso ingiustamente scavalcato a livello mediatico nazionale dalla straordinaria ascesa di Donnarumma , un plauso per Rigoni, bravo a cucire il gioco nella zona nevralgica e sempre puntuale negli inserimenti in zona gol e poi Edenilson, impiegato al posto dello squalificato Lazovic, autore di una grandissima ed efficace prestazione sulla fascia destra del campo, in cui specialmente nella prima frazione ha letteralmente affettato la coppia Regini- Linetty.

MARCO FERRERA

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