Sampdoria-Genoa: una storia infinita

Sabato nel tardo pomeriggio alle 18 , Sampdoria e Genoa incroceranno i tacchetti  per la 113° volta, mentre sono 94 gli incontri ufficiali , con 35 vittorie blucerchiate, 35 pareggi e 24 successi rossoblu.

Nello scorso torneo arrivarono una vittoria per parte, sempre per la squadra che da calendario giocava in trasferta: la vigilia della Befana la squadra di Montella si impose per 3-2, con netto predominio nella prima ora di gioco, con Cassano dispensatore di assist e doppietta di Soriano e singola di Eder e rimonta solo parzialmente riuscita grazie ad una doppietta di Pavoletti, con Lazovic che fallì una rete clamorosa a tu per tu con Viviano e traversa finale di Barreto.

L’8 Maggio ci fu un monologo degli uomini di Gasperini, che si imposero con un rotondo 3-0 : nonostante la netta sconfitta quel giorno la Samp si salvò matematicamente grazie alla contemporanea sconfitta casalinga del Carpi ad opera della Lazio. Come detto non ci fu partita, con rete immediata sotto la Sud di Pavoletti dopo combinazione Rigoni-Ansaldi, raddoppio al 26’ di Suso che si infilò in una difesa di belle statuine e colse l’angolo lontano di Viviano, che si incavolo’ per l’esultanza del genoano sotto la Sud. Ripresa con occasione sventata da Lamanna a Quagliarella e vittoria in ghiaccio alla mezz’ora ancora con il sigillo di Suso.

Ferrero lasciò la tribuna prima della fine, con una mini contestazione che esplose nei suoi confronti…

Il primo derby è datato 3/11/1946 ed alla presenza del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola vinse per 3-0 la neonata Sampdoria con gol di Baldini, Frugali e Fiorini.

Primo successo rossoblu nel novembre successivo, un 2-1 firmato da Verdeal e Trevisani dopo il vantaggio doriano di Baldini , il 17/10/1948 si registrò il punteggio più largo della storia, 5-1 della Samp con doppietta di Curti e singole di Baldini, Bassetto e Prunecchi con rete della bandiera di Corradini.

Il match del 22/4/1951 è ricordato come il “derby di Sabbatella”: quel giorno una parabola beffarda dell’oriundo argentino a tre minuti dalla fine fissò il 3-2 finale per la Sampdoria, una sconfitta che di fatto condannò il Grifone alla seconda retrocessione della sua storia. Quel giorno si inaugurò il nuovo “Ferraris” e la Samp si portò subito avanti con Bergamo e Bassetto, con la rimonta rossoblu firmata da De Prati e Mellberg. Ma la conclusione di Sabbatella che superò l’estremo difensore rossoblu Bonetti risultò fatale per la stagione genoana.

La rete di Zigoni il 4/4/1965 permise ai rossoblu di imporsi nel derby di ritorno di quel campionato al termine del quale arrivò la retrocessione per il Genoa ed a livello di massima serie si dovettero  attendere oltre otto anni per rivedere un derby in serie A: il 25/11/1973 si decise tutto nel primo tempo, con il gol di Giancarlo Salvi, savonese di Dego recentemente scomparso, servito da un colpo di tacco volante del terzino arrembante “Russa” Rossinelli, con raddoppio arrivato grazie ad un’autorete di Claudio Maselli che, nel tentativo di anticipare Maraschi, infilò l’incolpevole “Bibi” Spalazzi. Nel match di ritorno, giorno dell’esordio di Enrico Nicolini, il “Netzer di Quezzi”,  fu una rovesciata rimasta leggendaria di Maraschi al novantesimo a permettere ai blucerchiati di raggiungere il pari sul filo di lana, dopo che poco prima con il suo gol Derlin aveva fatto sognare la Nord, con il Genoa in dieci per l’espulsione di Sidio Corradi.

Ma la vendetta del Grifone arrivò il 13/3/1977, quando il successo per 2-1 diede una robusta spallata ai cugini sulla strada della retrocessione , che arrivò a fine stagione.

Genoa che in attacco schierava una coppia molto ben assortita, formata da “Flipper” Damiani e Roberto Pruzzo (20 gol in due), contro una squadra davvero carente nel reparto avanzato ( i cannonieri erano “Biscia” Bresciani ed il terzino rigorista Callioni con 4 reti fin lì…). Di fronte a 55000 spettatori, fischietto Gussoni di Tradate, il tecnico Gigi Simoni schierò  Girardi, Maggioni, Ogliari, Onofri. Secondini, Castronaro, Damiani, Arcoleo, Pruzzo, Ghetti e Basilico mentre Bersellini rispose con Di Vincenzo, che sostituiva l’infortunato Cacciatori, Arnuzzo, Callioni, Valente, Zecchini, Lippi, Saltutti, Bedin, Bresciani, “Titti” Savoldi e Tuttino. Nel sole del catino genovese la Samp partì alla grande e dopo soli tre giri delle lancette una gran botta dalla distanza dello stopper Zecchini con il destro (tra l’altro lui mancino naturale) levò letteralmente la ragnatela dal “sette” della porta difesa da Girardi. Vantaggio troppo immediato, con il Genoa che poco alla volta ricostruì al meglio le trame della manovra e prima dell’intervallo Damiani approfittò di un’indecisione di Di Vincenzo per pareggiare le sorti del match.

In avvio di ripresa un Genoa che gioca con la forza dei nervi distesi mette alle corde la Samp, Pruzzo si fa respingere il penalty da Di Vincenzo ma al 33’ della ripresa si fa ampiamente perdonare: lungo cross di Castronaro che parte dalla fascia laterale, sotto i distinti e plana nel cuore dell’area, all’altezza del dischetto del rigore: siamo sotto la gradinata Sud e “ O rey di Crocefieschi” prende l’ascensore, inchioda il suo marcatore Zecchini e Di Vincenzo nella terra di nessuno ed infila con un’ incornata delle sue. Finisce 2-1 ed a fine stagione per la Samp fu retrocessione a quota 24, con Genoa, salvo con 27 punti, che dopo quel pomeriggio perse al “Ferraris” contro Foggia e Bologna, che si salvò proprio a spese di Arnuzzo e compagni…

E come dimenticare il derby passato agli annali come quello “della carta igienica”, quando fu il presidente rossoblu Spinelli a cercare di fermare la contestazione della Nord che ritardò lo svolgimento della partita lanciando decini di rotoli in campo ?

Finì 4-1 per gli uomini guidati da Eriksson, con autorete in avvio del povero Fortunato, raddoppio del genovese Marco Lanna con rete di testa sotto la Nord. Nella ripresa il gol di Padovano illuse momentaneamente il popolo rossoblu ma i sigilli finali di Jugovic e Bertarelli diedero al match i contorni del trionfo per la Samp.

Era il giorno dei Santi del 1992 e due anni prima, il 25/11/1990, la cartolina natalizia su punizione del brasiliano Branco superò Pagliuca dopo le reti di Eranio e Vialli, nella stagione più bella del calcio genovese moderno, con la Samp scudettata ed il Genoa di Bagnoli quarto a fine stagione.

E’ Antonio Cassano il grande mattatore nel successo firmato da Christian Maggio il 17/2/2008 a quattro minuti dalla fine mentre tra il 2008 ed il 2009 arrivarono tre vittorie consecutive del Genoa di Gasperini: l’1-0 firmato Milito con rete annullata nel finale per fuorigioco millimetrico di Fornaroli, il 3-1 del ritorno con la tripletta del “Principe” e pari temporaneo di Campagnaro, con le espulsioni di Ferrari, Motta e Campagnaro ed il 3-0 della partita d’andata della stagione 2009-2010, con i rigori di Milanetto e Palladino e la stoccata di Marco Rossi, in altri novanta minuti molto “caldi”, con Biava, Cacciatore ed il Rossi doriano espulsi prima della fine.

L’11/4/2010 la zuccata di Cassano decise la partita, mentre il derby del 8/5/2011 è quello famoso del “retrocessore” Boselli, dopo le reti di Floro Flores e Pozzi,  con blucerchiati matematicamente in serie B la settimana successiva, dopo la sconfitta interna contro il Palermo.

Altra larga vittoria genoana quella del 15/9/2013, un 3-0 firmato da Antonini, Calaiò e Lodi ( con Liverani in panchina) e quindi Genoa che nelle ultime due vittorie si è imposto sempre con un risultato che non ammette repliche, mentre più equilibrati furono i due confronti vinti dai blucerchiati nel 2014, quello del 3 Febbraio, quando si giocò il lunedì e decise Maxi Lopez dopo triangolo con Eder e del 28 Settembre quando fu decisivo con il suo sinistro su punizione Manolo Gabbiadini, con contestazioni genoane per una posizione irregolare di un doriano a centro area.

L’ultimo pareggio è datato martedi 24 febbraio 2015 : si giocò in quel giorno per il rinvio della partita che tre giorni prima non potè disputarsi per il maltempo: di Falque ed Eder, dopo un marchiano errore di Roncaglia, le segnature.
MARCO FERRERA       

 

 

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