Sampdoria: col Pescara un brodino, nel derby servirà ben altro

Il punto di Pescara non ha risolto gli atavici problemi anzi, forse, li ha acuiti. Il bicchiere doriano è rimasto mezzo vuoto più che mezzo pieno, considerato lo sviluppo del match che, ad un certo punto – vedi il rigore, generosissimo, che Caprari si è fatto parare da Viviano – si sarebbe potuto anche perdere ma che in mille altre circostanze si sarebbe non solo potuto, ma addirittura dovuto vincere.


I blucerchiati hanno sciupato l’occasione di archiviare in anticipo la questione salvezza, mantenendo in vita un avversario in stato comatoso dopo l’espulsione di Coda e, nel contempo, confermandosi in una posizione di classifica piuttosto critica. Ha inciso il destino nelle due nitide occasioni da gol sfumate per un nonnulla nel recupero, ma per 90 minuti gli uomini di Giampaolo non avevano assolutamente legittimato il successo. Quel regalo – dell’autolesionista Coda, non dell’arbitro, s’intende – andava sfruttato in ben altra maniera.

Gimpaolo si gioca la panchina nel derby

Marco Giampaolo, allenatore della Sampdoria
Marco Giampaolo, allenatore della Sampdoria

La panca del tecnico non è più salda di venerdì scorso e il morale della truppa, corroborato da due brodini consecutivi, non è salito a quote rassicuranti: il derby alle porte rimane delicato e sarà affrontato con gli sfavori della classifica e forse del pronostico. Non si prospetta scontato come l’ultimo giocato, quando il divario tra le due squadre era, onestamente, abissale, ma è certo che occorra una Samp meno frenata a livello psicologico, più spavalda e sicura di sé, meno titubante.

La difesa migliora

Allo stadio Adriatico la difesa non è parsa impeccabile – specialmente nel primo tempo – ma neppure disastrosa. Va registrato un piccolo passo avanti specialmente nella valutazione della prova di Skriniar, che finalmente ci ha risparmiato l’immancabile svarione pagato caro. Ma le apprezzabili conferme di Silvestre, dominatore della zona centrale, e di Regini non sono da trascurare. Semmai, è da Sala che si deve attendere un progresso: marchiana l’ingenuità nella circostanza del rigore e inspiegabile la sua passività sul corner decisivo per il pari pescarese. Con tutto il rispetto, gli esterni del Genoa sono ben più temibili di quelli abruzzesi: altro punto da non sottovalutare.

La Sampdoria e i soliti problemi offensivi

Muriel-Quagliarella: la coppia questa volta ha tradito la Sampdoria
Muriel-Quagliarella: la coppia d’attacco della Sampdoria

In zona offensiva, poi, le nuvole non si sono affatto diradate. Numerose le palle gol create e netta la superiorità territoriale nella ripresa, ma senza la maldestra deviazione di Campagnaro nella propria porta la Samp sarebbe clamorosamente rimasta all’asciutto. E dire che stavolta Giampaolo aveva proceduto ad un cambio, spedendo in panca Muriel e promuovendo tra i titolari Budimir, di cui sono piaciuti l’intraprendenza e la volontà, qualità però non sufficienti ad esaltarlo. La mancanza di una prima punta autentica si avverte sempre più, ma al di là di questa carenza pesano un preoccupante difetto di convinzione e soprattutto di cattiveria e cinismo nel momento topico. Un handicap che accomuna gli attaccanti ai loro compagni più arretrati, in specie i centrocampisti, che anche a livello di impostazione hanno fatto registrare un regresso rispetto alle ultime partite. Troppi errori di imprecisione e troppo basso il ritmo di gioco durante la lunga superiorità numerica.

La classifica della Sampdoria

La classifica, con il punto di sabato scorso, non suscita allarme, tenuto conto del valore modestissimo ribadito da Crotone, Pescara, Empoli e Palermo, ma il trainer non può preparare il derby senza assilli particolari: la sua panca continua a traballare. Chiaro che contro i “cugini” occorrerà ben altra Sampdoria per competere e regalare un’indimenticabile gioia alla gente doriana. Il dominio territoriale è solo uno sterile modello matematico se non lo si accompagna con la necessaria concretezza in entrambe le aree di rigore.

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